“17” di Emis Killa e Jake La Furia, un disco orgogliosamente rap

Emis Killa e Jake La Furia 17 album recensione
Emis Killa e Jake La Furia 17 album

Emis Killa e Jake La Furia sono fuori con l’album “17”, uscito il 18 settembre.

Emis Killa e Jake La Furia sono da sempre tra i più noti e influenti rapper italiani. Già in passato i due avevano spesso collaborato, ma un progetto insieme non aveva ancora visto la luce. Il titolo 17 è un rimando al numero delle canzoni e dal valore scaramantico.

Il disco si apre con Broken Language. Subito si capisce l’atmosfera che Emis Killa e Jake La Furia danno al loro lavoro, con metriche aggressive e contenuti espliciti. Un ritorno alle origini. Malandrino è invece il singolo che non ti aspetti, che non si piega alle logiche radiofoniche e in cui a farla da padrona sono i temi della strada.

Si prosegue con No Insta (feat. Lazza), una critica feroce agli attuali rapper italiani, colpevoli di badare più all’immagine che alla sostanza. Ottima prova di Lazza al ritornello, ma d’altronde non è più una giovane promessa.

In Renè e Francis Killa e La Furia ripercorrono la storia di Renato Vallanzasca e Francis Turatello, due celebri malavitosi, mentre in Amore Tossico protagonista è la droga, narrata come una donna che seduce, cattura e crea dipendenza, per poi condurre a una lenta sofferenza. 666, come da titolo, è un brano aggressivo ed è la classica canzone autocelebrativa tipica del rap italiano.

Una delle tracce meglio riuscite è “Sparami” (feat. Salmo, Fabri Fibra), piena di tecnicismi ed esercizi di stile.

Salmo si dimostra in forma smagliante con una strofa killer, mentre Fibra confeziona un ritornello semplice ma martellante. Il brano successivo è Lontano Da Me, una breve parentesi più musicale, ma che mantiene la durezza del linguaggio.

Il mood spaccone riprende con Maleducato, dove non resta inosservata una critica all’outfit di molti artisti contemporanei:

Maleducato
maleducato
non mi pitturo le unghie non vado in giro truccato

Ma il pezzo che colpisce più nel disco di Emis Killa e Jake La Furia è “L’ultima volta” (feat. Massimo Pericolo, una dedica ai loro amici finiti in carcere.

Lo storytelling colpisce e a tratti commuove per il realismo e per l’immedesimazione in storie che non tutti vivono. Quello del crimine è un tema delicato e spesso ci si scorda che dietro a chi commette reati ci sono sempre delle persone. Sullo stesso filone sentimentale anche La mia prigione, in cui la musica viene descritta come un vincolo che finisce per penalizzare la vita personale degli individui.

Questa gente mi saluta ma non sa chi sono
conosce solo le mie azioni non conosce l’uomo

Arriva poi il momento tamarro: Toro loco è il classico pezzo che parla di belle donne e di vita sregolata. Mentre Amici miei (feat. Lazza) è la descrizione delle conoscenze più “borderline” dei rapper, tra ex detenuti e persone poco raccomandabili. Un pezzo destinato a far discutere.

Tra i brani più intimi troviamo Medaglia. I sogni dei due rapper da giovani oggi sono realtà, e ora che hanno tutto quello che hanno sempre desiderato, resta solo il tempo che passa.

Le ultime tracce rappresentano la perfetta chiusura del ciclo. Il seme del male è la radiografia di due artisti dannati, in Cowboy (feat. Tedua), i due si paragonano agli avventurieri del west per via delle continue sfide superate. Dulcis in fundo, Quello che non ho, dove il peso della fama e delle aspirazioni si confonde con la nostalgia e i rimpianti di un passato difficile ma spensierato.

“17” di Emis Killa e Jake La Furia si rivela un album di grande caratura che farà scuola.

Promossi i featuring e le produzioni (Dat Boi Dee, Low Kidd, Kid Caesar, 2nd Roof, Big Fish, Boss Doms, Abaz, X-Plosive, Chris Nolan). Parliamo di un lavoro moderno ma che non strizza troppo l’occhio alle nuove tendenze. Un disco per appassionati e per chi vuole scoprire come si può ancora fare molto bene questo genere.

VOTO: 8,5

Lorenzo Balla

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