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La modernità di Pirandello al Quirino con “Il berretto a sonagli” di Lo Monaco

il berretto a sonagli

Niente di più attuale in questo periodo di disordine esistenziale che la suggestione della parola pirandelliana. Al Teatro Quirino un grande Sebastiano Lo Monaco mette in scena Il berretto a sonagli, emblema di una crisi profonda dei rapporti e dei ruoli.

Una commedia che reca in sé il senso profondo della precarietà delle convenzioni sociali, della famiglia come progetto di vita al quale viene sacrificato ogni sentimento autentico, soprattutto dove si consuma un piano liberticida contro le proprie passioni.

Il pensiero pirandelliano si fonda sul conflitto dialettico tra vita e forma. Un eterno vagabondare dell’esistenza in cerca di un’incarnazione che rechi pace e compiutezza, una tragedia che si compie all’interno di noi stessi e nelle interazioni sociali.

Ma quando i sentimenti tra uomo e donna vengono coinvolti in questa morsa infernale il dramma è assicurato perchè l’amore e la decenza, l’attrazione e la forma, gli equilibri fondati sulla stabilità della coppia vacillano.

Ciò che è intimo diventa pubblico perchè ognuno è un pupo, una maschera prima di essere un uomo.

La scenografia Liberty di Keiko Shiraishi ricorda un disegno di Ertè. Le sagome nere degli alberi stagliate dietro le vetrate introducono lo spettatore nel clima borghese e ironico del primo tempo; la gelosia di una donna e i retropensieri di una famiglia borghese sono l’anticamera del dramma che si consumerà.

Incredibile la potenza recitativa dei personaggi, anche quelli minori, che imprimono un carattere ancora più moderno a un’opera centenaria ma veggente.il berretto a sonagli

Dice Lo Monaco di questo lavoro: “una commedia NATA e non SCRITTA, così Pirandello ha definito il suo Berretto a Sonagli. Su questo pensiero ho costruito la mia regia: viva e non scritta.

Ed è riuscito perfettamente nell’intenzione imprimendo al personaggio di Ciampa, l’uomo comune in balia del compromesso perenne, una umanità commovente soprattutto nei momenti in cui cadono le sovrastrutture morali e rivela i desideri ancestrali di possesso e vendetta.

Belli, pieni di vitalità i dialoghi con Beatrice, interpretata magistralmente da Marina Biondi. Tutti nella commedia hanno un ruolo estremamente moderno, non ultimo il Delegato Spanò che incarna l’anima di uno Stato assente, debole e sottoposto alle pressioni dei potenti.

Ma il Berretto a sonagli, il segno distintivo dell’uomo fallito, marchiato, deriso viene rifiutato da Ciampa come il calice del Getsemani; egli si fa materia liquida per incarnarsi in un altro pupo e sopravvivere a un sentimento letale.

In un sottile gioco di ruoli rimbalza a Donna Beatrice, ingannata dal  suo stesso artificio, la responsabilità di ripristinare la realtà di facciata rifugiandosi nella pazzia.

Lucido, delirante, onirico il capolavoro pirandelliano resta sempre uno delle pietre miliari del grande Teatro; a noi di CulturaMente questa versione convince in pieno.

Antonella Rizzo

 

Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello 11-23 dicembre  

Sicilia Teatro in collaborazione con Festival La Versiliana – Pietrasanta e Teatro Luigi Pirandello di Agrigento   

Regia: Sebastiano Lo Monaco

Attori: Sebastiano Lo Monaco, Marina Biondi

con Clelia Piscitello, Claudio Mazzenga, Barbara Gallo, Giovanni Santangelo, Lina Bernardi, Maria Laura Caselli 

Costruzione scene Keiko Shiraishi – costumi Cristina Da Rold – musiche Mario Incudine – luci Nevio Cavina

 

Poetessa, scrittrice, performer, giornalista. Collaboratrice di Culturamente dal 2015.

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