Più Libri…Più Liberi (dall’apnea digitale)

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più libri più liberi 2019

Ero in macchina qualche giorno dopo la conclusione della Fiera che ancora pensavo a Più Libri Più Liberi. Non pensavo tanto alla convention in sé, quanto al suo nome e all’importanza del suo significato.

Sì, perché in quest’epoca fatta di scrittura su chat e bacheche, di frasi frettolose digitate alla velocità della luce, di immagini scattate al volo per immortalare secondi di vita, a volte dimentichiamo l’importanza delle parole.

Pensavo, ancora, al perché ci sia sempre la fila a Più Libri Più Liberi.

Al perché la fiera, che quest’anno diventa maggiorenne e per la sua festa di compleanno raggiunge le centomila presenze (altro che sweet eighteen), piace così tanto.

Per noi giornalisti è sempre un’occasione per salutare e ringraziare tutte le case editrici che ci coccolano durante l’anno mandandoci le nuove uscite, è chiaro.

Però, facendo una riflessione più analitica, cosa spinge le persone a correre verso la Nuvola di Fuksas?

Lo stesso Massimilano, che ha compiuto gli anni proprio un giorno dopo la fine della convention (svoltasi dal 4 all’8 dicembre), affermava di aver ideato la nuvola pensando alle viste dall’alto, al cielo, mentre viaggiava per lavoro da Parigi a New York.

Per il terzo anno il Roma Convention Center ospita Fiera Nazionale della Piccola e Media editoria, organizzata dall’Associazione Italiana editori (AIE), rivelandosi ancora una volta la location ideale per l’evento, anche a livello architettonico: spazioso, perfetto per sognare.

Perché alla fine mi sono data questa risposta mentre guidavo: il libro è il nostro rifugio da questa società velocissima, travolgente, sconvolgente. Posso dire anche… affannosa?

Il libro è la distanza tra noi e il cellulare, la risposta alla nostra tristezza, il naso che respira la carta in metro mentre gli altri si perdono tra gli schermi. E certo, l’ebook magari non profuma, ma il senso lo avete capito. Ecco perché quindi Più Libri Più Liberi funziona: perché la lettura resta il nostro strumento per liberarci da malesseri, dipendenze digitali, e il nostro inalatore di conoscenza.

La boccata d’aria fresca che stavamo aspettando nell’apnea della quotidianità. La brezza che ci regalano tutti gli editori che ancora credono nel valore e nel potere delle parole.

Un’ultima riflessione, e non so se abbastanza sensata: da quando esiste l’ebook gli editori sfornano delle copertine cartacee che sono dei gioielli. Nel mio caso mi allontana l’idea di comprare il libro di carta solo l’idea di un altro trasloco (ed eventuale carico sulle mie spalle di tutte le sudate carte): per il resto sono una fan del libro vecchio stampo. Quindi, naturalmente, sono tornata a casa con un paio di “respiri” in più e con la testa… tra le nuvole.

Alessia Pizzi

Foto di Alessia Pizzi, CulturaMente

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