Dialogo con l’ottantenne: sposati e fai un figlio!

Chi ha studiato filosofia a scuola si ricorderà per certo che Socrate era solito andare per le strade a far partorire la verità alla gente. Può sembrare un atteggiamento un po’ da mitomane nel Ventunesimo secolo, tuttavia da alcune domande fatte alle persone comuni si possono evincere grandi verità.
Involontariamente stamattina mi sono ritrovata ad essere un Socrate in gonnella (letteralmente) proiettato nell’universo della satira oraziana, specialmente quella “del seccatore” (I, 9), dove il poeta si trova costretto da un chiacchierone a confutare i falsi luoghi comuni sul circolo di Mecenate.
Mi trovavo a passeggiare con il cane dopo aver comprato il giornale, quando una vispa signora di ottant’anni mi apostrofa: “Signorina, invece di andare a spasso con il cane si trovi un fidanzato!
La mia indole curiosa non può fare a meno di cedere alla tentazione di approfondire questo dialogo non ricercato, così mi fermo e la lascio proseguire: “Si trovi un marito e faccia un bambino. Sono queste le cose che contano“.
Istat: Matrimoni e Primi Matrimoni Celebrati
Le rispondo che a volte un cane è meglio di un uomo, ma poi aggiungo che ho un fidanzato. La signora si rincuora e decide che sono una ragazza per bene, con cui poter conversare, allora mi chiede quando ho intenzione di sistemarmi. Affermo, provocandola bonariamente, che vorrei realizzarmi nel lavoro prima di avere dei figli. Pronta, controbatte dicendo che il lavoro non c’è, così le rispondo che, dopo la laurea, ne ho trovato uno che mi consentirebbe di coronare il quadretto da lei suggerito. Il suo viso è stupito, velatamente interdetto. Comprende che non sono il soggetto più adatto per confermare i luoghi comuni preconfezionati e sposta il discorso su una sua amica, al momento molto mortificata per il fallimento del matrimonio della figlia e la rottura col nuovo fidanzato. La signora mi suggerisce di tenermi stretto il mio (credendo che sia l’unico che ho avuto, forse?), per non perpetrare l’indecenza (cito testualmente) di avere più uomini nel corso della vita. D’altra parte, a chi importa che una donna sia felice e realizzata? La signora continua dicendomi che bisogna adattarsi e che un tempo le donne dovevano sopportare anche qualche schiaffo e qualche spinta dai propri mariti.
Istat: Numero Medio di Figli per Donna

E’ questo il motivo che dovrebbe spingermi a sposarmi, immagino.
Mi racconta che non ha avuto figli perché suo marito non ne ha voluti e che ora si ritrova senza nipoti. Mi incalza a fare un bambino.Scatta in me un atroce dubbio: ma non sarà che i figli si fanno per la paura di restare soli e che poi si soffre come cani quando decidono di trasferirsi altrove per un moto meramente egoistico? Forse a parlare qui è il senno del poi, oppure un grande rimpianto. Dopo essermi congedata, rifletto sulle verità di questa voce del Sud Italia incontrata in una strada di periferia romana. Penso che ha vissuto quasi un secolo e forse non ha goduto dei privilegi a me concessi. Questo la incastra, come tanti altri suoi coetanei e non, in una forma mentis cristallizzata che accetta la deviazione alla “regola” con molta difficoltà. Mi chiedo se avrebbe rivolto le stesse frasi anche ad un ragazzo. Poi mi ricordo che in camera mia c’è un libro, acquistato qualche tempo fa, sulla storia del pudore in Italia, sul lecito e l’illecito, sull’indecenza femminile menzionata dalla mia interlocutrice. E mi domando: c’è davvero bisogno che io lo legga?

Alessia Pizzi

Laurea in Filologia Classica con specializzazione in studi di genere a Oxford, Giornalista Pubblicista, Consulente di Digital Marketing, ma soprattutto fondatrice di CulturaMente: sito nato per passione condivisa con una squadra meravigliosa che cresce (e mi fa crescere) ogni giorno!

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