Aleppo c’è: poesie contro l’indifferenza

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Il collettivo Bibbia D’Asfalto ha pubblicato per i tipi di Kipple Officina Libraria una silloge poetica dedicata alla città della Siria: Aleppo C’è.

La Capitale del Nord proprio in questi giorni respira la sua prima estate senza bombardamenti. Dal 22 dicembre scorso “le armi tacciono”, ma la guerra continua in altre parti del Paese.

Dal 2012 Aleppo è stato il campo di battaglia di una guerra civile, ma ancor di più di una tragedia umana, di cui si caricano le parole degli scrittori che hanno partecipato ad “Aleppo C’è”. Una denuncia, una indignazione, o, più semplicemente un’azione. Perché le parole, è vero, non risolvono, ma possono colmare il silenzio lasciato tra un bombardamento e l’altro.

Quel silenzio fatto di terrore e tristezza, ma anche di speranza. Speranza che le bombe prima o poi si esauriscano, e con esse, il loro potere mortifero.

Con meno di 100 pagine potrete catapultarvi in trincea. Tra le macerie e i cuori dei sopravvissuti. Tra le bambole rotte e le bambine, come Bana Alabed, che twittanoSono triste, ma felice di essere viva“. Mentre moltissimi altri bambini non cinguettano più.

Aleppo è “figlia del silenzio”: questi versi, come proiettili, vogliono distruggere il muro dell’indifferenza e far tornare, insieme alla pace, anche le fatine dei denti, che sono scappate via per la paura. È la vita di chi resta, nel frattempo, a non essere più la stessa. Non ci si veste più solo di pelle, ma ogni mattina la morte è appesa agli orli dei vestiti, nuova compagna di viaggio. Sono martiri senza nome i superstiti, che attualmente pensano alla ricostruzione. Delle case, della vita, della gioia.

[dt_quote type=”pullquote” layout=”right” font_size=”big” animation=”none” size=”1″]Quando tornerai sarà l’amarci vittorioso, sarà il riposo.[/dt_quote]

 

Pape Satan Pape Satan Aleppo. Una poesia ricalca con un gioco di parole un celebre verso dell’Inferno dantesco. È stato Inferno in Terra, Aleppo. La morte è stata lontana da noi, ma non troppo, mentre la città era in fiamme. Queste poesie raccontano il grande orrore per informarci, renderci consapevoli.

Ora, nel nostro piccolo, possiamo tutti partecipare a questa rinascita acquistando il libro: i ricavi andranno a Medici senza Frontiere.

 

Alessia Pizzi

 

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