Jan Lisiecki, il “bambino prodigio” all’Auditorium Parco della Musica

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Jan all'Auditorium

Jan Lisiecki il “bambino prodigio” all’Auditorium Parco della Musica

Jan Lisiecki, canadese, 21 anni è stato nominato dalla rivista Gramophone the Young Artist of the Year.

Ha già pubblicato quattro cd e ne è previsto uno nuovo in uscita nel 2017. “Bambino prodigio” nato da genitori polacchi debutta in concerto a soli 9 anni. Lo scorso 13 febbraio è stato ospite dell’Accademia Santa Cecilia dove si è esibito con un repertorio intenso e articolato.

Nel primo tempo ha eseguito al pianoforte la Partita n.3 in la minore BWV 827 di Bach, dove non a caso la parola chiave è Verbesserung, il “perfezionamento”, compendio de

lle tre tecniche di composizione: la Fantasia iniziale, la Burlesca e lo Scherzo, per terminare con le quattro canoniche danze: Allemanda, Corrente, Sarabanda e Giga. Jan prima di iniziare si prende qualche secondo di raccoglimento, di concentrazione. Poi inizia, curvo sul suo pianoforte, i capelli biondi ondeggiano a ritmo di musica con le note di Bach.

Il fervore e l’impeto della gioventù si esprimono più liberamente con i pezzi per pianoforte op.32 di Schumann, i quattro pezzi sono stati composti da Schumann separatamente tra il 1838 e il 1839. Sono rispettivamente lo Scherzo, la Gigue, la Romance, e la Fughetta. Jan tra un’esecuzione e l’altra fa una breve pausa, si concentra e riprende, l’emozione e la fatica sono visibili, si asciuga il sudore con un fazzoletto prima di terminare con il tanto amato Chopin, suo cavallo di battaglia: lo Scherzo in si minore op.20, qui termina la prima parte del concerto.

La seconda parte si apre ancora con Chopin, i Due notturni op.48 composti nell’autunno del 1841. L’esecuzione è molto complessa, Chopin prescrive di eseguire le prime note con un solo dito della mano destra, il terzo, una richiesta di “poetica vocale”. Entrambi i brani sia la n.1 in do minore sia la n.2 in fa diesis minore vengono eseguiti con una saggia compostezza matura di Lisiecki da cui scaturisce la forza dell’interpretazione giovanile.

Con Schubert conclude queste due ore di concerto, i Quattro improvvisi op.142 D935 pervadono il corpo e la gamba del musicista sempre in movimento come se il fluire delle note attraversasse tutto il suo corpo: qui può esprimere tutto il suo fervore. Gli Improvvisi, appunto assumono qui il significato di invenzione estemporanea o ancora meglio di composizione istantanea.

Il pubblico entusiasta, lo acclama per il bis che Lisiecki dona, con grande gioia e passione, con Träumerei (sognando) di Schumann, settimi dei tredici movimenti dell’op.15. Un concerto impegnativo e intenso, con una durata importante, dove Jan pur con la sua giovane età ha dimostrato una grande professionalità.

Sara Cacciarini

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