Stoner rock e psichedelia: viaggio metafisico con i Folwark

Stoner rock

Sulla scena emergente sta per arrivare un nuovo disco tra musica psichedelica e stoner rock.

Il loro nome è Folwark che in polacco vuol dire “fattoria” e il loro nuovo album si intitola VIMĀNA , che è una parola sanscrita. Eppure sono italianissimi, di Spoleto per la precisione. All’anagrafe Francesco Marcolini e Tommaso Faraci formano un duo che collabora ormai da cinque anni per creare qualcosa che nel panorama musicale italiano è estremamente raro. La loro è una continua ricerca che spazia tra il rock psichedelico e il metal nelle sue declinazioni dello stoner e del doom.

Sperimentazione è la parola d’ordine per i due musicisti che, oltre alla chitarra e alla batteria, si avvalgono dell’utilizzo di un synth e di un theremin. Ma quel che forse colpisce di più dei Folwark e che oggi appare piuttosto insolito è la totale assenza della linea vocale. Le 8 tracce che compongono VIMĀNA, infatti, sono interamente strumentali. L’affrancamento della musica dal linguaggio verbale permette di sprigionare tutta la sua primordiale e universale potenza comunicativa. Il compositore tedesco Richard Wagner diceva che “la musica comincia dove finisce il potere delle parole”. Senza i limiti imposti dalla lingua e dalla grammatica approdiamo alla pura psichedelia.

Stoner rock

Sin dall’immagine della copertina veniamo catapultati in un’atmosfera onirica e misteriosa.

Il termine VIMĀNA, d’altronde, suggerisce un mondo arcano e mitologico. Esso indica dei leggendari oggetti volanti descritti in modo piuttosto accurato in alcuni testi religiosi indiani. Queste macchine misteriose erano in grado di viaggiare ovunque, spostarsi nell’aria, nello spazio e di immergersi sott’acqua. I Folwark utilizzano, così, questa immagine evocativa per invitarci a intraprendere un viaggio personale, “ricerca interiore e coscienza esteriore, un viaggio dentro sé stessi e attraverso le sfere dell’atmosfera”.

Tale percorso, proprio della musica psichedelica e dello stoner rock, è scandito dal ritmo preciso e incalzante della batteria. La chitarra cruda e sferzante ci accompagna da una traccia all’altra del disco con un’energia burrascosa fino ad arrivare all’epilogo catartico dell’ultimo brano. Si giunge qui a una dimensione di quiete, una sorta di nirvana che è insieme risoluzione e rassegnazione.

VIMĀNA è un album breve (circa 22 minuti in totale) ma completo, che stupisce e affascina. L’uscita è prevista per il prossimo 20 settembre, per la Seahorse recordings di Paolo Messere.

Credits:

Francesco Marcolini  (chitarra e synth)
Tommaso Faraci (batteria, theremin)
Label: Seahorse Recordings
Recording, mixing & mastering: Claudio Adamo
Photo: Matthew Burdis

Francesca Papa

Lascia un commento

Lascia un commento!
Inserisci il tuo nome qui