Gilmore Girls stagione 6: separazioni dolorose

gilmore girls season 6

Noi due…ci sposiamo. Ci sposiamo, Luke. Sposati, tu e io: Luke Danes “tavolo per uno” e Lorelai Gilmore “scusi potrei avere un camion per caricare il mio bagaglio emotivo” si sposano.

Insomma, siamo arrivati al punto di rottura, era inevitabile. Dopo una terza stagione bellissima e altamente emotiva, dopo una quarta stagione divertente e col climax da tutti atteso, dopo una quinta stagione che ha rappresentato il picco narrativo, è quasi normale che Gilmore Girls al suo sesto anno abbia segni di stanchezza molto profondi e molto decisivi.

La 6° stagione di Gilmore Girls però non è brutta, anzi, è ricchissima di grandi momenti e grandi episodi – ci ha regalato dopotutto la miglior e più esilarante cena del venerdì sera mai vista – semmai il problema è che è altrettanto ricca di scelte narrative sbagliate, folli, assurde, tutte aggravate dall’abbandono a fine anno della serie da parte dei creatori, i coniugi Palladino, che quasi in un atto di egoistica e infantile sfida lasciano letteralmente i cocci da far riparare a chi succederà loro (e vi avviso: la stagione successiva andrà anche peggio).

gilmore girls season 6

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Ma ripartiamo dall’inizio per capire cosa non va. Il litigio tra madre e figlia si consuma, Rory va a vivere con i nonni, ai quali non sembra vero di avere in pratica una seconda chance genitoriale, e Lorelai per non piangersi addosso chiede a Luke di sposarla, il quale accetta al volo, ovviamente.

Il primo problema è che il litigio tra le protagoniste, e tutto ciò che ne consegua, dura troppo a lungo, ben 9 episodi. Potrà non sembra tanto all’apparenza, ma 9 episodi, sono quasi metà di stagione per una serie totalmente fondata sulla dinamica tra le due. Oltretutto, il litigio cambia completamente il personaggio di Rory: è una scelta che ci sta, perché Rory vive la classica fase di paura per il futuro e dubbi sul proprio posto nel modo, ma il modo in cui affronta ciò snatura troppo il suo carattere, con la serie troppo interessata a mostrarci un futuro alternativo in cui Emily alleva una nuova figlia che non il vero struggimento di Rory e Lorelai. E’ un enorme paradosso, ma in questi novi episodi si percepisce di più l’emotività di Emily e Richard che non quella delle due protagoniste.

E quando le cose tornano a posto tra le due, ecco in agguato i vero punto di rottura dell’intera serie: April.

gilmore girls april

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Anche qui devo presentare l’ennesimo paradosso, a riprova appunto che la ciò che mostra la stagione non è brutto, ma narrativamente sbagliato. April è un personaggio che funziona, è simpatica e divertente, è una piccola replica di Rory con le ovvie differenze, la giovane attrice è brava e la sua chimica con Luke è perfetta. Il punto è che il personaggio di April, piombato nella serie solo per mettere un nuovo ostacolo tra Luke e Lorelai, è uno dei peggiori plot device mai visti in tv. La scelta non solo snatura Luke, del quale si può comprendere lo stato di shock iniziale ma non la totale chiusura verso la futura moglie, ma soprattutto snatura Lorelai, la quale diventa distante e strana. Improvvisamente abbiamo due personaggi che non comunicano tra loro ciò che potrebbe essere risolto parlando, allontanandoli quindi da un senso di umanità e possibile realismo. Ancora una volta, la rottura tra i due è comprensibile per come è affrontata psicologicamente – Lorelai è una che deve prendere le decisioni al volo senza pensarci, e se pensa troppo scappa, come accaduto con Max, mentre Luke è il tipo riflessivo che deve pensare fin troppo alle sue questioni e prendersi tempo con grande pazienza – ma totalmente sbagliata per come è stata costruita, come se fosse tra due automi.

E poi sì, ovviamente il finale. Quel ritorno totalmente improvviso tra le braccia di Christopher non solo snatura Lorelai, ma la porta addirittura, per la prima volta nella serie, fuori dalla necessaria empatia. Certo, si cercava uno shock fortissimo per il pubblico, ma il prezzo è stata la scelta peggiore mai vista in Gilmore Girls.

E appunto, quella scelta è stata davvero un colpo bassissimo da parte di Amy Sherman-Palladino. Durante la messa in onda americana della stagione la creatrice, e il marito Daniel, erano in trattativa col network WB per rinegoziare i loro contratti e chiedere altri sceneggiatori nello staff. Le trattative sono naufragate, i due hanno mollato la serie, e scritto in finale di stagione e quindi quei momenti ben consapevoli per consapevoli che non sarebbero tornati per la stagione successiva, per rispondere ai quesiti lasciati aperti. Era legittimo diritto e dovere chiudere con uno colpo di scena che avrebbe incuriosito per mesi gli spettatori, ma non è stato forse professionale chiudere con una scelta che ha quasi ucciso la credibilità della protagonista, e poi lasciare ad altri il districarsi della matassa.

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I 3 migliori episodi

6×07 – “Twenty-One is the Loneliest Number”
6×13 – “Friday Night’s Alright for Fighting”
6×19 – “I Get a Sidekick Out of You”

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Emanuele D’Aniello

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