The Asterhystrix e “L’orbita delle vite interrotte”: intervista al duo pop-elettronico

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The Asterhystrix e “L’orbita delle vite interrotte”: intervista al duo pop-elettronico
The Asterhystrix e “L’orbita delle vite interrotte”: intervista al duo pop-elettronico

The Asterhystrix e “L’orbita delle vite interrotte”: intervista al duo pop-elettronico

“L’orbita delle vite interrotte” è l’album di esordio del duo romagnolo The Asterhystrix formato da Davide Raffaelli e Francesco Tognacci. Il disco è uscito lo scorso 30 dicembre ed è stato interamente concepito, scritto e prodotto dalla coppia. È un’interessante creazione pop-elettronica di testi in italiano uniti a chitarre elettriche, tastiere e suoni sintetici.

Il primo ascolto de “L’orbita delle vite interrotte” è un’esperienza coinvolgente che lascia la voglia di sapere di più. Chi sono i The Asterhystrix?  Perché si chiamano così? Cosa vogliono raccontare in questo album? E poi, cosa rappresenta la copertina?

Domande come queste sono all’origine dell’intervista che i The Asterhystrix (seguiteli sulla pagina Facebook) hanno concesso alla redazione di CulturaMente.

Innanzitutto l’Asterhystrix (no, non ha nulla a che fare con i noti guerrieri gallici!) è un animale. Ma è anche una dichiarazione di intenti.

Rappresenta il nostro animale guida, una creatura sconosciuta. È un nome composto da due parole latine. Aster ha diversi significati, ci piaceva l’associazione con l’animale. Due cose che normalmente non vengono accostate, e che una volta messe insieme formano un nuovo individuo. Descrive il nostro intento musicale, mettere insieme una componente più elettronica a delle parti acustiche/elettriche.

Proprio questo animale sconosciuto è il soggetto della copertina del disco. Anche di questo si sono occupati personalmente i The Asterhystrix: l’artwork dell’album è interamente curato da Davide.

The Asterhystrix
L’immagine si basa su un’illustrazione di Niccolò Gualtieri contenuta nel libro Index Testarum Conchyliorum che risale addirittura al 1742!

Le origini

La costituzione ufficiale del duo è recentissima (29 dicembre 2016), ma abbiamo scoperto che la collaborazione musicale dura da diversi anni. Davide e Francesco si sono conosciuti circa dieci anni fa, quando erano membri di una band progressive.

The Asterhystrix
Francesco Tognacci: voce, chitarra, synth, recording;  Davide Raffaelli: tastiere, synth, seconde voci, recording

 

Dal 2012 iniziano a vedersi nell’homestudio allestito da Francesco, lo stesso Biggy Small Studio dove “L’orbita delle vite interrotte” è stato prodotto. La loro ispirazione nasce dall’ascolto dei Radiohead, Depeche Mode, New Order, NIN, che attingono dall’elettronica. Ma anche degli Arcade Fire, Black Rebel Motorcycle Club, Biffy Clyro, molto più strutturati sulle chitarre.

L’orbita delle vite interrotte è una raccolta di storie personali. Un resoconto di episodi frammentari non necessariamente autobiografici, ma che descrivono qualcosa che avrebbe potuto essere.

“L’orbita delle vite interrotte”

È difficile non rispecchiarsi almeno in un verso delle dieci canzoni. I testi sono semplici ma ricercati, così come i suoni. Non è musica da ascoltare in sottofondo o in maniera distratta, ma richiede una adeguata dose di attenzione. L’ascoltatore ideale, dicono, è chi ha voglia di approfondire.

C’è tantissimo lavoro dietro a questi suoni e questi testi, chi se ne accorge potrebbe cominciare a seguirci con interesse.

Una delle tracce del disco che più rimane impressa si intitola “Pianeti”. Sembra raccontare una sorta di giallo in cui si cerca l’assassino della Terra. Si passano in rassegna alibi e moventi degli altri pianeti sospettati finché è Marte a svelare il mistero.

“Terra si tolse la vita da sé. Stremata da un cancro che la dilaniava, non ebbe la forza di combattere oltre”

A questo punto l’ascoltatore è libero di interpretare a suo modo il testo: il male della Terra potrebbe essere l’uomo, l’inquinamento, la malvagità, la tecnologia… Ma qual è il cancro del mondo per i The Asterhystrix?

Ti rispondo la presunzione. C’è sempre qualcuno che sa cosa è meglio per te e per la tua vita e vuole importelo. A volte con la forza, a volte facendo leva sulle tue debolezze o sulla tua ignoranza. Più apertura mentale e meno invidie potrebbero certamente aiutare la Terra a non finire tragicamente come nella canzone.

Attualmente il duo romagnolo sta lavorando alle prove per i primi live ed è alla ricerca di buone occasioni per far ascoltare la loro musica in giro.

The Asterhystrix

Ciao dai The Asterhystrix, ringraziamo tutta la redazione di Culturamente e un saluto a tutti i vostri lettori che invitiamo a scaricare e ad ascoltare il nostro album. Magari con le cuffie. Anche quelle tamarre del Dr. Dre possono andare bene.

Ringraziamo a nostra volta i The Asterhystrix per averci dato l’opportunità di conoscere e ascoltare musica nuova e di qualità (che non guasta mai)!

È possibile ascoltare “L’orbita delle vite interrotte” sulla pagina soundcloud della band.

Francesca Papa

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