Gilmore Girls stagione 7: bon voyage, ragazze!

gilmore girls season 7

Mamma, mi hai già dato tutto quello che mi serve.

Siamo arrivati alla fine, alla temutissima 7° stagione di Gilmore Girls. Temuta fin dalla sua genesi: è infatti la prima stagione senza la creatrice Amy Sherman-Palladino, che come ricordato la scorsa volta ha mollato la serie. Il nuovo showrunner è David Rosenthal, già nel team degli sceneggiatori, che ovviamente pur con tutto l’impegno del mondo non può replicare la magia del passato.

Il punto è tutto qui: se la 6° stagione non era brutta, ma essenzialmente sbagliata, questa 7° stagione, ahi noi l’ultima, è sia sbagliata sia brutta. Manca il ritmo, manca il divertimento, manca tutto ciò che ha reso unico e inimitabile Gilmore Girls.

La stagione inizia anche bene, i primi due episodi, pur enormemente dolorosi perché raccontano le conseguenze della notte tra Lorelai e Christopher, sono ottimi. Ed il nuovo team azzecca anche il modo migliore per continuare: inutile far finta di nulla, inutile far finta che non si è successo, è giusto separare Lorelai e Luke per ricostruirli pian piano. Ed in tale percorso, ha addirittura un senso come avviene il riavvicinamento tra Lorelai e Christopher ed il loro matrimonio, ovvero nell’unico modo possibile: improvvisato, lontano da tutto e tutti, senza così che Lorelai possa ripensarci e quindi scappare.

Ma il resto della stagione è un accumulo di detriti. Spariscono i dialoghi velocissimi e infarciti di citazioni pop, sparisce totalmente la dose di divertimento surreale che è sempre stato un grosso marchio di fabbrica, sparisce l’eccentricità di Stars Hollow (le follie di Kirk e Taylor, o le riunioni cittadine, si contano sulle dita di una mano, e praticamente sono assenti per buona parte della stagione). Soprattutto, la serie diventa troppo legata all’aspetto sentimentale, o meglio, improvvisamente la vicenda di due donne forti e indipendenti, una che ha cresciuto una figlia da adolescente e si è fatta una carriera, l’altra che ha fatto tutte le migliori scuole d’America col massimo dei risultati, sparisce per lasciare il campo a due pallide copie di quei distintivi personaggi, lasciandoci due donne totalmente dipendenti dai loro compagni, anzi, dai loro ricchi compagni (Lorelai e Rory che della frugalità hanno sempre fatto un altro tratto caratteristico), in cui gioie e dolori sono definite solo dal rapporto con i partner.

Certe puntate di questa stagione sono tra l’atroce e l’insopportabile, specialmente pensando al Gilmore Girls che era, c’è da ammetterlo.

Fortunatamente, forse con l’aria della chiusura imminente, forse col tempo passato ad ingranare ed inquadrare gli aspetti giusti da parte dei nuovi sceneggiatori, forse con l’ingresso fondamentale di Lauren Graham stessa tra i produttori esecutivi, con gli ultimi 6/5 episodi si tornare a respirare la vecchia serie, si torna a sentire profumo dei tratti del vero Gilmore Girls.

gilmore girls bon voyage

E non è un caso che sono gli episodi legati alla ricostruzione del rapporto tra Lorelai e Luke, che ci regala momenti indimenticabili come la prima uscita insieme per comprare una macchina oppure la serenata al karaoke, e al compimento del percorso di laurea di Rory, il momento che praticamente il personaggio sogna dalla prima puntata. E probabilmente non è nemmeno un caso che si passi tra le rotture con Christopher e Logan, per regalarci un episodio finale di altissimo livello emotivo, tutto incentrato solamente sui protagonisti, sulle loro emozioni e sulla città che per anni ci ha fatto sorridere e venire la voglia di abitarci. La puntata finale è una perfetta capsula delle sensazioni che la serie per sette anni ci ha fatto provare, ricca di momenti in cui tutti personaggi possono brillare e tutti hanno la loro chiusura: dalla scena tra Lane e Rory, dal pianto di Lorelai quando vede la figlia dormire, dal discorso di Richard alla riappacificazione tra Lorelai e la madre quando le dice che continuerà ad andare alle cene del venerdì sera. E poi sì, certo, il bacio che sigilla il ritorno della coppia che tutti volevamo e quella scena finale che racchiude i protagonisti insieme: Lorelai, Rory e Luke. Ma soprattutto quella carrellata sotto la pioggia che mostra tutti i personaggi che applaudono le due ragazze, ma in quel momento siamo ad applaudire tutti loro, ogni volto, ogni comparsa, ogni sorriso, per tutti coloro che hanno popolato Stars Hollow ci hanno fatto sentire a casa per sette anni.

E’ un grosso peccato che proprio la stagione conclusiva sia la peggiore dell’intera serie, ma sicuramente quanto di sbagliato fatto, e paradossalmente con l’aiuto di un notevole episodio finale, non cancella la magia di Gilmore Girls e la storia di una serie incredibile. Avremo sempre le cene del venerdì, i caffè di Luke, le canzoni della band di Lane, le riunioni cittadine di Taylor, i lavori di Kirk, i pettegolezzi di Babette e Patty, le verdure di Jackson, le ricette di Sookie, le stramberie di Michel, le urla contro le cameriere di Emily, la dignità di Richard, i dialoghi tra Lorelai e Rory.

E fortunatamente, dal 25 novembre su Netflix, con al suo posto nuovamente Amy Sherman-Palladino, avremo il ritorno ed una degna conclusione di Gilmore Girls.

 

I 3 migliori episodi:
7×02 – “That’s What You Get, Folks, for Makin’ Whoopee”
7×20 – “Lorelai? Lorelai?”
7×22 – “Bon Voyage”

 

 

Emanuele D’Aniello

Malato di cinema, divoratore di serie tv, aspirante critico cinematografico.

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