Il cantautorato di Davide Matrisciano vi augura una “Buona Visione”

cantautori italiani - davide matrisciano buona visione

Quello della musica italiana è un grande marasma dov’è difficile distinguersi.

Non è il caso di Davide Matrisciano, esponente del cantautorato italiano che negli ultimi anni si è ritagliato uno spazio sempre più grande. L’11 ottobre 2019 è uscito il suo nuovo album Buona Visione, prodotto da Seahorse recordings e distribuito da Audioglobe e The Orchard. Il disco arriva a tre anni di distanza da Mummie incoscienti.

Classe 1985, il suo stile unisce la musica d’avanguardia, elettronica, prog, e classica. In quest’ultimo lavoro la novità viene dall’avvicinamento ad un sound più duro, pur restando nell’ambito pop. Vediamo i brani singolarmente:

Eutanasia in una gabbia si basa su un fatto realmente accaduto: un’eutanasia animale in uno zoo inglese, che vede protagonisti un leoncino malato ed un cane, che finirà per soffocarlo durante una delle sue crisi cardiache. La title track Buona visione si ispira invece a Una storia naturale dei defunti, celebre racconto di Hemingway. Viene affrontata la morte fisica, descritta nel dettaglio.

L’autobiografia, seppur sparsa in tutto l’album, trova grande spazio in La scoperta del pomeriggio, scelto come singolo di lancio e concentrato sui primi anni di liceo del cantautore. La vacanza che non c’è (feat. Paolo Benvegnù) porta in musica la visione di un mondo post-apocalittico e svuotato di valori concreti. Il tutto su uno sfondo di malinconia e speranza per un futuro migliore.

In libreria col fiammifero racconta un uomo che si ribella alla cultura odierna, e che per questo decide di suicidarsi in una libreria, incendiandola. Particolarmente interessante Grave emorragia di personalità (feat. Garbo). Il brano si si ispira al concetto di sacculinizzazione di Konrad Lorenz, che a sua volta prende spunto dalla sacculina carcini (parassita del granchio) per parlare del declino di noi umani. Matrisciano usa questo concetto come metafora della mancanza di personalità, che porta ad usurpare quelle altrui.

I riferimenti ad autori importanti sono presenti in tutto l’album, a sottolineare la loro grande influenza nel cantautorato dell’artista.

Scale è un altro pezzo autobiografico, stavolta dedicato alla nonna, scomparsa nel 2011. Gomitolo si ispira al libro L’anello di Re Salomone del già citato Konrad Lorenz. Viene affrontata la questione della morale, ben complessa ed intrecciata. In definitiva: l’apparenza inganna.
Nosferatu mangia ciliegie è invece un racconto della vita del noto personaggio cinematografico (ispirato al “Dracula” di Bram Stoker) catapultata nel nostro tempo.

Un gesto di ordinaria irrealtà (feat. Miro Sassolini) è ispirata al racconto di Kafka La condanna, che vede un uomo in visita al padre malato. Dopo una sconvolgente scoperta, sarà in un certo senso “costretto” ad annegare. Gli incubi fanno innamorare è una storia d’amore malata, nata e sviluppata su uno sfondo mondiale devastante. Abbiamo poi Metropoli ibernata in montagna (feat. Edda), un’altra canzone che prende spunto da Hemingway, per l’esattezza dal racconto Monti sotto la neve, e che vede due giovani amici, incontratisi per sciare, a fantasticare sulla libertà.
Uno scimmione sotto la pelle è infine l’ultimo brano. Ispirato al racconto di Kafka Una relazione per un’accademia. Un uomo porta in accademia la sua testimonianza come ex scimmia.

La scrittura di Davide Matrisciano lascia spazio aperto alla riflessione dell’ascoltatore, che può e deve rielaborare il contenuto.

Per poterlo apprezzare bisogna infatti entrare nel mood dei brani e comprendere il significato profondo del suo cantautorato. Rispetto ai lavori precedenti però, si ravvisa una maggiore linearità negli arrangiamenti, fortemente voluta dall’artista stesso:  

Il mio volermi accostare al pubblico è diventato urgente, e la decisione di assecondarlo parzialmente non mi disturba affatto.

Tutto il disco inoltre si distingue per la lunghezza dei brani, in controtendenza rispetto a un panorama musicale che preferisce la brevità e l’immediatezza.

Ed è proprio l’unione fra testi virtuosi e forti musiche di accompagnamento a rendere Buona Visione un disco coraggioso. Azzeccati anche i featuring. Se non siete avvezzi al cantautorato avrete qualche difficoltà a digerirlo, ma con un pò di ascolti si possono cogliere le varie sfumature di un progetto solido e ambizioso.

Voto: 7,5

Lorenzo Balla

Classe 96, studente di Informazione, Editoria e Giornalismo. Appassionato di musica urban e di scrittura in ogni sua forma, amo raccontare il mio punto di vista su ciò che mi circonda e condividerlo con gli altri. Credo che nella vita sia importante lasciare un segno positivo del proprio passaggio.

COMMENTA QUESTA DOSE DI CULTURA

Lascia un commento!
Inserisci il tuo nome qui