Storie spaziali, il racconto delle missioni lunari nel saggio di Emiliano Battisti

sbarco sulla Luna

Dello sbarco sulla Luna, avvenuto esattamente cinquant’anni fa, si sa molto; meno, invece, delle missioni che precedettero e che seguirono quella dell’Apollo 11.

A raccontare il prima e il dopo quel 20 luglio 1969, ci pensa Emiliano Battisti con il suo Storie spaziali.

Nell’anno del cinquantenario dello sbarco sulla Luna, non si contano libri nuovi o rieditati legati alla Luna e più in generale allo spazio.

Raccontare l’universo e specialmente la Luna, è sempre stata una prerogativa di noi essere umani. Ne sanno qualcosa, fra i tanti, Ludovico Ariosto o Jules Verne.

In questo florilegio di libri, una menzione speciale spetta a Storie spaziali di Emiliano Battisti.

Pubblicato dalla casa editrice Paesi Edizioni, Storie spaziali rappresenta un modo originale e accuratissimo per raccontare la conquista dello spazio.

Perché Battisti, come scrive nella prefazione del libro il giornalista Paolo D’angelo, racconta «piccole storie ricche di vicende sconosciute ai più, che oltre a destare curiosità danno l’idea di cosa si è fatto per andare nello spazio.»

Laureato in Scienze politiche e Relazioni internazionali presso la LUISS, collaboratore del Centro Militare di Studi Strategici CEMISS, Emiliano Battisti è al suo primo saggio, e si tratta di un esordio “stellare”.

Il suo racconto prende inizio da un dies nefasti per gli americani: il 12 aprile 1961.

Quel giorno Jurij Gagarin, dalla sua navicella spaziale, pronunciava quella frase leggendaria:

«Da quassù la terra è bellissima, senza frontiere né confini

I confini, invece, sulla terra esistevano ed erano pure alti e invalicabili, specie quelli fra USA e URSS.

Dopo l’umiliazione patita quattro anni prima, gli Stati Uniti subivano la seconda forte battuta d’arresto nella corsa alla conquista dello spazio.

Se, infatti, nel 1957 avevano assistito increduli al primo lancio di un satellite ad opera dei sovietici, ora l’affronto era decisamente maggiore.

Il timido Jurij Gagarin, che ironia della sorte morirà sette anni dopo a bordo di un piccolo aereo da caccia, fu il primo uomo nello spazio.

Nella corsa alla conquista dell’universo, l’odiata URSS era arrivata prima e questo, per la “democratica” America, era un’onta inaccettabile.

Occorreva reagire e in tutta fretta.

Ma pareggiare i nemici sovietici non era più sufficiente, era necessario superarli, anzi di più surclassarli.

Solo così, infatti, quell’ignominia poteva davvero essere almeno in parte cancellata. Per questo il giovane presidente degli Stati Uniti, John Kennedy, decise di alzare l’asticella della sfida.

Il 12 settembre 1962, a Houston, alla Rice University, in occasione della nomina a professore onorario, fece un discorso che rimase celebre:

«Abbiamo scelto di andare sulla Luna e di fare altre cose, non perché sono facili, ma perché sono difficili.»

Kennedy, che di lì a poco più di un anno fu ucciso a Dallas, lanciò una vera e propria sfida, sostenendo che la Luna sarebbe stata raggiunta prima del 31 dicembre 1969.

E così si arrivò allo sbarco sulla Luna.

Ma quel traguardo non fu un romanzo uscito dalla penna di Jules Verne, ma un percorso ad ostacoli fatto di successi ma anche di tragedie.

Ogni capitolo di questa straordinaria avventura è sapientemente descritto da Emiliano Battisti nel suo Storie spaziali.

Un saggio, che come ricordato nello stesso sottotitolo, racconta i successi ma anche gli insuccessi dei pionieri dell’universo, senza i quali Neil Armstrong non sarebbe mai sceso sulla Luna cinquant’anni fa.

Diviso in tre parti, Storie dei pionieri, Storie lunari e Storie orbitali, il libro edito da Paesi Edizioni, (di cui abbiamo già recensito il bel testo su Cesare Battisti), racconta con una dovizia di particolari un sogno diventato realtà.

Ecco allora narrati i primordi delle missioni spaziali statunitensi, a cominciare da quella che vide protagonista John Glenn.

Appartenente al Corpo dei Marines, e selezionato dalla NASA nel 1959 insieme ad altri astronauti, Glenn fu il primo americano in orbita intorno alla Terra.

Lo fece a bordo della capsula Mercury, per l’occasione ribattezzata Friendship 7, un luogo non proprio confortevole visto che tra gli astronauti si diceva che «non si entrava dentro la Mercury, ma la si indossava.»

Storie Spaziali è un libro dal ritmo incalzante, che narra vicende ai più sconosciute, ricche di particolari interessanti, compresi i brani delle comunicazioni spaziali intercorse fra gli astronauti in orbita e le basi sulla terra.

Un racconto che ripercorre non solo l’epica avventura della conquista dello spazio, ma anche la cruda realtà di immani tragedie, come quella che toccò l’equipaggio dell’Apollo 1, in quel fatale 27 gennaio 1967. Quel giorno perirono tre astronauti e sembrò davvero che la conquista della Luna dovesse tragicamente arrestarsi.

Ma così non fu.

Come disse Eugene Francis Kranz, direttore delle operazioni di volo della Nasa durante i programmi Gemini e Apollo, quegli uomini non morirono invano.

Poco più di due anni dopo altri tre astronauti, Armstrong, Aldrin e Collins, che però non scese mai sul suolo lunare, trasformarono il sogno dell’umanità in una fantastica realtà.

E il 20 luglio 1969 avvenne il tanto atteso sbarco sulla Luna.

Belle e intense le pagine che Battisti dedica all’impresa realizzata in quella magica notte di cinquanta anni fa.

Ancor di più quelle che raccontano il surreale dialogo intercorso fra Ruggero Orlando, in collegamento da Houston e Tito Stagno, dagli studi Rai di Roma. Quel Tito Stagno che «detiene il record come prima persona sulla Terra ad aver dato l’annuncio dell’atterraggio sulla Luna, poiché lo fece con 55 secondi di anticipo rispetto all’evento vero

Storie spaziali è un libro da leggere nelle sere d’estate, con un occhio alla Luna e uno magari a Marte, il possibile nuovo obiettivo nella conquista dello spazio.

Ma, come scrive Battisti, «tra il dire e il fare non c’è il classico mare, ma 225 milioni di chilometri

Non resta, dunque, che aspettare il futuro.

 

Maurizio Carvigno

Nato l'8 aprile del 1974 a Roma, ha conseguito la maturità classica nel 1992 e la laurea in Lettere Moderne nel 1998 presso l'Università "La Sapienza" di Roma con 110 e lode. Ha collaborato con alcuni giornali locali e siti. Collabora con il sito www.passaggilenti.com

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