It’s app to you, ossia un subdolo e spaventoso delirio

It's app to you

Per il festival Dominio Pubblico il 30 maggio 2017 è andato in scena It’s app to you, spettacolo della Compagnia Bahamut e diretto da Leonardo Manzan.

La tecnologia è ormai per noi fonte di vita. Non sapremo più fare ricerche senza internet, basta che i giga sul cellulare finiscono e ci sentiamo come corpi senza anime. Lo spettacolo It’s app to you (È un’ app per te), scritto e portato in scena dai membri della Compagnia Bahamut il 30 maggio 2017 con la regia di Leonardo Manzan al Teatro India per il Festival Dominio Pubblico_ La città agli under 25.

47.  La persona numero 47 (il bravissimo Leonardo Manzan, attore con cui ho condiviso la scena per tre bellissimi spettacoli ai tempi della Scuola Kairos Teatro di Roma, e stimatissimo amico) è una creatura piccola, insicura e meschina. 47 è solipsista. Egli si ritrova costretto a giocare una partita in un videogioco. Al comando vi è una voce, un cervello automatico (l’altrettanto bravo Andrea Delfino). Si deve risolvere un enigma: chi ha ucciso 46? (la stupenda Paola Giannini) Un gioco perverso, un percorso affascinante per poco più di un’ora, alla fine della quale 47 viene risucchiato nel gioco. 47 è diventato l’assassino. Quando ha portato a termine la sua prima avventura, ha ucciso 46.

It’s app to you, nato da un’idea di Leonardo Manzan, ci mostra quella linea rossa che non dovremmo superare più. Il limite tra essere e apparire quanto ci può costare caro? Ma soprattutto, ragazzi, ci chiediamo quanto ormai la tecnologia, la finzione, l’indossare una maschera dominano le nostre vite?

Non ci accorgiamo spesso l’eccesso dell’uso di tecnologie è come voler cercare di passare sopra un ponte fatto di pastafrolla? Spesso noi siamo come 47, mettiamo tutta la nostra vita in questi attrezzi. Essi sono depositari del nostro vero io (guardando lo spettacolo ho pensato al film Perfetti Sconosciuti, dove, durante una cena, attraverso un gioco con i cellulari, vengono fuori tradimenti).

It’s app to you, ossia la tragedia dell’uomo solo

It’s app to you ha la sua forza proprio in questo (e nella bravura degli attori). Anche attraverso le scenografie e i costumi curati dagli stessi membri della compagnia e le illustrazioni di Rocco Venanzi, lo spettacolo ci porta verso un delirio inquietante. Stiamo scendendo alla scoperta del lato oscuro, ma forse anche vero, di noi stessi. Così che, accompagnati da una colonna sonora nella quale ho riconosciuto il Concerto per violino e orchestra di Felix Mendelssohn, scendiamo sempre di più verso un baratro senza fondo. Questo spettacolo fa suonare un grande campanello d’allarme: quanto siamo soli a questo mondo?

Intanto auguriamo a It’s app to you (che ricordiamo ha vinto il Premio Critica 2016 del Festival “Direction Under 30” del Teatro Sociale di Gualtieri) di continuare imperterrito il suo percorso.

Marco Rossi

@marco_rossi88

(Foto prese dalla pagina Bahamut Erre TeatroVincenzo Albano)

Marco Rossi
Storico dell'arte e guida turistica di Roma, sono sempre rimasto affascinato dalla bellezza, ed è per questo che ho deciso di studiare Storia dell'Arte all'Università. Nel tempo libero pratico la recitazione. Un anno fa incontrai per caso Alessia Pizzi ed il suo team e fu amore a prima vista e mi sono buttato nella strada del giornalismo. Mi occupo principalmente di recensioni di spettacoli e di mostre, concerti di musica classica e di opere liriche (le altre mie grandi passioni)

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