Le poesie vincitrici del Premio L’Avvelenata 2021

Premio Poesia L'Avvelenata 2021 le poesie vincitrici

Come vi abbiamo raccontato nei mesi scorsi, quest’anno CulturaMente ha rotto l’isolamento partecipando come partner al Premio Letterario L’Avvelenata. La direttrice Alessia Pizzi e la redattrice Antonella Rizzo sono state giurate e incaricate di consegnare il premio poesia ai tre vincitori. In aggiunta a questo premio la redazione ha anche indetto il premio della critica “Overdose di Cultura” per la poesia più meritevole.

Nella cornice di Villa Ada, lo scorso luglio, è avvenuta la premiazione: finalmente possiamo raccontarvi i vincitori con i nostri premi.

Il magazine in pdf

Uno spazio dove troverete le poesie, le nostre recensioni e la biografia dei vincitori. Una dose di cultura “portatile” per non dimenticare che c’è sempre tempo per una poesia. Scarica il Magazine qui.

I nostri video trailer

Insieme al nostro commento sulla poesia, lasciamo anche video trailer realizzati da Cristiana F. Toscano. La voce che legge le poesie, naturalmente, è quella di Francesco Fario.

Primo Posto: Ada Aversano, Terra Straniera

Il poetare di Ada Aversano è semplice, diretto e allo stesso tempo raffinato ed emozionante. Con la poesia “Terra Straniera” proietta i lettori in una dimensione intima, che da singolare diventa universale.

L’autrice esprime l’incertezza e la precarietà nel sentirsi estranei. Suggestiva la metafora delle “voci scalze” e infreddolite come a indicare l’autenticità (forse anche l’ingenuità) e la vulnerabilità dell’esule. In un mondo in divenire e soggetto a radicali cambiamenti, mette in evidenza il potere della parola. Collezionare parole per delineare la realtà, una realtà altra fatta di equilibri delicati, di silenzi e di sguardi.

In punta di piedi si solleva un messaggio di vita, attraverso un sapiente utilizzo della suggestione e della figura retorica.

Secondo Posto: Il sogno di Danilo di Pietro Catalano

Nella lirica “Il sogno di Danilo” Pietro Catalano interpreta la migliore tradizione poetica intimista con una cifra stilistica personale e asciutta, profonda ma scevra di manierismi formali.

Un affresco raffinato e sapiente di un dolore mai scontato e rinnovato dalla melanconia dell’eterno. Lo sguardo descrittivo ha un approccio ludico, concreto e realista, ma allo stesso tempo indaga nella profondità delle ferite.

C’è denuncia ferma, c’è analisi del dolore: dalla dimensione esterna si rimbalza verso quella interna, anche se l’unico approdo finale e possibile è quello verso un futuro di speranza.

Terzo Posto: Facciamo finta di niente di Robin Corradini

Un ritmo dinamico e contemporaneo caratterizza i versi di Robin Corradini in “Facciamo finta di niente”.

L’autore sembra raccontare lo stato in cui si vive alla fine di una relazione, quando si cerca di far finta di niente, di stare bene, quando per andare avanti è necessario, in realtà, far finta di tutto. L’utilizzo della prima persona plurale favorisce l’immedesimazione del lettore in una condizione esistenziale di incoerenza e irresolutezza, tipica dell’essere umano romantico.

Il mistero dell’alterità si rincorre nei versi pregni di una forte musicalità e di metafore incisive. Molto bella la chiusa finale che conferma il carisma espressivo dell’autore.

Premio “Overdose di Cultura: La mia anima è vento di Selene Pascasi

La poesia di Selene Pascasi riecheggia una dimensione quasi religiosa: la struttura di “La mia anima è vento”, ricorda le antiche preghiere e riconduce il lettore in una dimensione corale, squisitamente arcaica, dove si afferma qualcosa e si attende la risposta di qualcuno.

L’andamento è lapidario e per certi versi magico: un incantesimo catartico sotto forma di poesia, nel solco della tradizione letteraria dedicata al mal d’amore. Come tutti i canti di questo genere, però, alla disperazione segue la ricostruzione: un graffio diventa ricamo, le spoglie diventano alate, si sfugge anche alla presenza della vigliaccheria, così pesante da sopportare.

Il bruco lascia la sua vecchia pelle e diventa farfalla: il giorno in cui non muori, è il giorno in cui rinasci.

Lascia un commento

Lascia un commento!
Inserisci il tuo nome qui