The S.L.P: il primo progetto solista della mente dei Kasabian

Kasabian Goodbye Kiss

Lo scorso 31 agosto è uscito il primo progetto da solista di Sergio Pizzorno, chitarrista e autore dei Kasabian.

S.L.P. sono le iniziali del nome completo del leader della band, Sergio Lorenzo Pizzorno.

Il progetto solista di un unico membro di una band è sempre una notizia sconvolgente: molti, infatti, iniziano a porsi delle domande sul futuro della band stessa.

Invece Pizzorno ha rassicurato tutti dichiarando che è già al lavoro sul nuovo album dei Kasabian e aggiungendo che l’esperienza solista l’ha rigenerato:

«Se qualcosa ti fa stare bene devi seguire il flusso dell’arte, ed è fantastico che io sia riuscito a uscire dalla mia comfort zone. I Kasabian sono una grande macchina che abbiamo creato. Ci sono routine dentro cui sentirsi sicuri, ma c’era bisogno di qualcos’altro. A volte c’è bisogno di trovarsi in mezzo a una tempesta, che tutti si rimettano in discussione per trovare nuove idee che altrimenti non sarebbero possibili» .

D’altronde il progetto solista di Pizzorno è ufficialmente pubblicizzato sulla pagina Instagram ufficiale dei Kasabian, quindi i fan della band non dovrebbero avere nulla da temere.

The S.L.P. nascerebbe dall’incapacità di Pizzorno di fermarsi per riposare:

“I Kasabian hanno pensato di prendersi una pausa e io non mi sono mai concesso questo lusso. Ho trovato una finestra di tempo perfetta per sperimentare e vedere dove sarei potuto arrivare. Ho semplicemente goduto della libertà di fare qualsiasi cosa volessi”.

A proposito del nuovo lavoro dei Kasabian invece Pizzorno non si espone:

“Non voglio ancora dire nulla ma continuerò a spingere per oltrepassare i confini”.

E allora in attesa del nuovo album della band propongo qui una playlist dei Kasabian che include anche Goodbye Kiss.

Certamente non è come vedere la band esibirsi sul Pyramid, il palco più grande di Glastonbury, ma per quello bisognerebbe tornare indietro nel tempo e, più precisamente, a giugno 2014.

Valeria de Bari

Immagine copertina: Wikipedia

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