Festival Mix Milano 2020: la 34° edizione dedicata a Maria Paola Gaglione

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Si è aperta così, giovedì 17, la 34esima edizione del Festival Mix Milano , il festival del cinema LGBTQ+ che da oltre 30 anni offre una selezione dei migliori film indipendenti gay, lesbici, trans e queer.

Una dedica a Maria Paola Gaglione, speronata e uccisa dal fratello perché contrario ad una relazione con un uomo trans. 

Un applauso da tutto il pubblico lungo minuti che ci porta nuovamente all’attenzione l’importanza della Legge Zan contro l’omobitransfobia.

La storia del Festival Mix

Fondato nel 1986 come rassegna di cinema, già dalla sua prima edizione si proponeva quindi come una manifestazione culturale trasversale che, puntando sulla valorizzazione della cinematografia indipendente, da un lato raccoglieva le istanze di rivendicazione e affermazione dell’intera comunità LGBTQ+, e dall’altro ne anticipava le tendenze e ne promuoveva il riscatto politico e sociale.

La 34° edizione del Festival Mix Milano, oggi, vede 48 titoli in gara provenienti da tutto il mondo e offre la possibilità di vederli dal vivo presso il Teatro Piccolo di Milano e in streaming sulla piattaforma MyMovies.

Il tutto nel pieno rispetto delle norme di sicurezza vigenti.

I conferimenti dei premi del Festival Mix Milano

Oltre alla visione dei lungometraggi, cortometraggi e documentari, in questa edizione si inserisce anche il Premio More Love, ovvero il riconoscimento a figure che si sono particolarmente distinte nella loro attività professionale e personale.

Questo premio sarà conferito a Gino Strada, sabato 19 settembre.

Ma non solo: giovedì sera c’è stato il conferimento di Queen of Comedy a Paola Cortellesi e sempre sabato, sarà consegnato il titolo di Queen of Music a MYSS KETA con la partecipazione di una delle più note stand up comedian italiane, Michela Giraud.

Nucleo centrale del programma sono i tre concorsi internazionali dedicati a lungometraggi, cortometraggi e documentari tra i cui titoli, ancora inediti in Italia, appaiono: “Welcome to Chechnya”, l’atteso documentario di David France sulla persecuzione delle persone LGBTQI+ in Cecenia.

Novità assoluta di questa edizione è la sezione speciale fuori concorso de I Talenti delle donne dedicata all’universo femminile nell’ambito del palinsesto culturale voluto dal comune di Milano per il 2020.

A decretare i vincitori, ancora una volta, tre giurie composte da esperti/e e critici/e di cinema che sceglieranno le migliori opere cinematografiche a tematica LGBTQI+.

Inoltre, come per le ultime edizioni, lo stesso pubblico potrà esprimere la propria preferenza eleggendo il Miglior lungometraggio 2020 attraverso “Festival Mix Milano”, l’app ufficiale.

L’organizzazione dei titoli in gara

Il concorso LUNGOMETRAGGI vede quindici titoli di cui sei in anteprima italiana e uno in anteprima europea, quello dei DOCUMENTARI vede sei titoli di cui cinque in anteprima italiana.

Quello dei CORTOMETRAGGI, invece, vede ventisette titoli di cui otto in anteprima italiana e due in anteprima europea.

Ma il Festival Mix Milano non è solo cinematografico: a contorno delle proiezioni: ci saranno appuntamenti di letteratura, cultura arte e musica.

Ed è così che giovedì sera è calato il sipario sulla 34esima edizione del Festival.  Sul Palco, a presentare Paolo Camilli, attore e regista italiano che ha omaggiato il pubblico di un suo monologo tratto da una storia vera fatta di pregiudizi e retaggi culturali. 

Ma andiamo in ordine.

Ad aprire il Festival Mix Milano, la performance di danza by BHAVA DANCE PROJECT, impattante ed emotivamente forte.

A seguire i direttori artistici: Paolo Armelli, Andrea Ferrari e Debora Guma, che hanno premiato l’assessore alla cultura di Milano, Filippo Del Corno con il premio More Love per l’impegno profuso. 

infine, la proiezione del film And Then we Danced dello svedese di origine georgiana Levan Akin, titolo applauditissimo alla Quinzaine del Réalisateurs della 72° edizione del Festival di Cannes e candidato dalla Svezia agli Oscar 2020.

Un film che racconta un percorso di accettazione e consapevolezza di un ballerino che vive in Georgia in una società conservatrice e patriarcale. Il film è stato oggetto di censure e proteste anche violente, fuori dai cinema episodi di risse e aggressioni tanto da far durare la proiezione soltanto tre giorni.

Il contenuto è stato ritenuto offensivo nei confronti della tradizione del Paese.

La nuova edizione della kermesse meneghina ha alzato il sipario. A noi, non resta che mantenere su le tende per una cultura della parità di genere.

Foto a Articolo di Francesca Sorge

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