Il Signore degli Anelli: il 29 luglio 1954 esce il capolavoro di J.R.R. Tolkien

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“Un anello per trovarli, un anello per ghermirli e nel buio incatenarli”

Un giorno importante il 29 luglio per tutti gli amanti della Terra di Mezzo. Proprio oggi, infatti, J.R.R. Tolkien pubblicava Il Signore degli Anelli, una delle trilogie fantasy ancora oggi ritenute leggenda.

Scritto a più riprese tra il 1937 e il 1949, il romanzo fu tradotto in ben 38 lingue e ristampato innumerevoli volte negli anni.

John R.R. Tolkien è stato uno dei creativi più proficui dello scorso secolo, ricordato soprattutto grazie a Il Signore degli Anelli: scrittore, filologo, glottoteta, accademico e linguista britannico, ha ispirato il mondo letterario per decenni.

Grazie al suo genio creativo, è diventato lo scrittore fantasy più importante del XX secolo, ricordato anche per aver creato una lingua artificiale (ispirata al finlandese), il quenya, nota anche come lingua elfica, introdotta proprio nei suoi romanzi, a partire da Lo Hobbit.

Il Signore degli Anelli è considerato la sua opera più importante, che fu pubblicata in tre volumi, pubblicato dall’editore George Allen & Unwin: La compagnia dell’anello, Le due torri e Il ritorno del re.

In questi libri, amati da decine e decine di fan in tutto il mondo, si narrano le avventure della Terra di Mezzo, regione popolata da numerosi personaggi, nata dalla fantasia dello scrittore.

Grazie alla famosa trilogia portata al cinema dal regista neozelandese Peter Jackson (2001-2003), Il Signore degli Anelli è entrato ancora di più a far parte dell’immaginario collettivo, diventando una pietra miliare non solo della letteratura ma anche della storia cinematografica. 

La trilogia cinematografica, che ha portato al successo star come Viggo Mortensen, Elijah Wood e Orlando Bloom affiancate da leggende del cinema come Ian McKellen e Christopher Lee, ha guadagnato ben diciassette premi Oscar, superando l’allora detentore del record Titanic.

Chi si addentra tra le pagine di questi magici libri, scoprirà un mondo del tutto nuovo, che fino al 1954 era sconosciuto a chiunque, lingue mai sentite prima e mille creature da incontrare: Hobbit, maghi, elfi e altri strani personaggi, minacciati dalle orde fameliche del redivivo Sauron a causa dell’Anello del Potere.

La narrazione comincia dove si era interrotto un precedente romanzo di Tolkien, Lo Hobbit, e l’autore usa lo stratagemma dello pseudobiblium, un libro mai scritto ma citato come vero, per collegare le due storie.

Entrambi i romanzi, nella vicenda della storia, sono in realtà una trascrizione di un’autobiografia, il Libro Rosso dei Confini Occidentali, scritta a quattro mani da Bilbo Baggins, protagonista de Lo Hobbit, e da Frodo, il protagonista del Signore degli Anelli.

Un racconto di un viaggio, un percorso che i personaggi compiranno non solo sulle strade della Terra di mezzo, ma anche in loro stessi. Tutti i personaggi cambiano, ma cambiano restando sempre sé stessi. Guidato dalla Compagnia dell’Anello, il giovane Hobbit Frodo parte dalla pacifica Contea per Mordor, con l’obiettivo di liberare la Terra di Mezzo dal dominio di Sauron.

Nella sua opera, Tolkien ha raccontato le gesta straordinarie di personaggi ordinari, dimostrando come ognuno di noi può avere grandi potenzialità per fare la differenza.  

Da Aragorn, figlio di Arathorn, grande amico dello stregone Gandalf, che incontra Frodo e compagni alla locanda del Puledro Impennato a Brea. Cruciale la parte di Smeagol, un tempo un Hobbit, consumato dal potere dell’Anello, l’unica cosa a cui tiene che diventa la guida di Frodo e Sam verso il Monte Fato.

Ci sono poi Merry e Pipino, amici inseparabili di Frodo. Legolas, l’unico Elfo appartenente alla Compagnia dell’Anello, e il Nano Gimli. Ma è Frodo Baggins, piccolo Hobbit della Contea, il vero protagonista della trilogia. Eredita l’Anello quando Bilbo Baggins, decide di lasciare la Contea per intraprendere un nuovo viaggio. Da questo momento inizia l’avventura.

Nel libro, inoltre, sono presenti molti temi teologici nel romanzo, come la battaglia del bene contro il male, il trionfo dell’umiltà sull’orgoglio, e l’attività della grazia divina. Inoltre, il concetto di morte e di immortalità, di misericordia e di peccato, di resurrezione, salvezza e sacrificio fino alla giustizia e al libero arbitrio.

Possiamo dire quindi che John R.R. Tolkien ha regalato al mondo un’opera fantastica, nata dalla sua mente geniale, un’intero immaginario capace, nonostante il passare degli anni, di adattarsi a qualsiasi prodotto culturale, riuscendo a durare per quasi un secolo.

Ilaria Scognamiglio

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