Road To Tenerife: Fratelli d’Italia

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Settima settimana.

Dopo più di un mese e mezzo nell’arcipelago canario sono arrivata all’ineluttabile conclusione che noi italiani siamo geneticamente nati con un bisogno indispensabile per la nostra stessa sopravvivenza: mangiare la pasta
Non per ritornare su quegli stereotipi internazionali, ormai noiosi e consumati, che nel mondo ci dipingono da decenni come esclusivi mangiatori di spaghetti, ma solo per confermare una nostra incontestabile caratteristica culturale nella quale io stessa mi riconosco: a noi piace la pasta e guai a chi ce la tocca.

Viva la pasta!

Perciò più dura della nostalgia di casa arrivò un altro tipo di nostalgia, quasi come un quotidiano prurito allo stomaco, un capriccio che iniziò a tormentarmi soprattutto durante la cena lasciandomi inappagata. Per questo decisi di organizzare una serata tra colleghi a casa di un amico che mettesse a disposizione la cucina per dare sfogo alla creatività e soddisfare la gola.
Grembiule addosso, mestolo in una mano e bicchiere di prosecco nell’altra, giuro che quella sera non avrei potuto essere più italiana di così in una volta sola. Il risultato fu un successo, non solo per l’ottima cena, ma specialmente per la compagnia.
Tuttavia devo dire che qui a Tenerife è molto facile incontrare del buon cibo made in Italy, poiché sono molti coloro che vengono qui a lavorare espatriando, oltre agli ingredienti, l’arte culinaria. Così che per non farmi mancare niente, ho aggiunto al menù del sabato una bella pizza napoletana, in un ristorantino consigliato da un vero intenditore, dove per rimanere sul classico ho ordinato una margherita, che dovrebbe lasciarmi, secondo i miei calcoli, qualche settimana di autonomia.
Chiusa la parentesi gastronomica, possiamo concentrarci sulla parte più inerente alla scoperta dell’isola, aggiungendo ogni settimana una nuova destinazione, come piccoli pezzi di un puzzle destinato a incorniciare un futuro cuore malinconico.

Candelaria: la patrona di Tenerife

Questo fine settimana il tempo fu sfavorevole portando pioggia tutto il giorno, tuttavia quando si è tra amici, in più con una macchina a propria disposizione, poco importa. Ammettiamo però che la giornata ebbe un inizio disastroso nel momento in cui ci facemmo convincere ad unirci ad un barbecue alla spagnola, e quando dico alla spagnola intendo che questo popolo ha la strabiliante capacità di adattarsi con una semplice birra ad ogni situazione, ignorando il freddo e la pioggia continua allegramente sotto un sofferente gazebo battuto incessantemente dal vento.
Perciò ci siamo diretti verso sud ricercando uno spicchio di sole, che potesse alleviarci il morale sconfortato, giungendo infine a Candelaria. Questa piccola città di mare, a 20 chilometri circa da Santa-Cruz de Tenerife, è famosa per la sua imponente Basilica De Nuestra Señora de Candelaria, patrimonio storico di Spagna e patrona dell’isola, si tratta inoltre della prima chiesa Mariana apparsa nell’arcipelago, per questo luogo sacro e meta di pellegrinaggi.
Questo caratteristico pueblo merita una sosta grazie la quale ammirare la splendida chiesa, che sorge proprio sulla piazza principale, arricchita dalle statue dei guanches, gli antichi abitanti aborigeni di Tenerife, che quasi come dei nobili paladini si prestano al servizio dell’antica signora, fieri, impassibili, immortali.
Per concludere in bellezza il fine settimana oppure diciamolo tutta per smaltire quelle calorie che mi pesavano sulla coscienza decisi di concedermi una corsetta vista mare alle sette e trenta del mattino, un orario perfetto, portando a termine ansimante una fatica che è stata totalmente ripagata dal panorama.
Anche questo weekend è passato, con qualche goccia di pioggia che non mi ha certo impedito di proseguire il viaggio attraverso quest’isola indimenticabile, ricordandomi che a volte sì dal cielo possa cadere dell’acqua, ma che l’importante è portare sempre dentro il sole. Ed il sole a Tenerife anche quando piove non manca mai.
Stay Tuned!
Martina Patrizi

23 anni, laureata in letteratura e linguistica italiana all'università degli studi di Roma Tre. Amante dell'arte e della vita, mi tuffo sempre alla ricerca della bellezza e di una nuova avventura. La mia frase è "prima di essere schiuma, saremo indomabili onde".

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