Salone del Libro di Torino 2019: il gioco del mondo

salone del libro torino 2019

Si è appena concluso il 32esimo Salone Internazionale del Libro di Torino, un’edizione, come sempre, da record. Nonostante le polemiche degli ultimi giorni, Torino è stata invasa da migliaia di persone, e guarda già  al futuro.

Il Salone Internazionale del Libro ha vinto le sue due scommesse. Da un lato, dimostrarsi una manifestazione dai contenuti alti ma alla portata di tutti; dall’altro, il Salone del 2019 ha voluto offrire un’esperienza di qualità, con una fiera rivoluzionata nella logistica e organizzazione. I 63.000 mq di spazi espositivi, la novità  dell’Oval, i tre ingressi per gestire al meglio i flussi di pubblico e i molti servizi l’hanno reso accessibile a tutte le tipologie di visitatori, per una fiera davvero a misura delle persone. Sono 148.034 i visitatori unici, in aumento rispetto al 2018, a dimostrazione che la crescita del Salone è costante di anno in anno, a cui si aggiungono i 27.000 che hanno preso parte al Salone Off, la festa dei libri nei quartieri e nel territorio che quest’anno ha offerto più di 530 appuntamenti in 270 luoghi diversi. Una partecipazione che conferma l’affetto del pubblico per questo grande progetto culturale, nell’anno in cui Milano ha deciso di non proporre una propria fiera del libro.

Uno sguardo sul futuro

Il bilancio dell’edizione appena conclusa, Il gioco del mondo, e gli scenari futuri sono stati i temi della conferenza stampa di chiusura, tenutasi lunedì 13 maggio nella Sala Azzurra di Lingotto Fiere. Sono state annunciate anche le date delle prossime due edizioni, quella del 2020, dal 14 al 18 maggio, e del 2021, dal 13 al 17 maggio, che verranno ideate e progettate dalla stessa squadra che ha lavorato in sinergia all’edizione 2019. Confermata quindi la continuità e la direzione editoriale di Nicola Lagioia fino al 2021.

Il Lingotto dorato e la Pioggia di Libri a Torino

Vendite in ascesa

Nemmeno gli editori possono lamentarsi, in termini di vendite. Einaudi, presente all’Oval, dichiara un incremento delle vendite del 10% rispetto al 2018. Tra gli autori più venduti Marco Missiroli, Gianrico Carofiglio e Michela Murgia. Anche Mondadori ha trovato posto nel nuovo padiglione. I dati sono in linea con gli ultimi anni. I libri più venduti sono stati La nostra casa è in fiamme di Greta Thunberg e A un metro da te di Rachael Lippincott. Sellerio, che al Salone ha festeggiato i suoi 50 anni, dichiara un aumento di vendite del 15%. Per Feltrinelli il sabato del 2019 ha battuto quello del 2018, la domenica invece non ha registrato flessioni rispetto all’anno scorso. L’Oval è piaciuto molto allo storico editore, che suggerisce di comunicare meglio la presenza del nuovo padiglione. Tanti infatti sono stati i visitatori che se lo sono perso a causa della distanza dagli altri padiglioni.

Continuano le polemiche con CasaPound

Nonostante le polemiche per Altaforte, casa editrice vicina a CasaPound, la partecipazione è stata più sentita che mai. Le polemiche però continuano, perché Fabrizio Ricca, segretario della Lega a Torino e in corsa per un posto in Regione, ha chiesto le dimissioni di Lagioia.

«Deve dimettersi e deve fare lo stesso il suo direttivo. Non è francamente accettabile che il direttore di un evento importante come il Salone del Libro, in crescita e con una credibilità democratica internazionale da difendere, faccia partire un boicottaggio contro lo stesso evento che organizza», ha affermato Ricca. Le polemiche non hanno però intaccato questa giornata di bilanci e di successo per Torino e per tutta l’organizzazione del Salone, che ancora una volta si conferma all’altezza delle aspettative.

Valeria Martalò

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