Postura e ambiente: quanto influiscono sul proprio lavoro?

Quanto può essere fastidioso non riuscire a concentrarsi durante il lavoro o lo studio, oppure sforzarsi in tutti i modi ma non essere realmente sul pezzo?

E’ una cosa banale, ma non tutti sono a conoscenza del fatto che la postura e l’ambiente che ci circonda sono fondamentali per poter massimizzare le proprie prestazioni cognitive.

Non è semplice mantenere sempre una posizione giusta e contemporaneamente comoda per periodi prolungati, ma con un po’ di allenamento entrerà a pieno nei propri automatismi e non ce ne renderemo conto.

Una postura eretta significa tenere la schiena dritta, rilassando i muscoli e assecondando le curve naturali del dorso per non sentirsi troppo stanchi dopo una sessione di studio/lavoro. E’ inoltre importante appoggiare entrambi i piedi al pavimento, formando un angolo retto con le ginocchia.

Per far sì che tutto ciò avvenga con successo occorre avere un appoggio comodo e ergonomico. Una sedia troppo morbida o con molti cuscini non aiuta, stiamo pur sempre lavorando! Le migliori sono le sedie da scrivania o quelle da gaming utilizzate dai videogiocatori che, sottoponendosi a lunghissime sessioni di gioco, non possono permettersi di “soffrire” a causa della postura.

Da considerare è anche la distanza tra l’oggetto su cui ci vogliamo concentrare (un computer, un libro o un leggio) e i propri occhi: essa dovrebbe essere di almeno 60 cm. Per diminuire ulteriormente l’affaticamento degli occhi è consigliare l’applicazione di un filtro per la luce blu proveniente dai display dei nostri dispositivi (chiamato anche modalità luce notturna su Windows o Night Shifter sui dispositivi iOS). Una posizione corretta significa, oltre che maggiore concentrazione, anche una migliore visione se la distanza dall’oggetto su cui ci focalizziamo è giusta e il massimo afflusso di sangue e ossigeno al proprio cervello.

Passando all’ambiente, questo è un altro importantissimo fattore che potrà aiutare la propria concentrazione. Partendo dall’illuminazione, essa è importante per non affaticare la vista. Sui fogli, ma anche sui display, sono da evitare fastidiose zone d’ombra o fastidiosi riflessi della luce, la luminosità non si deve focalizzare su un punto (ad esempio il foglio) ma deve essere ampia, occorre quindi evitare forti lampade che proiettano il raggio di luce solo in un punto. La migliore luce resta sempre quella naturale, quindi posizionare la propria scrivania vicino ad una finestra renderà il proprio lavoro molto più piacevole.

Per quanto riguarda la predisposizione della propria postazione, è più che necessario prendere delle precauzioni al fine di prevenire eventuali problemi futuri.

Tra i consigli degli esperti troviamo:

  • allestire una scrivania o un tavolo regolabile, ampio e sgombro che lasci spazio alle gambe e una sedia comoda, regolabile in altezza e in inclinazione;
  • uno schermo sufficientemente ampio, inclinabile e regolabile sia in altezza che in luminosità;
  • una tastiera con caratteri leggibili, meglio se distaccata dal display e vicina alle braccia;
  • l’ambiente circostante, oltre che essere sufficientemente illuminato, deve presentarsi privo di rumori eccessivi e con una giusta temperatura.

Non sono da escludere le pause: uno stop minimo di 15 minuti è fondamentale, almeno ogni due ore di lavoro continuativo davanti a un libro o a un dispositivo. Ancora meglio se durante questi intervalli si svolge una qualsiasi attività motoria, obbligatoriamente lontani da display e monitor di ogni genere.

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