Il magistrale Ludwig van Beethoven dei Wiener Philharmoniker

“Il giorno 29 ottobre 2015 si è tenuto il grande concerto dei Wiener Philharmoniker diretti da Herbert Blomstedt per il XIV Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra”

È stata una grande serata quella del 29 ottobre 2015 all’interno della Basilica di San Paolo fuori le mura. Per il XIV Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra i Wiener Philharmoniker, una delle più famose orchestre al mondo, ha eseguito musiche di Ludwig van Beethoven, sotto la direzione di Herbert Blomstedt, grande direttore svedese, ma di nascita statunitense.

Nella prima parte del concerto è stata eseguita la Sinfonia n.8 in Fa maggiore op.93, composta tra il 1811 ed il 1812, presentata per la prima volta in forma privata nel 1813 all’Arciduca Rodolfo d’Asburgo ed al grande pubblico viennese nel 1814. Si tratta di un vero e proprio capolavoro di raffinatezza ed eleganza, pur essendo una delle composizioni più brevi del grande musicista di Bonn. È un brano dotato d’argento vivo.

Nella seconda parte è stata eseguita la Sinfonia n.7 in La maggiore op.92. Si tratta di una delle sinfonie più note del genio tedesco, composta anch’essa tra il 1811 ed il 1812, in cui l’elemento dominante è il ritmo trascinante e vorticoso; non mancano però anche momenti di pura malinconia e poesia nell’Allegretto. Il grande Richard Wagner disse su questo brano che: «La sinfonia è l’apoteosi della danza: è la danza nella sua suprema essenza, la più beata attuazione del movimento del corpo quasi idealmente concentrato nei suoni. Beethoven nelle sue opere ha portato nella musica il corpo, attuando la fusione tra corpo e mente.»
L’esecuzione dei Wiener Philharmoniker, guidati con mano sapiente da Herbert Blomstedt, è stata semplicemente perfetta. Ogni particolare era curatissimo, pure nel bis che gli artisti hanno concesso, cioè la grande ouverture da concerto “Egmont” di Ludwig van Beethoven, una parte delle musiche di scena composte per l’omonima opera di Johann Wolfgang von Goethe, ispirata alla tragica vicenda del Conte Lamorale d’Agamonte.
Il pubblico (con ospiti illustri tra i quali alcuni membri del Casato di Liechtestein) ha tributato un trionfo alla fine di ogni pezzo.
Marco Rossi

Storico dell'arte e guida turistica di Roma, sono sempre rimasto affascinato dalla bellezza, ed è per questo che ho deciso di studiare Storia dell'Arte all'Università. Nel tempo libero pratico la recitazione. Un anno fa incontrai per caso Alessia Pizzi ed il suo team e fu amore a prima vista e mi sono buttato nella strada del giornalismo. Mi occupo principalmente di recensioni di spettacoli e di mostre, concerti di musica classica e di opere liriche (le altre mie grandi passioni)

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