Luis Sepúlveda, non solo Coronavirus: un autore dall’animo forte

Sepulveda-coronavirus

Con il contagio da Coronavirus, Sepulveda, autore de “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, ha scatenato il web. Noi non vogliamo parlarvi della malattia, ma della grandezza artistica e d’animo dell’autore cileno che incantato milioni di persone.

Classe 1949, autore, giornalista e sceneggiatore, nonché attivista politico, Luis Sepùlveda è uno degli scrittori più letti e tradotti in Europa. La sua capacità di raccontare storie ha toccato il cuore di adulti e bambini.

Da una non recentissima intervista emerge il suo essere un uomo  profondo che ha una concezione della felicità, della vita e della morte ottimista e concreta. Pochi sanno in realtà che la sua vita è stata segnata dal dolore. Dalle persecuzioni sotto il regime di Pinochet, alle torture subite in carcere, sino all’esilio forzato dal Cile. Esperienze da cui ha tratto solo la bellezza semplice che una vita vissuta in pienezza sa dare. Una vita affrontata con coraggio, circordato sempre dagli affetti familiari e animata dai suoi ideali.

La paura come alleato e non un nemico da sconfiggere

Dopo la notizia sul contagio dal Coronavirus di Sepulveda sembra doveroso parlarvi della sua profondità d’animo. La forza di questo scrittore si evince dalla sua concezione della paura come qualcosa da cui non si deve scappare o un nemico da combattere e sconfiggere. Anzi la paura a volte diventa l’alleato a cui aggrapparsi perché la paura aziona meccanismi di difesa utili a metterci in salvo. Cosa succederebbe se non avessimo paura?

Sepulveda riesce a sottolineare ogni aspetto positivo della paura quale condizione che ci consente di avere quella spinta in più per andare avanti. E come lui stesso ha affermato “quello che ci viene chiesto, oggi più che mai, non è di non avere paura, quanto di essere coraggiosi”. Una frase, che risulta attualissima visto la condizione che vive lo scrittore e tante milioni di persone, nonché noi che siamo chiamati a restare in casa con le nostre paure e preoccupazioni. E prosegue dicendo che non “c’è atto di coraggio che non celi dietro di sé la paura di non farcela. Ma noi, uniti, ce la faremo!”

E allora ci chiediamo, alla luce delle sue profonde riflessioni, come starà vivendo tutto questo? Noi ci auguriamo che tutto vada per il meglio e che lo stia affrontando con tutto il coraggio di questo mondo.

Ai tempi del Coronavirus e della quarantena: Sepulveda e i suoi libri da leggere

Ha  esordito nella narrativa con la raccolta di racconti Cronache di Pietro Nessuno (1969), cui sono seguiti Le paure, le vite, le morti e altre allucinazioni (1986) e Taccuino di viaggi (1987). Tuttavia trova la sua stabilità sul mercato letterario con il romanzo Il vecchio che leggeva romanzi d’amore (1989), cui hanno fatto seguito Il mondo alla fine del mondo (1989), Un nome da torero (1994), La frontiera scomparsa (1994).

Troviamo, inoltre, libri di viaggi  Patagonia Express (1995) e la sua opera più importante, quale favola-parabola, Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare (1996).

L’esperienza politica e il suo attivismo come ambientalista hanno influenzato inoltre la produzione di altre opere come : Incontro d’amore in un paese in guerra (1997), Diario di un killer sentimentale (1998), Cronache dal cono sud (2006). 

Interessante è il libro di racconti La lampada di Aladino (2008).

Tra gli ultimi romanzi ricordiamo: Ritratto di gruppo con assenza (2010), Ultime notizie dal sud (2011), Tutti i racconti (2012), Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico (2012), Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza (2013) e L’avventurosa storia dell’uzbeko muto (2015), Storia di un cane e del bambino a cui insegnò la fedeltà (2015), La fine della storia (2016), Storie ribelli (2017). 

Angela Patalano

 

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