Le Sorelle Materassi, l’amaro silenzio della comica solitudine

Le Sorelle Materassi

Nel 1934 Aldo Palazzeschi pubblicò il suo, forse, romanzo più noto: Le Sorelle Materassi.

Una storia di provincia, per l’esattezza la realtà di Coverciano, dove Carolina e Teresa Materassi sono le sarte più rinomate del paese e dei dintorni. Con loro vivono la sorella Giselda, la governante Niobe e il nipote Remo. Questo è il figlio di una quarta componente della famiglia, Augusta, ormai defunta. Carolina e Teresa lo hanno preso in affido quando aveva 14 anni e lo hanno cresciuto nell’agio, dandogli qualsiasi cosa egli volesse. Le due sorelle infatti, sono ‘signorine’ e cercano di placare con il bambino la loro sete di maternità.

Remo però cresce, diventa un uomo e le due zie non cessano a trattarlo come un principe a cui tutto è concesso.

Il giovane, infatti, capisce di avere in scacco le donne perché queste provano per lui un morboso senso di attaccamento, che va ben oltre il vecchio senso materno. Con lui, le illibate sarte sentono il rifiorire di quel sentimento e quella sensualità che la vita non ha mai permesso. Giustificano perciò tutto al nipote, il quale sa e ne approfitta. Si passa dal presentare decine di amici alle due di donne per fare bagordi al mettere incinta una ragazza e non prendersene la ben che minima responsabilità. Arriverà persino a far loro indebitarsi con tutti, costringere a firmare delle cambiali con la forza e far perdere loro il prestigio tanto faticosamente conquistato. Giselda prova in tutti i modi a far aprire loro gli occhi, avendo un rapporto diverso e completamente disincatato col nipote, che, per il comportamento che ha con le sorelle, non lo considera neanche tale.

Carolina e Teresa però non sentono ragioni, anzi rimproverano Giselda e giustificano il giovane, con la speranza che lui e la sua sensuale presenta non le abbandoni mai, arrivando anche a rendersi ridicole.

Il giovane però decide di sposarsi con una ricca americana, dando un autentico colpo al cuore alle due donne. Queste sperano fino all’ultimo che sia solo un matrimonio di interessi e anche davanti ai baci dei due si autoconvincono che Remo e sua moglie dureranno poco: evento che lo riporterà da loro. Le cose però come al solito andranno diversamente da come le due pensano…

Le Sorelle Materassi

La trama di Palazzeschi ha avuto diversi adattamenti nel mondo delle rappresentazioni sceniche. Nel ’43 Emma e Irma Grammatica interpretarono le due protagoniste in un film dall’omonimo titolo; mentre nel ’72 uno sceneggiato televisivo vedeva, tra i protagonisti, Rina Morelli, Ave Ninchi e Nora Ricci. Il teatro più volte ha visto grandi attrici prendere i panni delle protagoniste. Negli anni ’90, ad esempio, Isa Barzizza e Lauretta Masiero girarono una tournée.

Quest’anno il Teatro Quirino di Roma porta in scena Le Sorelle Materassi con la regia di Geppy Gleijesis e con protagoniste tre attrici del calibro di Milena Vukotic, Lucia Poli e Marilù Prati.

Il riadattamento è firmato dallo sceneggiatore Ugo Chiti e ben riesce ad adattarsi al palco. Si pensi all’inizio, il ricevimento dal papa. Nel film del ’43 e nello sceneggiato se ne parla, qui con il suo lenzuolo davanti e un gioco di ombre ci vengono giustificati come un sogno. Remo non viene preso da bambino, lo vediamo già nel fiore degli anni. La scena è fissa, con un ingresso che affaccia su un grande arco che dà all’esterno. Qui in questa grande sala le Materassi cuciono, pensano, vivono la tormentata relazione con il nipote. Sala che all’occorrenza si trasforma in macchina e in una stanza per banchetti nuziali. Le Sorelle Materassi

I costumi attirano l’attenzione e hanno quel gusto malinconico di un tempo. Coincidenza vuole che le ragazze che li hanno realizzati (uscite fresche dall’Accademia di Moda e di Costume) siano tre, come le protagoniste della commedia (in verità Giselda non cuce, ma poco importa). La cura e la dovizia si vedono nella scena delle ‘follie d’estate’, quando le Materassi escono con Remo, abbellite dalla promessa di una serata di bagordi, dopo che questi le abbia costrette con la forza a firmare una cambiale. Per qualche manciata di minuti, le due sorelle escono vestite ridicole e ‘da sera’: effetto ottenuto dai costumi.

Le Sorelle MaterassiLa grande differenza, però, la fanno ovviamente gli interpreti.

Sandra Garuglieri interpreta la governante Niobe. Al contrario del libro, dove viene descritta anziana quasi quanto Carolina e Teresa; qui è più giovane, meno ruffiana (che non vuol dire ‘non è’) e saggia, però amante della vita e del futuro, seppur dal passato orrendo e burrascoso. La Garuglieri ce la mostra sorridente, burrosa e gaudente: una vitalità che ha del tenero. A Gabriele Anagni il compito di interpretare il vanesio e superbo Remo. È difficile non immaginare l’attore fuori dai canoni televisivi, ma la sua formazione accademica si vede bene. I movimenti lenti, ma dosati; gli sguardi cinici e altezzosi ci mostrano un nipote oggettivamente menefreghista. L’attore ogni tanto dona al personaggio un tocco d’umanità, come il sentire se le zie stanno bene nel sottoscala, dopo averle rinchiuse; ma è passeggero: l’atteggiamento arriva.

Le Sorelle MaterassiMarilù Prati ci mostra una sua versione di Giselda. Lontana dall’idea dell’isterica e rancorosa del mondo, il personaggio che vediamo è saggio, forse prevenuto, ma prova un vero sentimento nei confronti di coloro che l’hanno riaccolta in casa. I suoi sguardi si volgono verso le sorelle maggiori, come chi vede qualcuno sul baratro del precipizio e accettare ciò con sorridente rassegnazione e volontaria cecità. Sguardi quindi che trasmettono esperienza, rabbia e incredulità, date però con un elegante distacco e una diretta ironia: una cosa assolutamente dififcile.

Le Sorelle MaterassiLucia Poli e Milena Vukotic ci mostrano invece le loro…Sorelle Materassi.

La prima interpreta la ‘severa’ Teresa, mentre la secondo la ‘dolce’ Carolina. Le capacità di queste due attrici ormai sono da tempo indiscusse. Si muovono nella parte delle due donne con una tranquillità e una leggiadria che appartengono ad un’altra scuola recitativa. I loro movimenti sono composti, semplici e delicati, ma al tempo stesso espressi con classe, moderazione e spontaneità. Ci fanno ridere e commuovere. Lucia Poli si diverte e ci mostra la complicità con la collega/sorella con uno splendido uso vocale: comico ogni volta il suo ‘rimproverare’ la sorella, chiamandola per nome, ogni qual volta questa si dimostri troppo arrendevole col nipote. Mirabile, però, la sua gestione del personaggio quando Remo le riaccompagna a casa dopo il matrimonio: la mano che pulisce il rossetto e lo sguardo quasi orripilato che la osserva meritano un bell’applauso.

Le Sorelle Materassi

Milena Vukotic è a proprio agio con un personaggio dolce e arrendevole, quasi infantile. I baci che dà a Remo, chiedendogli di comportarsi bene, ricordano quelli di una madre troppo docile o una nonna troppo emotivamente coinvolta: perfetti quindi per Carolina. I suoi movimenti ci fanno comprnedere quell’unione di comicità e malinconia che lo spettacolo vuole darci.

Si deve soprattutto a quell’esperienza di danza che l’attrice romana porta con sé. Prendiamo quando le Materassi vengono a conoscenza del matrimonio di Remo. Carolina mostra il suo stupore non solo con gli occhi ma, da seduta e rimanendo di fronte al pubblico, piegando il busto letteralmente a 90° alla sua destra, appoggiandosi quasi alle gambe della sorella, restando però immobile con le gambe. Oppure quando escono dal sottoscala, arrese dal ricatto del nipote: una scena straziante, a cui Milena Vukotic dà quel tocco di sorriso uscendo piegata in avanti, per il troppo tempo passato là sotto.

Le Sorelle MaterassiSpettacolo noioso per gli amanti delle ‘soirée’, ma molto coinvolgente per gli amanti del teatro.

Lo spirito di Palazzeschi è forte, gli interpreti hanno ben capito i loro ruoli, la scena è semplice ma molto efficace e il ritmo non stacca mai. Peccato per l’audio un po’ troppo delicato che, alcune volte, non fa sentire bene, che toglie mezza stella alle 5 complete.

Francesco Fario

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