Morto Kenzo Takada, il giapponese che amava la moda

morto Kenzo Takada

Natale 2000: mia madre mi regala Flower di Kenzo, uno dei primi profumi della maison, appena uscito.

Presa dall’entusiasmo corro in bagno per spruzzarmelo ma mi cade in terra, si rompe in mille pezzi e impregna in modo incontrovertibile le ciabatte che indossavo.

Nell’arco di qualche minuto non avevo più il profumo, ma delle ciabatte che mi avrebbero ricordato per sempre la mia goffagine, lasciando per tutta casa un profumo inebriante e quasi ipnotico.

Questo è il mio primo ricordo di Kenzo, l’ultimo è l’acquisto di un paio di sue sneakers durante il lockdown. È uno stilista che seguo da sempre e che ho sempre tanto ammirato, come artista e come uomo.

E oggi me lo piango, perché purtroppo, a causa di complicazioni derivate dal Covid-19, Kenzo Takada è morto.

Chi era Kenzo?

Molti pensano che Kenzo sia solo il nome del brand, ma è anche e sopratutto il nome del suo fondatore, Kenzo Takada. Uno dei pochi giapponesi famosi nel mondo della moda, che già negli anni 70 con la boutique Jungle Jap a Parigi scosse il fashion system. Per la prima volta oriente e occidente si incontravano creando un bellissimo fuoco d’artificio all’ombra della Tour Eiffel, negli stessi anni in cui trovava la fama Yves Saint Laurent.

La sua cultura di provenienza e la sua preparazione artistica lo rendono uno stilista unico e riconoscibile. Bamboo, pattern ispirati alla natura, colori sgargianti; ma anche maxi gonne e kimono, da abbinare a una décolleté o a un top di chiara impronta occidentale.

Negli anni 70 il mondo era pronto e affamato di nuove cose, di nuovi mondi, di nuove visioni, e Kenzo fu fautore di un’apertura culturale enorme.

Kenzo negli anni ‘90

Il gruppo LVMH, che ad oggi possiede quasi tutti i marchi che contano, già nel ’93 mette gli occhi su Kenzo, per renderlo più mainstream. Qualche anno dopo Kenzo Takada si ritira, dando l’addio al suo pubblico con un’ultima memorabile sfilata. Elefanti, farfalle, colori a palate: una festa di cui ancora si parla.

Così come a lungo si parlerà di lui, il gentleman giapponese innamorato dei colori.

Micaela Paciotti

Foto di: Micaela Paciotti

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