Road To Tenerife: hasta la capital!

Quarta settimana.

Questa volta mi sono cimentata nell’avvistamento di cetacei, una delle attrattive imperdibili di quest’isola magica, dove basta allontanarsi pochi metri dalla costa per ritrovarsi in mare aperto, in pieno oceano, dove il blu è così intenso che il mondo sulla terra ferma sembra nulla paragonato alle profondità abissali.

L’Eden, il catamarano, è salpato nella tarda mattinata affaticato dal peso di una cinquantina di turisti esaltati che, armati di macchina fotografica, scrutavano le ombre del mare alla ricerca della fatidica pinna. Ovviamente tra loro, c’ero anch’io. Potevo perdermi i delfini? Non è che a Fregene capiti proprio di vederli tutti i giorni.

I nostri desideri si sono realizzati in pochi minuti, quando sulla cresta dell’onda, lucenti e brillanti, sono apparsi i loro dorsi inconfondibili, danzando elegantemente come sirene tra la spuma, liberi, selvaggi, imprendibili. Una visione stupenda.


La gitarella in barca si è conclusa con un tuffo nelle acque trasparenti del Puertito de Ameñime, un piccolo paradiso di pescatori sopravvissuto alla speculazione edilizia ed al turismo di massa, che ancora conserva il rustico fascino del paesino di mare. Qui tra le barcarole ormeggiate risalgono silenziosamente le tartarughe, che in questa caletta hanno trovato un rifugio tranquillo e sicuro, tuttavia a differenza dei delfini le anziane signore non c’hanno fatto il favore e toccherà rimandare l’emozionante incontro a data ancora da definire.

Salutato il mare, il sole e soprattutto il caldo ho percorso l’autostrada del nord verso San Cristobal de la Laguna, l’epicentro universitario dell’arcipelago canario. Generalmente è poco diffusa la conoscenza dell’incredibile varietà climatica che caratterizza Tenerife, dove basta spostarsi di pochi chilometri per passare dal rovente sole africano al vento freddo portato dalle correnti oceaniche, compreso delle immancabili piogge. 

Nonostante l’aria pungente La Laguna è sempre un buon posto dove passare il fine settimana, incredibile ritrovo di studenti che con i loro botellón riempiono strade e locali con il solo scopo di divertirsi. Sono ospitata da un mio caro amico spagnolo, conosciuto durante l’erasmus che in mezz’ora mi catapulta nella realtà universitaria della zona fatta di piatti di pasta strabordanti mangiati sul divano e dal vino direttamente versato nelle tazze per la colazione. Che bella la vita da fuori sede! Passata l’inevitabile sbornia del sabato sera, ancora fischiettando a ritmo del reggaeton, passiamo la domenica al mare a Bajamar. Questa località costiera si caratterizza per le piscine di acqua salata riempite naturalmente dalle onde che si infrangono con violenza sugli scogli, delle vere e proprie bombe d’acqua.

Uno spettacolo meraviglioso, il mare che con tutta la sua forza sbatte sulla costa, il fragore dell’onda indomabile che come un tuono che scuote l’aria, la schiuma bianca che improvvisamente copre tutto ciò che ti circonda, sei sott’acqua, è solo un attimo e torni a respirare.

Arrivato il lunedì è già tempo di rientro, ma mi concedo una passeggiata per Santa Cruz de Tenerife, la capital, tappa obbligatoria prima di tornare a Las Americas. Qui il tempo è già più piacevole, e la mattinata vola tra le vie della capitale, una città nuova e moderna con i suoi grattacieli a pelo d’acqua, famosa per il suo auditorio, il tempio della musica, un capolavoro architettonico che si affaccia direttamente sull’oceano.
Anche questa volta il tempo è volato, sballottandomi tra il caldo ed il freddo, tra la natura incontaminata e la città, qui in questa Tenerife così spontaneamente sorprendente, dove esistono solo una quantità indefinibile di eccezioni.

Stay tuned!

Martina Patrizi

23 anni, laureata in letteratura e linguistica italiana all'università degli studi di Roma Tre. Amante dell'arte e della vita, mi tuffo sempre alla ricerca della bellezza e di una nuova avventura. La mia frase è "prima di essere schiuma, saremo indomabili onde".

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