Quando l’arte incontra il sacro

Il rapporto tra arte e religione è stata focale per gran parte della produzione artistica del passato e in alcuni casi anche moderna e contemporanea.

Nei tempi antichi è possibile vedere una relazione molto stretta tra l’arte e il sacro. Basti pensare alle pitture egizie, realizzate all’interno delle catacombe, alle famose ieratiche Madonne dei Bizantini, fino alle pitture e sculture dell’antica Grecia e dell’Impero Romane dedicate agli dei, fino a raggiungere all’indissolubile rapporto tra la religione cristiana e l’arte, come nelle opere di Michelangelo, Caravaggio fino a raggiungere l’età barocca e l’epoca contemporanea.

L’arte dunque ha visto una stretta relazione con il sacro e la religione, che può essere ben vista in alcune opere pittoriche e scultoree che rappresentano parte della storia artistica non solo del nostro paese ma del mondo.

L’arte e il sacro: dal rinascimento di Michelangelo a Caravaggio

L’arte e la religione si sono unite in uno stretto rapporto che hanno permesso da secoli la realizzazione di opere ispirate, meravigliose, che toccano nel profondo anche i non credenti.

Rifacendoci all’arte italiana non possiamo che fare riferimento a due grandi pittori legati alla religione, e realizzatori di opere proprio commissionate dalla Chiesa e dai clericali. Stiamo parlando di Michelangelo Buonarroti e di Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio.

Michelangelo erede dell’arte della Firenze medicea ha raggiunto l’apice della carriera proprio grazie alla produzione di opere d’arte per i Papa di Roma, come i famosi affreschi che hanno decorato la Cappella Sistina e che ancora oggi attraggono milioni di turisti e amanti dell’arte. Nella città papale, centro d’attrazione per gli artisti all’epoca, grazie al sostegno economico offerto dalla chiesa, Michelangelo creò uno dei suoi capolavori: La Pietà Vaticana.

Al servizio dei Papa, come Giulio II che era trascinato dalla furia creativa del Michelangelo, l’autore si occupò di diversi affreschi. Tra i suoi ultimi lavori, forse uno dei più ispirati e legati alla religione non si può che citare la Pierà Rondanini, drammatica immagine di Maria madre di Gesù che sostiene il figlio il giorno della sua morte. Un’opera a cui Michelangelo da significato di un requiem.

La storia di Caravaggio è di sicuro ricca di misticismo, di avventure caratterizzate dal suo atteggiamento aggressivo e ribelle. Ma il Caravaggio era anche profondamente religioso, creando con la sua arte un percorso spirituale, ricco di dubbi e pareri contrastanti, tant’è che la sua spiritualità rimane ancora un mistero.

Caravaggio, nasconde all’interno dei suoi quadri sempre dei simboli cristiani e spesso usa la luce, a rappresentanza della presenza del divino. La devozione e la ricerca di Dio si denota non solo nei dipinti religiosi, come ad esempio la Cattura di Cristo o la Cena in Emmaus, ma anche nei quadri realistici, come ad esempio la Canestra di Frutta.

Il rapporto tra la religione, il sacro e l’arte in epoca moderna

Il rapporto tra l’arte e il sacro continua a ripresentarsi anche nel corso dei secoli, non solo nei pittori e scultori italiani, ma nelle opere di tutto il mondo.  Basti guardare alle opere che rappresentano il Cristo come quello di Chagall oppure di Ernst, i riferimenti alle persecuzioni ebraiche fino al laicismo offerto da opere come la Crocifissione di Guttuso.

In età moderna dobbiamo anche evidenziare come ci sia stato un altro pittore che ha voluto far trasparire dalle sue opere: la luce, il divino, la spiritualità e l’anima, ecco riassuntoil pittore della luce Thomas Kinkade.

Questo artista nelle sue opere e grazie alle sue capacità artistica ha voluto dimostrare come alcune atmosfere e paesaggi siano dimostrazioni vere e proprie dell’essenza del divino, del mistero di Dio, sul quale si fonda l’animo umano. L’arte figurativa emotiva di Kinkade è un inneggio alle opere di Dio sulla terra, con paesaggi che vivono di luce propria e che gli hanno dato il nome di “the painter of lightness”.

Possiamo vedere come la religione sia ancora presente anche in altre opere in epoca moderna e contemporanea. Come l’Angelo Annunciante di Corcos punto prospettico di un giardino assolato. Oppure la Resurrezione di Lazzaro di Annigoni, un’opera unica e singolare, in quanto non basata sul miracolo compiuto, ma sull’attimo che lo precede. Da nominare anche il Figliol Prodigo di Arturo Martini con richiami alla modernità, ma anche alla tradizione medievale e classica.

Gli artisti, dunque, anche in epoca moderna hanno continuato in un modo o nell’altro a far coincidere l’arte e il sacro. Naturalmente, diversi artisti si allontanano dall’arte cristiana, ma fanno riferimento anche ad altre religioni da quella ebraica, al buddismo fino all’islamismo.

Oggi sicuramente il legame tra religione e arte si è allentato rispetto al passato, è meno esplicito e più conflittuale rispetto a un tempo. Ma rimane comunque presente, in quanto sono diversi gli artisti che vogliono far rivivere nelle loro opere l’arte con lo spirito umano e in alcuni casi divino.

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