Concerto all’alba con l’Orchestra Filarmonica Salernitana

Alle 4.45 dal favoloso Belvedere di Villa Rufolo l’11 agosto scorso, appollaiata su un balconcino (i posti a sedere non erano per la stampa) ho potuto assistere a un concerto suggestivo in una cornice naturale che ha valorizzato enormemente l’evento.

@Ravello Festival 
L’appuntamento annuale è divenuto un must per gli appassionati di musica sinfonica, quest’anno è stato diretto dalla bacchetta del maestro americano Robert Trevino e come solista dal pianista di assoluto valore Roberto Cominati.

In apertura nel buio della notte l’Ouverture “Le Ebridi” op.26 di Felix Mendelssohn (1809 – 1847): le luci della costa in lontananza e i primi usignoli che accompagnavano l’orchestra richiamavano esattamente le emozioni che Mendelssohn provò alla vista della grotta basaltica dell’Isola di Staffa (con le spettacolari colate laviche solidificate che circondano la grotta) durante il suo soggiorno in Italia nel ’31. Le emozioni all’albeggiare sono continuate con le musiche di Edvard Grieg (1843 – 1907) e il Concerto in la minore per pianoforte e orchestra, op.16 che ha echeggiato con il sole che faceva capolino. La musica fu scritta nel 1868 quando Grieg si trasferì in Danimarca per stare più al “caldo” rispetto alla sua Norvegia, sensazione che si percepisce ascoltando le note del pianoforte.
In chiusura dopo quasi due ore, intorno alle 6.30, il sorgere del sole con le musiche di Jean Sibelius (1865-1957) nella Sinfonia n.2 in re maggiore che fu scritta a Rapallo nel 1900, qui la violenza nordica, tipica di Sibelius, si addolcisce assumendo un tocco più mediterraneo e caldo. Durante la scrittura che ha subito molte variazioni, infatti è stata completata in più di un anno, questo passaggio viene evidenziato con la musica. La versione definitiva fu eseguita a Stoccolma solo nel 1903.
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Robert Trevino è uno dei più esaltanti direttori d’orchestra americani (texano) del momento. Il successo piuttosto recente è esploso al teatro Bols’oj nel dicembre 2013 dove ha diretto una nuova produzione del Don Carlo di verdi. Il pubblico entusiasta e la stampa russa dichiarano “Non c’è mai stato un texano che abbia riscosso un successo di questa portata dai tempi di Van Cliburn”. Dopo questo successo ha iniziato una lunga tournée in Europa e in Asia, dalla Quinta sinfonia di Mahler con l’Orchestra Philharmonique di Montecarlo alle musiche di Brahms e Shostakovich ad Amsterdam, fino ad arrivare a Ravello quest’anno per l’ambito Festival. Avido sostenitore ed esecutore della musica contemporanea ha riscosso anche qui un granissimo successo.

Roberto Cominati è un pianista napoletano, vincitore di numerosi premi come l’Alfredo Casella di Napoli, il Ferruccio Busoni a Bolzano in Italia e il Prix Jacques Stehman di Bruxelles. All’indomani del Festival di Salisburgo scrivevano di lui osannando i suoi inesauribili colpi sfumati quando esplora la preziosità di Debussy e la memorabile passionale freddezza nell’ondeggiare del Valse di Ravel.
Il Ravello Festival vuole affermare la vocazione di Ravello ad essere la Città della Musica, ospita anche quest’anno da luglio a settembre concerti sempre più entusiasmanti, nella meravigliosa cornice di Villa Rufolo. L’accoglienza del piccolo comune e delle strutture, in particolare la meravigliosa Villa Piedimonte rendono il soggiorno indimenticabile a pochi minuti da Amalfi.
Sara Cacciarini
Sara Cacciarini giornalista pubblicista, si è laureata in Scienze Naturali e ha conseguito un Master di Comunicazione e Giornalismo Scientifico a La Sapienza di Roma. Collabora con CulturaMente dal 2016, è appassionata di teatro, musica e cinema.

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