Tu quale traccia avresti fatto?

prima prova maturità 2019

Inizia oggi l’esame di Maturità con la prima prova d’italiano.

Dopo aver passato la serata a cantare Notte prima degli esami e a scommettere su quali autori sarebbero usciti, arriva il fatidico giorno. L’inizio degli esami di maturità. La prima prova è sempre quella meno temuta dagli studenti e quella che probabilmente incuriosisce di più anche chi la scuola l’ha finita da tempo. D’altra parte, si tratta di dimostrare di saper veicolare contenuti di senso compiuto tramite la scrittura. Un compito basilare e allo stesso tempo difficile. E poi diciamo anche che tutti noi ci divertiamo a sentire il nome dell’autore da analizzare, spesso rimanendo a bocca aperta davanti a scrittori che non abbiamo mai sentito nominare neanche per sbaglio.

Quest’anno la maturità è piena di novità, alcune delle quali riguardano proprio la prima prova. Il saggio breve e il tema storico hanno lasciato il posto al testo argomentativo, mentre l’analisi del testo e il tema libero hanno raddoppiato ciascuna le tracce a disposizione.

Alla maturità valutano le competenze. Ma una migliore preparazione non guasterebbe

E dopo tanta attesa e molte speculazioni basate anche sulle simulazioni uscite durante quest’inverno, stamattina abbiamo finalmente letto le tracce. Ed è partita LA domanda.

Tu quale avresti fatto?

Ce lo siamo chiesto anche noi culturini e ci siamo dati una risposta. Ma prima di svelarle, ricapitoliamo quali sono stati i temi proposti.

Gli autori proposti per l’analisi del testo sono stati Giuseppe Ungaretti per la poesia e Leonardo Sciascia per la prosa.

La poesia Risvegli di Ungaretti (già uscito nel 2011 con Lucca) permette di riflettere sul tema della guerra e sul percorso interiore e poetico del poeta, mentre il brano tratto dal romanzo Il giorno della civetta di Sciascia chiede di riflettere sul rapporto tra giustizia e illegalità. Un tema simile è proposto dalla prima traccia del tema libero dove, partendo dal discorso commemorativo per il trentennale dalla morte del Prefetto Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, si chiedeva agli studenti di parlare liberamente della lotta contro la mafia. L’altra traccia del tema libero, invece, vuole portare a riflettere sul rapporto tra sport e società, portando come esempio un episodio della vita del ciclista Gino Bartali che nel 1943 usava il proprio allenamento per consegnare documenti falsi alle famiglie ebree in fuga dalla deportazione.

I tre testi argomentativi, proprio come era successo nelle simulazioni, possono essere ricondotti a tre grandi aree tematiche: l’importanza della cultura, il rapporto con la tecnologia, il peso della storia nel nostro presente. Erano presenti: un testo di Tommaso Montanari in cui si parla del patrimonio culturale italiano e del suo peso sulla nostra formazione intellettuale e caratteriale; un brano di Sloman e Fernbach in cui si discute della capacità inventiva dell’essere umano evidenziandone la genialità e la crudeltà; infine, un intervento di Corrado Stajano sull’eredità culturale e storica del Novecento. Oltre alla comprensione degli estratti, era richiesta agli studenti un’argomentazione sul ruolo salvifico della bellezza, sull’ingegno umano, così brillante e allo stesso tempo letale, e sui problemi attuali dell’Europa in relazione al suo passato.

A mio avviso, si tratta di tracce alquanto impegnative.

Nessuna di esse, neanche l’analisi del testo, richiede conoscenze nozionistiche e tutte lasciano libero lo studente di condurre il discorso dove lo ritiene più opportuno. Ma è altrettanto vero che i maturandi devono dimostrare di avere una sviluppata capacità critica e un’articolata cultura generale (si chiede continuamente di fare riferimento non solo alle proprie esperienze, ma anche alle proprie letture o visioni). I temi trattano argomenti piuttosto generali che richiedono, però, una preparazione e una sensibilità particolari che punta molto sulla consapevolezza dei concetti assimilati. Lo conferma anche la tipologia della prova orale che il Ministero ha scelto.

E dopo queste considerazioni, vi dico quale traccia avrei scelto io!

La me diciottenne che si preparava ad affrontare l’esame di maturità nel 2010 avrebbe probabilmente scelto l’analisi del testo di Ungaretti. D’altra parte, spinta dalla mia professoressa d’italiano, ho passato tutto l’ultimo anno di scuola a esercitarmi su questa tipologia di testo, studiando una marea di autori del Novecento così da essere preparata su chiunque fosse uscito. Inutile dirlo, venne fuori l’unico autore da noi non trattato (Primo Levi) e così addio alla possibilità di fare l’analisi. Però sarei stata preparata su Ungaretti. La ventisettenne di oggi, invece, si sarebbe felicemente buttata sul testo argomentativo sulla bellezza e sul patrimonio culturale italiano. Sono argomenti che oggi mi interessano moltissimo e che mi emozionano sempre molto.

Serena, invece, quando le ho chiesto cosa avrebbe scelto lei di fare, mi ha risposto così:

“Ed eccoci qui… Ci ritorviamo, come ogni anno in questo periodo, a parlare delle tracce uscite alla prova di maturità! È sempre un’emozione pensare a quei giorni, è sempre bello pensare “Ma io, cosa avrei scelto, al posto dei giovani maturandi?”. Be’, quest’anno è particolarmente ardua la scelta: Ungaretti o Sciascia? Mariano o la Sicilia? Entrambi mi sono piaciuti e mi hanno letteralmente coinvolto con i loro scritti. Forse, se guardo e mi concentro alla persona che sono oggi, la mia scelta va su Sciascia. Ma non so se la ragazza del 2006 avrebbe scelto questo autore. Una cosa è certa: l’emozione di trovarsi tra quei banchi do scuola sarebbe stata tremendamente forte anche oggi…”.

Analisi del testo anche per Alessia!

“Se mi trovassi oggi tra i banchi di scuola a sostenere gli esami di maturità sicuramente la mia scelta sarebbe stata indirizzata sicuramente sull’analisi e l’interpretazione di un testo letterario italiano dell’opera di Leonardo SciasciaIl giorno della civetta. È un testo che ci fecero leggere alle scuole medie e che porto dentro perché purtroppo la Sicilia è anche questo e guardare al passato in un momento di oblio storico come quello contemporaneo è necessario, perché la Mafia non è solo un retaggio del passato ma è attuale, reinventata e forte”.

Valeria, invece, non ha dubbi: avrebbe scelto il tema su Bartali.

“Io avrei sicuramente scelto la traccia su Gino Bartali, il ciclista che nel ’43 si è allenato percorrendo in bicicletta la tratta Firenze-Assisi per consegnare documenti falsi agli ebrei salvandoli dalla deportazione. Bartali è l’esempio di come ognuno di noi può e deve impegnarsi attivamente per rendere il mondo un posto migliore. Trovo inutile nascondersi dietro le scuse più improbabili per rimanere fermi e impassibili davanti agli stravolgimenti della società. Non condivido l’atteggiamento della gente a cui “non frega niente se il mondo cade senza prenderla”, per citare Levante“.

E voi? Cosa avreste scelto?

Federica Crisci

Con la collaborazione di Serena Cospito, Alessia Aleo, Valeria De Bari 

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