Latitudine Teatro torna in scena con “Tredici”

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Tredici è uno spettacolo teatrale scritto da Mike Bartlett, drammaturgo inglese contemporaneo.

È improbabile che ne abbiate sentito parlare perché non è mai stato rappresentato in Italia. Almeno fino ad ora. Sabato 23 (ore 20:30) e domenica 24 febbraio (ore 16:00 e 21:00), la prima versione italiana di Tredici prenderà vita al Teatro Fellini di Pontinia. A portarlo in scena saranno gli attori del centro di formazione Latitudine Teatro, diretti da Stefano Furlan. È stato proprio il fondatore della compagnia a tradurre l’opera in italiano e a curarne la messa in scena.

Qualche tempo fa avevamo parlato della scuola a proposito della chiusura della sede di via Cisterna.

Fate attenzione alla cultura che rifiutate

Come promesso, Latitudine Teatro non ha intenzione di chiudere prima di aver portato a compimento la stagione teatrale già programmata. Tredici è il primo di questi appuntamenti e possiamo tranquillamente dire che sintetizza l’idea di teatro difesa dalla scuola: teatro contemporaneo che porta lo spettatore a riflettere. Elementi nient’affatto scontati non solo nella provincia latinense, ma in tutto il nostro paese. Inoltre, il testo di Bartlett è corale e gli spettacoli di Furlan molto spesso si caratterizzano per la presenza di diversi attori sul palcoscenico.

Tredici è ambientato in una Londra moderna e dispotica in un momento di forte crisi sociale ed economica. La popolazione protesta per la mancanza di risorse sufficienti al buon funzionamento della pubblica amministrazione. Si prospetta l’inizio di una nuova guerra a fianco degli Stati Uniti contro l’Iran per fermare le ambizioni nucleari di quest’ultimo. Ma ciò che disturba profondamente l’animo dei diversi personaggi è un incubo spaventoso e ricorrente. Sempre lo stesso e uguale per tutti. In questa situazione di crisi generale, compare una figura misteriosa: John. Iniziando a parlare pubblicamente al parco e diventando popolare sui social, John risponde al bisogno di una popolazione intera di credere in “qualcosa” o in “qualcuno”. Il Primo Ministro Ruth, che con John condivide un passato doloroso, dovrà scontrarsi con tutto questo e provare a dare la sua risoluzione.

Uno spettacolo complesso in cui si alternano le storie di diversi personaggi provenienti da diverse classi sociali.

Ognuno di loro vive una profonda crisi esistenziale. Sentono (quasi inconsapevolmente) la mancanza di qualcosa che dia un senso alle loro azioni. Al dramma personale si unisce quello della storia. La minaccia di una guerra imminente è solo la punta dell’iceberg. Immagini di morte, dolore e sofferenza sono continuamente sotto i loro occhi (e anche di quelli dello spettatore) grazie ad Internet e ai social network.

Un testo pieno di contenuti significativi e, soprattutto, attualissimi: questo è Tredici. Si parla di capitalismo, ideologie politiche, scelte binarie o di compromesso, scontro tra culture diverse. Ci sono gli smartphone e i tablet che hanno completamente rivoluzionato il modo della comunicazione e dell’informazione. Ci sono tantissimi stimoli per una riflessione articolata che coinvolge tutto il nostro modo di vivere. Non è un teatro semplice, ma è un teatro che si nutre della vita e che vuole farsi partecipe di essa. È il teatro che Latitudine ha sempre praticato e insegnato ad amare.

eventi latina In scena ci saranno i due attori della compagnia Morris Sarra e Michela Sarno accanto agli allievi della scuola con diversi anni di formazione alle spalle. Alessandra Gianolla, Daniele Campanari, Eleonora Pasquariello, Emiliano Solferino, Ermanno Paletti, Federica Crisci, Francesca Rossetti, Gabriele Mariani, Isabella Giusiani, Jacopo Colabattista, Manuela Gasparetto, Marco Molinari, Maria Teresa Fiore, Marisa Sarno, Martina Colella, Pierluigi Grenga, Silvia Ciarmatori, Simone Carconi, Vanessa Pistilli. Il progetto luci è firmato da Gianluca Cappelletti, mentre i video e le foto di scena sono stati realizzati da Paola Palombi.

Se non volete perdere questo spettacolo, chiamate e prenotate il vostro posto al numero 333 2854651.

E poi… non siete curiosi di sapere perché c’è proprio il 13 nel titolo?

Federica Crisci

 

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