Barocco romano: caratteristiche dell’architettura e della pittura

Con il termine barocco si indica un indirizzo artistico e stilistico che si è affermato in Italia e in Europa nel XVII secolo. Sicuramente a Roma furono evidenti le trasformazioni che caratterizzarono l’aderenza di questo fenomeno artistico alla realtà sociale. Infatti non dobbiamo dimenticare che proprio nella capitale italiana i Papi Sisto V e Paolo V procedettero alla definizione di un nuovo piano urbanistico della città tenendo conto delle prospettive rappresentate dai monumenti più importanti. Questi monumenti maggiori di Roma fecero da struttura scenografica fondamentale per il barocco.

La generazione degli artisti del barocco romano

Ad occuparsi del barocco romano è stato anche il professore Vittorio Casale, che ha scritto un libro sull’argomento, molto interessante, dal titolo “Il museo del barocco romano. La collezione Lemme a Palazzo Chigi in Ariccia”.

In questo modo, consultando opere importanti sull’arte di quel tempo, possiamo scoprire anche quali furono gli artisti che operarono maggiormente nella definizione del barocco romano. Si parla dell’architetto Carlo Maderno, di Domenico Fontana, di Flaminio Ponzio. Poi sotto il papato di Urbano VIII anche il Barberini si interessò molto dell’arte romana barocca. Con lui la seconda generazione di artisti portò a maturare concezioni che ancora non erano state esplicitate completamente.

Artisti come Bernini, Borromini, Pietro da Cortona portarono negli anni successivi ad una visione completamente nuova anche nel modo di concepire spazi e volumi. Gli stessi spazi non si vedono più composti da una geometria semplice e lineare, la cui logica possa risultare sempre evidente. I volumi diventano un modo per esprimere tensioni particolari, incurvando le superfici e assumendo forme molto più complicate nella composizione.

La pittura nel barocco romano

Se l’architettura fu oggetto di queste importanti trasformazioni, non da meno è stata la pittura, che proprio alla fine del Seicento ha vissuto uno dei momenti più splendidi. Artisti come Andrea del Pozzo si occuparono della decorazione delle volte di grandi chiese del Cinquecento. Realizzò gli affreschi per la chiesa di Sant’Ignazio.

E in campo pittorico dobbiamo ricordare un altro importante artista del tempo. Si tratta dell’allievo del Bernini, Giovan Battista Gaulli. A lui è stata affidata l’esecuzione degli affreschi per la chiesa di Sant’Agnese e per la chiesa del Gesù.

Qualcosa in più su Carlo Rainaldi e Carlo Fontana

Due artisti che si distinsero in questo campo, nell’arte del barocco romano, sono stati Carlo Rainaldi e Carlo Fontana. Il primo ha cominciato a praticare l’architettura con il padre Girolamo. Sotto la volontà di Papa Alessandro VII ha realizzato la chiesa di Santa Maria in Campitelli. Si è occupato anche della sistemazione urbanistica di Piazza del Popolo e della realizzazione di due chiese che si affacciano su questa piazza e che sono identificate come Santa Maria di Montesanto e Santa Maria dei Miracoli.

Carlo Fontana è stato allievo del Bernini. Notevoli furono le sue esecuzioni, che influenzarono tutta l’architettura del Settecento. Tra le sue opere più importanti la facciata di San Marcello al Corso, il portico di Santa Maria in Trastevere e la sistemazione del palazzo di Montecitorio, che già era una rivisitazione iniziata dal Bernini.

Gli indizi del barocco a Roma

Il professor Vittorio Casale, attualmente docente di Storia dell’arte moderna presso l’Università di Roma Tre, ha concentrato molti dei suoi studi proprio sull’arte dei secoli XVII e XVIII a Roma e nell’Italia centrale.

E difatti proprio nella capitale d’Italia restano molti indizi che ci rimandano direttamente all’arte barocca romana. Ciò che resta di questo periodo artistico costituisce sicuramente la parte più sfolgorante della città. Basta muoversi per il centro di Roma e scoprire dei capolavori che risalgono proprio a questo periodo. Per esempio a Piazza Navona troviamo la Fontana dei Fiumi realizzata dal Bernini e la chiesa di Sant’Agnese, che presenta delle meravigliose sculture.

E poi ancora dobbiamo ricordare come opere del tempo la guglia del Borromini o la prospettiva illusionistica che si può ammirare a Palazzo Spada. Non possiamo fare a meno di citare in questo senso nemmeno le architetture del Quirinale. Qui troviamo Sant’Andrea del Bernini e San Carlo alle Quattro Fontane di Borromini.

E poi naturalmente non dobbiamo dimenticare nemmeno San Pietro, al cui interno restano molte tracce di questo periodo storico e artistico. Ma specialmente Bernini è davvero ovunque a Roma, anche con le Estasi di Santa Teresa a Santa Maria della Vittoria.

Presso la Galleria Borghese vengono conservate alcune sculture importanti e magnifiche del Bernini, oltre che i dipinti del Caravaggio. Ma Caravaggio in particolare ha un ruolo davvero imponente, perché le sue opere artistiche si snodano in parecchi punti della capitale.

Per quanto riguarda la pittura, a Roma, sempre per il periodo barocco, ricordiamo gli affreschi nelle volte delle chiese di Sant’Andrea della Valle, di Sant’Ignazio, del Gesù dei Santi Apostoli. Fondamentale è in questo senso il Trionfo della Divina Provvidenza di Pietro da Cortona realizzato nel Palazzo Barberini. Sempre a quest’ultimo artista va attribuita anche la splendida facciata di Santa Maria della Pace.

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