Non voglio cambiare pianeta: su Raiplay il viaggio in solitaria di Jovanotti

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È un verso del poeta cileno Pablo Neruda a farci entrare nel docutrip di Lorenzo Jonanotti: “Non voglio cambiare pianeta”

Dal 24 Aprile, sulla piattaforma on line di mamma Rai “Non voglio cambiare pianeta”, il docutrip di 16 puntate che testimonia il viaggio solitario in bicicletta di Jovanotti

Dal Cile in Argentina, 4000km attraverso strade deserte, parchi, pampas, coste oceaniche e villaggi sperduti. Un viaggio che solo un indomito 53enne come lui avrebbe potuto affrontare.

E come? Solo con due valigie “leggere”: 20 chili il peso della bici e 20 quello del bagaglio.

Il viaggio in solitaria..

Tra gennaio e febbraio 2020, dopo il suo JOVABEACHPARTY, ha deciso di ritornare in una dimensione solitaria pedalando per 40 giorni, per poter tornare a rituffarsi, come lui racconta nella sua presentazione, in un nuovo bagno di folla.

Il viaggio nasce dal bisogno di immergersi totalmente nella natura per ammirare e gustare ogni cm del nostro pianeta.

Dalle albe primordiali, a incontri inattesi, esperienze uniche nel loro genere che ti fanno tornare a provare lo stupore che solo quando sei un bambino puoi avere. E tutto questo in strade silenziose e senza fine. 

Ma con un grande compagno..

Viaggiare in compagnia dei lama o dei guanacos stupiti da un mezzo di locomozione a due ruote è un’esperienza unica nel suo genere.

Ma ad accompagnarlo non erano solo gli animali: con lui, per la settimana più dura, quella sulle Ande, c’è stato anche l’amico ciclista Augusto Baldoni, titolare del negozio di biciclette di Forlì, di cui Jovanotti è cliente da moltissimi anni.

Sì, solo per una settimana.

Non potendo chiudere il negozio per quasi due mesi, l’ha raggiunto per l’ultimi tratto più duro, quello in cui si pedala oltre i 4000 metri di altitudine.

Si sa, Lorenzo è un eterno bambino ma anche un eterno viaggiatore introspettivo: viaggia e osserva il mondo per scoprire il mondo interiore.

Ed è cosi che attraversi una telecamera attaccata al manubrio e alla sua testa, ci racconta il suo viaggio, un’incredibile avventura per cercare risposte o forse, solo per concertarsi maggiormente sulle stesse domande, con la curiosità che lo contraddistingue da sempre.

Sessanta ore di girato per 16 puntate da circa 15 minuti l’una. Il cantante stesso afferma:

È un pianeta spettacolare il nostro. È bello, tragico, magico, imprevedibile. Mi piace, lui non va cambiato. Sta a noi cambiare, senza retorica e senza ideologia, per poterlo vivere senza essere noi il problema. Non voglio cambiare pianeta, perché ci sto bene. Perché è la nostra casa, e mai come in questo momento che siamo costretti a vivere nelle nostre case, stiamo prendendo consapevolezza del valore della cura, del benessere, della qualità della vita“.

E a poche ore dalla pubblicazione della prima puntata, Jovanotti ha presentato il progetto con una videoconferenza durante la quale ha raccontato che nella sua casa a Cortona ha composto, nella sua obbligata quarantena, le musiche inedite del documentario.

La musica che nasce dal viaggio..

Mi sono preso la libertà di dare musica alle immagini. Senza regole, senza troppi pensieri. Lasciando spazio agli errori, alle imperfezioni, all’energia del momento. La musica e la bicicletta sono così simili: più ci sei dentro e più ti vedi da fuori, più ti concentri e più la testa prende direzioni inattese” ha affermato Jovanotti.

Per Lorenzo si sa, la musica è tutto, presenza costante, ossigeno e fonte di vita. E la musica lo accompagna anche in questo viaggio. Musica fatta anche di urla, di fatica, di parole sussurrate e espressioni di gioia, di echi lontani del Sudamerica, di ballate notturne sulle Ande. 

Il tutto accompagnato solo dal rumore delle sue ruote. La stessa musica che ha deciso di portare con se al suo ritorno per farne un docutrip.

Ma non solo. 

Oltre al viaggio e la musica, grande protagonista di questo docutrip è la poesia: nei 16 episodi c’è anche un omaggio ai poeti. Da Primo Levi a Jorge Luis Borges, da Mariangela Gualtieri a Erri De Luca, da Jorge Carrera Andrade ad Antonio Machado per chiudere con Luis Sepúlveda.

Afferma egli stesso: “La poesia è la mia grande amica di questi giorni di lockdown, e ogni puntata abbiamo deciso di chiuderla con una poesia letta al cellulare, ognuna scelta in modo istintivo, seguendo la logica del viaggio disorganizzato».

Un prodotto originale per offrire al pubblico, una seria inedita in contenuti e stile, prodotto da SoleLuna, pedalato e filmato da Lorenzo Jovanotti.

Non ci resta che viaggiare con lui.

Francesca Sorge

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