Cani avvelenati da umani disumani

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Mia nonna me lo diceva sempre quando sentiva al telegiornale casi di abbandono oppure di maltrattamenti. Se fanno male agli animali, pensa cosa possono fare alle persone.

Crescendo in mezzo agli animali ho fatto mia questa considerazione. Tra cani, gatti, cavalli, criceti, uccellini raccolti nel mio giardino o anche per strada, tartarughe e topolini riportati nel prato, quando gli altri mi guardavano storto perché stavo perdendo tempo.

Quando, dopo dieci anni di lotta con i miei, ho potuto prendere un cane l’ho chiamato Nike, vittoria, perché quello significava per me. Per me come per tutte le persone che amano gli animali.

Apprendo con molto ritardo della morte di Pimpi, la cagnolina della scrittrice Susanna Tamaro, avvelenata da uno di quei maledetti bocconi che vengono lasciati in giro, ormai troppo spesso, lo scorso 12 gennaio.

In Italia nel 2018 sono stati avvelenati circa 60.000 cani, di cui 4000 domestici; 20.000 sono morti, prevalentemente in Campania, Sicilia e Sardegna. Il veleno che viene inserito nel boccone provoca una morte quasi immediata, ma alcuni animali sono morti anche col veleno per i topi, usato per la derattizzazione nei luoghi pubblici. Aree ricreative, mi preme ricordarlo, adibite anche allo svago dei bambini, che possono a loro volta ingerire questi veleni.

Come riportato da AgenPress lo scorso ottobre, il presidente dell’AIDAA Lorenzo Croce definisce tale fenomeno “Una vera e propria strage di cui nel 99% dei casi non si trovano i responsabili”.

Responsabili anonimi che ci sembrano senza cuore, dei pazzi. Per noi che viviamo con gli animali, condividiamo con loro la nostra esistenza – la stessa Tamaro afferma di scrivere libri con un cane sempre vicino – sembra qualcosa di inconcepibile.

Attualmente l’Ordinanza Ministeriale coinvolge l’intervento di più soggetti istituzionali, come il veterinario della ASL e l’IZS, mentre al sindaco spetta il compito di richiedere una bonifica dell’area killer e l’apertura di un’indagine per trovare i colpevoli. Colpevoli che devono essere puniti dalla legge per gli atti disumani che compiono. Serve una legge ad hoc.

Il saluto e l’immagine in evidenza sono prese dalla pagina Facebook di Susanna Tamaro

Ti ho cercata a lungo e, alla fine, ti ho trovata dietro le sbarre di un canile. Per un mese, come la Volpe con il Piccolo Principe, sono venuta a trovarti con regolarità perché volevo essere certa che la gioia che provavo io nel vederti la provassi anche tu. E alla fine, quando ti ho portato a casa, è stato subito un grandissimo amore. Eri intrepida, ma mai fanatica, allegra e ubbidiente, amavi i cani, i gatti, i bambini. Amavi il mondo intero e i tuoi occhi osservavano il mondo con inesausta curiosità.

Avresti dovuto essere il cane della mia vecchiaia, piano piano, con gli anni, avremmo rallentato il passo insieme e poi, un giorno ci saremmo seduti sulla panca davanti casa e avremmo visto il sole tramontare, consapevoli che, oltre il tramonto del giorno, quello sarebbe stato anche il tramonto della nostra vita. Nei lunghi anni di compagnia, con la tua gioiosa felicità saresti stata l’antidoto naturale all’inevitabile malinconia del passare degli anni. Ma purtroppo non è stato così.

Pimpi è morta ieri, uccisa da un boccone avvelenato. Era con me da appena sei mesi.
Addio, piccolo raggio di luce, meraviglioso arcobaleno che hai allietato un tempo purtroppo così breve.

 

Alessia Pizzi

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