Madonna col cappotto di pelliccia: un romanzo dal gusto europeo

fazi editore

“Madonna col cappotto di pelliccia” è una delle prime uscite del 2019 per Fazi Editore.

Fazi Editore non si è lasciato sfuggire questa piccola perla di Sabahattin Ali, uno dei maggiori esponenti della letteratura turca contemporanea.

Madonna col cappotto di pelliccia” è uno di quei romanzi dal sapore quasi europeo, se non fosse per le origini dell’autore.

L’impiegato protagonista del romanzo e, per certi versi, anche il suo collega, ricordano vagamente i burocrati di Gogol e, in certi altri momenti, alcuni protagonisti delle novelle pirandelliane.

Raif Effendi, protagonista del romanzo, è una figura che incuriosisce chi lo osserva. L’amicizia tra i due personaggi metterà nelle mani della voce narrante un diario per mezzo del quale verremo proiettati indietro nel tempo, durante la giovinezza di Raif.

Un lettore occidentale, abituato ai romanzi del Novecento italiano, trova subito familiarità con una struttura del genere e, incuriosito, procede nella lettura.

Il cuore della vicenda ci racconterà del viaggio di formazione di Raif in Germania avvenuto nel ’33, anno cruciale per la storia della Germania. Il viaggio sarà un viaggio di formazione solo in parte. Qui Raif incontrerà Maria, la Madonna col cappotto di pelliccia, donna determinata e volubile. Divisa e contrastata, incarna perfettamente il periodo in cui vive.

Maria è una donna forte, autonoma, ma bisognosa di affetto, fragile.

Raif si curerà di lei fino al momento della separazione.

L’amore vissuto da Raif rappresenta a tutti gli effetti il punto cruciale della sua vita. Suo padre, mandandolo a formarsi in Europa, si sarebbe aspettato di vederlo tornato Uomo, un giovane forte, consapevole e pronto a prendersi carico delle sue responsabilità. Ma il giovane che torna a casa è come svuotato, inibito, disinteressato alla vita. Il romanzo di formazione che ci aspettavamo di trovare non si compie e l’inettitudine pervade il protagonista, dando ragione del personaggio anziano incontrato all’inizio del romanzo.

Quell’amore così forte, l’incontro con quella donna così determinata e forte invece di stimolare analoghe predisposizioni hanno accelerato un percorso che il padre di Raif aveva già temuto. L’autore, però, non vuole assolutamente imputare a questa donna la causa della rinuncia alla vita di Raif. Anzi! Maria, è vero, non è un personaggio esattamente positivo, ma allo stesso tempo scopre fragilità e bisogni che solo attraverso l’amore può colmare. Il giovane turco, in un primo memento, sembra essere la risposta necessaria, ma poi tutto finisce.

La vita e la Storia si mettono di mezzo rendendo impossibile un lieto fine.

Romanzo interessante, sopratutto se sia è a digiuno completamente di autori turchi del primo Novecento. Madonna col cappotto di pelliccia risulta familiare per certi schemi e personaggi recuperati dal nostro bagaglio letterario, ma, a mio avviso, un po’ troppo lento. Un bel romanzo, quindi, ma non lo rileggerei.

Serena Vissani

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