No Clickbait: il significato della vera informazione

clickbait

Il 25 settembre 2019 Google ha dato a noi di CulturaMente la splendida notizia di essere stati designati da Search Console come organizzazione giornalistica europea. Naturalmente questo evento ha generato molta gioia nel team di spacciatori di cultura che, dal 2015, cercano di pubblicare su questo sito le loro idee e opinioni in modo naturale.

Negli ultimi anni la nostra missione è stata quella di diffondere dosi culturali vere: non ci siamo mai affidati al clickbait per aumentare il traffico del nostro sito.

Visto che il nostro team è composto anche da giornalisti pubblicisti, oltre che da blogger, abbiamo pensato che fosse importante informare i lettori sulle dinamiche di questa prassi ormai così comune per generare molto traffico sul web e quindi aumentare i guadagni del proprio sito diffondendo contenuti che difficilmente possono essere considerati informativi.

Viviamo in un periodo storico in cui informazione e marketing spesso confondono i propri confini ed è giusto che chi pubblica sul web venga responsabilizzato adeguatamente. I corsi dell’Ordine dei Giornalisti Nazionali hanno iniziato ad inglobare queste informazioni nel percorso della formazione continua, ma in questa fase di transizione in cui non tutti sono adeguatamente informati, ci prendere supportare i lettori con un piccolo elenco di FAQ. Fateci sapere se ci sono altre domande a cui vi interesserebbe dare una risposta!

Cos’è il clickbait (clickbaiting)?

Il clickbait è una pratica con cui, attraverso la diffusione di contenuti sul web caratterizzati da titoli accattivanti ed emozionali, che invitano l’utente a interagire (specialmente tramite commenti e condivisioni social) mira ad aumentare il traffico di un sito per ampliarne i proventi pubblicitari.

Qual è la traduzione in italiano di clickbait?

Letteralmente “clickbait” significa “click-esca”, ed è proprio questo lo scopo di questo genere di contenuti sul web: adescare lettori che clicchino e ricondividano la notizia il più possibile, rendendola virale. In italiano il termine viene tradotto con l’espressione “acchiappaclick”, come suggerito anche da Wikipedia.

Clickbait e giornalismo possono coesistere?

Il giornalista, ma oggigiorno anche il blogger, ha il dovere di diffondere notizie reali. Giocare con i titoli è bellissimo (del resto bisogna sempre distinguersi!), ma l’abilità di scrivere un titolo è un’arte che deve rispecchiare il contenuto di quell’articolo, ma soprattutto deve diffondere notizie vere e non pseudo-informazioni. Questo è un vero e proprio dovere nei confronti dei lettori: quindi il clickbait, pur consentendo di attirare molto traffico sul momento, rischia di far crollare la reputazione di un giornale.

Come fare clickbait?

Molti siti e giornali potrebbero essere tentati dal clickbait per fare soldi: chi non può sopravvivere con le copie cartacee vendute naturalmente deve trovare un modo veloce per “mandare avanti la baracca” e potrebbe chiedersi come fare clickbait utilizzando articoli “usa e getta”, caratterizzati da titoli molto emozionali, ma dallo scarso valore contenutistico, che però potrebbero diventare virali. La nostra risposta è: siate corretti con i lettori, sviluppate traffico organico e a pagamento con i giusti strumenti di marketing (SEO e Advertising) senza penalizzare l’informazione.

Il Clickbait è su youtube?

Sì, anche. Il clickbait può essere generato sia come articolo da condividere sui social network, ma anche come video su youtube, che mostrano un’anteprima ingannevole, che incita l’utente a cliccare per vedere il “seguito”.

Qual è il significato di “No clickbait”?

Troverete molti tutorial (anche su YouTube) che proveranno ad insegnarvi come monetizzare il traffico del vostro sito, e che avranno come titolo l’espressione “No clickbait”. Ebbene, se sarete fortunati, avrete trovato qualcuno che vuole spiegarvi come si ottimizza un sito su Google o si fanno delle inserzioni sponsorizzate su contenuti di qualità, ma soprattutto in target con i vostri utenti!

Il clickbait è consentito su YouTube e in generale?

Su YouTube nessuno vieta di pubblicare contenuti di questo genere, ma è chiaro che quando si parla di deontologia giornalistica o anche solo etica da blogger…bisognerebbe chiedersi cosa si vuole offrire ai propri lettori!

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