Festival di Sanremo 2021: 5 categorie di look viste sul palco

Look Sanremo 2021

Tra noia, meraviglia e perplessità, i cantanti e gli ospiti hanno fatto delle precise scelte di styling.

Sanremo è una kermesse unica nel suo genere, in pochi giorni si concentrano cultura pop, tradizione nazional-popolare, esperimenti teatrali più o meno innovativi, polemiche su ogni cosa e, last but not least, una sfilata ininterrotta di abiti di alta moda.

In questa edizione ci sono stati vari registri legati al look, tutti con finalità comunicative diverse.

Queste le categorie in cui secondo me possono essere riassunte le scelte di styling.

I narratori

Alcuni cantanti in gara hanno deciso di intraprendere nell’arco delle cinque serate una narrazione tematica. Penso a Gazzè, che si è trasformato (anche se non ho ben capito perché) in personaggi del calibro di Leonardo, Dalì, Clark Kent. O a Madame, prima madre poi sposa della sua Voce, titolo del suo pezzo e dedica d’amore alla cosa più preziosa per un artista: “Tu sei la mia voce, mi ricordo di te, mi vedevano ridere sola, ma eri te”.

Questo travestitismo narrativo, inaugurato in modo teatrale lo scorso anno da Lauro, è stato incarnato da Madame in modo perfetto e molto autobiografico. Con i suoi look curati da Dior, la giovane artista ha fatto centro e ha saputo valorizzare in modo poetico il bellissimo testo della canzone in gara.

I “mi piace vincere facile”

Quelli a cui piace vincere facile vanno sul sicuro: Armani. Lo stilista Made in Italy più osannato nel mondo, da Osaka a New York, fa abiti semplici dal riscontro superlativo. Con un abito lungo sui toni chiari dell’oro e del cipria (come quello indossato dall’ospite Alessia Bonari, l’infermiera- testimone del duro lavoro durante la pandemia), non si sbaglia mai. Anche la super top Vittoria Ceretti ha scelto Re Giorgio: abito a sirena color oro, semplice, lineare, anche troppo. L’unico look di Armani che mi ha sorpreso è stato quello di Malika Ayane: varianti sul tema pantalone arabo+top che l’hanno illuminata come una stella. Anche Noemi ha scelto uno stile molto sobrio, con Dolce&Gabbana d’archivio.

Originali con stile

Un Festival così importante richiede a mio avviso un look grintoso, che possa trasmettere al pubblico la personalità di chi lo indossa. Amadeus e le sue originali giacche sono ormai un binomio inscindibile, grazie a Gai Mattiolo. Anche Fedez in Versace mi ha convinto, con un look custom made ideato da Donatella Versace in persona. Francesca Michielin ha sfoggiato la prima sera un outfit perfetto di Miu Miu, un prezioso top su un pantalone sartoriale: era stupenda. Peccato che nelle serate successive lo stile bon ton rivisitato abbia creato più danni che altro. Un plauso speciale a Gaia Gozzi, in un tripudio di frange e pelle direttamente dalla collezione autunno inverno 2021 di Salvatore Ferragamo, che l’ha vestita in tutte le serate. Tra gli uomini, 10 a Colapesce e Dimartino, con i loro già iconici completi pastello e 10 anche a Ermal Meta, tutti vestiti da Dolce&Gabbana.

Il vincitore di questa categoria, secondo me, è però Mahmood, in Burberry, che con la sua gonna da guerriero atavico, portata con fierezza, mi ha fatto cascare la mascella per terra.

Vestiti al buio

Alcune scelte io non le ho capite, colpa mia probabilmente, perché l’abito è molto soggettivo. Casadilego mortificata in un macroabito a fiori che non le donava, Orietta Berti con l’abito di paillette e capesante ricamate sul seno (abito di CGDS) mi ha lasciato basita. Si, ok, l’autoironia, la macchietta, ma insomma, per me è no. Lo stesso vale per Arisa, ingolfata nella prima serata in un maxi tailleur di Margiela rosso fuoco, molto bello, che però non le donava.

Per Aiello, invece, first reaction: shock! nella serata in cui si è semi-vestito di piume nere in stile corvo Gennarino. Salvo in corner Gio Evan, vestito da Waxewul, un giovane brand afro-chic, che ha come etica di base la sostenibilità ambientale e sociale.

Le divinità

Metto le mani avanti e ammetto che Coma_Cose mi hanno rubato il cuore. Giovani, belli e innamorati, con gli abiti di MGSM hanno incarnato lo stile alternativo e urban che portano avanti nella vita e nella musica. I Maneskin sono riusciti a incarnare uno stile ben preciso, il rockmantic, grazie a Etro, uno dei brand più importanti del mondo della moda e dei tessuti. I loro outfit, sera dopo sera, hanno dato l’idea di una band che si muove come un’unica entità sotto la benedizione del rock.

Altra collaborazione che ha fatto centro è quella tra La rappresentante di Lista e Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Valentino, che ha vestito Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina di colori fluo, volumi esagerati, rivestendoli di una creatività sartoriale che si abbina in modo superlativo alla loro creatività artistica.

La dea delle dee, come diceva Pollon, è Elodie anche quest’anno. Genuina, portatrice sana di talento e sicurezza, bella, simpatica, professionale, ha abbagliato l’Ariston facendo scomparire chiunque.

Capitolo a parte per le Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2021, che sono 8Elena Faggi  e Dellai selezionati dalla Commissione Musicale di Area Sanremo e Gaudiano, Folcast, Greta Zuccoli, Davide Shorty, Wrongonyou e Avincola da Sanremo Giovani.

Ha vinto Gaudiano, come tutti saprete, ma di certo non per il look. Sul mio personalissimo podio fashion salgono:

  1. Greta Zuccoli, fresca ma molto elegante in un minidress rosso di Dolce&Gabbana.
  2. L’originale Avincola, con un abito solare, fresco, pop del brand Ritha. Il mood è color block, no gender e si ispira agli anni Novanta, tratti distintivi del marchio Made in Italy.
  3. Davide Shorty, esplosivo in tutta la sua carica funk-soul. Colorato, sofisticato, gigione quanto basta, mi è piaciuto.
Look Sanremo 2021_Avincola

Micaela Paciotti

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