“Affetti stretti”, il tormento è donna

Affetti stretti

Prendiamo tre donne, tre donne qualsiasi. Tutte circondate da mancanze affettive, una forte ironia, personalità ingombranti e/o autoritarie intorno. 

Affianchiamole poi ad un uomo. O meglio, un tipo di uomo. Peggio ancora. Un essere che di uomo ha poco. Un compagno capace solo di chiedere, pretendere, mai dare. E’ su questo concetto che si spingono i tre monologhi che compongono lo spettacolo “Affetti stretti” scritto e interpretato da Barbara Cerrato, Alessandra Merico e Silvia Quondam, che il 20 luglio sono state le protagoniste sul palco del Gasometro.

Tutti conosciamo, in parte o del tutto, le storie di Penelope, Arianna ed Eva. Tre donne diverse, che il mito ha reso celebri. Ognuna con il suo carattere, la sua storia. Tutte donne di eroi, uomini importanti. E loro? Sono lì, che aspettano. Una barca, un arrivo, un cenno di partecipazione. Pensiamole per un attimo fuori dal contesto, con la stessa trama però. Sempre pronte a cogliere la mela? Sempre in attesa di quella barca? Sempre sperando che qualcuno le venga a riprendere?
L’ironia pervade le loro parole, allusive ed efficaci; eppure sono lì, aspettando una reazione di quell’Adamo, quell’Ulisse o quel Teseo. Soffrono, ma lo sanno. Potrebbero reagire, ma non vogliono. Perché…”Perché l’affetto tiene in vita il legame e quando questo è a senso unico si tira sempre più il filo e il nodo si stringe, finché non ci soffoca..“.
 
Alessandra Merico
Spettacolo curioso ed originale. Una scenografia poco pretenziosa ma efficace, che bene sia adegua a tutti e tre i monologhi. I testi possiedono un’ironica cultura, che attira l’attenzione del pubblico, e sono conditi da un’amarezza dolceamara, che invece lo fa riflettere.

Barbara Cerrato
E’ uno spettacolo fatto da donne, per le donne e sulle donne. Ne abbiamo parlato con Silvia Quondam, una delle attrici, la quale ci ha dato lo spunto per queste caratteristiche. La prima è dovuta alle attrici: 
“Ci siamo conosciute durante la nostra formazione artistica. Abbiamo trovato un buon feeling scenico e abbiamo deciso di creare questo progetto”. La seconda all’argomento: “Il tema è abbastanza evidente. Non ci siamo solo ispirate alle storie di quelle donne che abbiamo re-interpretato, ma, purtroppo, tutte noi abbiamo inserito delle note, esperienze ed emozioni personali passate”. La terza al messaggio che si vuole mandare: “Un po’ di auto-critica non fa mai male. Donne che sono pronte a perdonare chi veramente le ha fatte soffrire, pur sapendo che questi uomini non cambieranno mai, ce ne sono tante.”. 
Ed è a loro, donne amanti, donne di carattere, donne un po’ autolesioniste e illuse che il pubblico pensa, ricorda e capisce.
 
Silvia Quondam
Tre bravi attrici, tre monologhi brillanti, un buon ritmo e un messaggio finale.
Signore e signori, un bello spettacolo!

 

Francesco Fario

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