Quando il sesso è fatto dalle parole

Starnone Autobiografia erotica

Autobiografia erotica di Domenico Starnone sarà in scena all’OFF/OFF Theatre fino al 27 maggio. Sul palco, diretti da Andrea De Rosa, i bravissimi Vanessa Scalera e Pier Giorgio Bellocchio.

Dopo il grande successo della trasposizione di Lacci, un altro romanzo di Domenico Starnone arriva sul palcoscenico. Si tratta di Autobiografia erotica di Aristide Gambìapubblicato nel 2011 da Einaudi. Ancora una volta, l’adattamento teatrale è curato dallo stesso scrittore e prodotto dalla Cardellino, la casa di produzione di Silvio Orlando, regista e interprete di Lacci. La regia, invece, è affidata a Andrea De Rosa che, per dar valore al testo (e di conseguenza al tema) di Starnone, ha scelto una messa in scena del tutto spoglia. Un fondale nero con un tavolo e due sedie.

Non c’è sipario. Lo spettatore, appena entra per prendere posto in teatro (un gran bel teatro!), ha da subito la possibilità di vedere l’allestimento e di iniziare a pensare a cosa succederà in quello spazio di lì a momenti.  La posizione delle sedie – una di fronte all’altra – fa pensare a un confronto tra due persone.

E, in effetti, un confronto è quello che Mariella chiede ad Aristide tramite un’e-mail scritta con un linguaggio particolarmente volgare. La donna vuole parlare del primo e unico incontro che i due hanno avuto vent’anni prima a Ferrara. Durante le poche ore passate insieme, Mariella e Aristide hanno avuto un breve e frettoloso rapporto sessuale che, almeno apparentemente, non ha avuto grandi conseguenze nelle loro vite. Rivivendo insieme quella giornata, attraverso parole crude, ma oneste, scopriranno che così non è. Il dialogo tra due semi-sconosciuti diventa allora un momento di conoscenza di sé che non può che avvenire tramite la distruzione delle proprie certezze, a cominciare dall’idea che si ha dell’Io.

Le personalità dei personaggi sono il fulcro di Autobiografia erotica.

Mariella si mostra come una donna cinica e disinibita sia nel mostrare il suo corpo, sia nelle parole usate. Sembra rimasto molto poco della ragazza diciottenne che desiderava diventare una scrittrice. Aristide anche è cambiato nel corso degli anni. Da ragazzo amante delle lettere, pieno di rigidità sessuali, da poco sposato e in attesa del primogenito è diventato un editore di grande importanza con numerose storie d’amore e di sesso alle spalle.

In un primo momento, Aristide reagisce con una risata imbarazzante alla scurrilità di Mariella. Raccontando quel pomeriggio, da buon intellettuale, cerca di usare metafore o parole altisonanti per descrivere le emozioni di allora. La donna non è però interessata alla retorica, ma ai dettagli, alla realtà, alla concretezza. Ed è per questo che insiste nell’usare un linguaggio greve e basso, privo di abbellimenti. Con quest’atteggiamento, metterà in crisi anche le convinzioni che sono legate a quelle parole più astratte, costringendo Aristide a privarsi delle proprie costruzioni mentali e di tutte le spiegazioni razionali per mostrare i suoi istinti e desideri più cupi.

Starnone Autobiografia erotica
I due protagonisti: Pier Giorgio Bellocchio e Vanessa Scalera. Ph di Laila Pozzo.

Si avverte l’origine letteraria del testo, ma questo non diminuisce la forza comunicativa dello spettacolo.

Merito soprattutto della bravura dei due attori. Vanessa Scalera costruisce il suo personaggio prestando grande attenzione ai movimenti del corpo e all’espressività che aiutano lo spettatore a comprendere le emozioni e le intenzioni del personaggio, molto prima che esse siano comunicate a voce. Pier Giorgio Bellocchio conferma la sua bravura portando in scena un uomo che nel corso del dialogo si spoglia di tutte le proprie maschere per mostrare un volto che difficilmente riconoscerebbe o vorrebbe riconoscere allo specchio.

Come si può immaginare già dal titolo, Autobiografia erotica riflette sulla sessualità umana.

Non ne dà di certo una visione romantica, ma ne enfatizza gli aspetti contraddittori. Perché se da una parte ci sono il gioco, l’appagamento e il desiderio, dall’altra risulta chiaro che la sessualità abbia anche degli aspetti più inquietanti per la razionalità umana, essendo legata alla sfera dell’irrazionale. L’attrazione è un mistero: può essere legata a una caratteristica fisica, ma anche a un’idea, a un rumore, a un oggetto. Il rapporto sessuale è un atto sì spontaneo, ma anche profondamente idealizzato in quanto rappresenta il momento di massima intimità tra due persone. Lo spettacolo mostra anche la differenza con cui uomini e donne vivono la sessualità. In effetti, l’essere penetrati e il penetrare sono due azioni molto diverse che implicano “responsabilità” e sensazioni diverse.

Ed è su questo che si confrontano Mariella e Aristide, portando lo spettatore a riflettere con loro.

Starnone crea dei personaggi maschili che dai loro comportamenti rivelano sempre poca consapevolezza di sé. Le donne, invece, pur vedendo la situazione in maniera lucida, solitamente subiscono questa confusione dell’uomo su se stesso, finendo anche loro per perdersi di vista. Proprio come in Lacci, i rapporti interpersonali si rivelano fondamentali per costruire la coscienza dell’individuo e il suo percorso di vita. Visto che sono così importanti, i legami devono essere raccontati e vissuti attraverso l’arte, letteraria o teatrale che sia.

Starnone Autobiografia erotica
Ph di Laila Pozzo

 

Lo spettacolo è breve, intenso, ti colpisce per il linguaggio forte, ti eccita, ti rattrista, ti commuove, ti sorprendere, ti fa ridere e sorridere in maniera amara. E se pensiamo che l’andare a teatro potrebbe essere una sorta di incontro erotico, da una serata trascorsa all’OFF/OFF Theatre, non uscire affatto delusi.

Federica Crisci

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