Quando ho incontrato te

quando ho incontrato te - racconti estivi 2021

Chi di voi non si è identificata almeno per una volta nella vita in una delle quattro protagoniste di Sex and the city? Io sono un po’ come Picasso, ho avuto il periodo Charlotte, il periodo Samantha, il periodo Carrie, e il periodo Miranda.
E come Miranda sono stata una single cinica e impenitente. L’amore non esiste, Forever isn’t for everyone, Non c’è niente che sia per sempre, Chi fa da sé fa per tre and so on. 

Le mie amiche hanno iniziato a soprannominarmi “grillo parlante”, per l’acutezza delle analisi delle loro fallimentari relazioni e per la cattiveria dei miei commenti sugli uomini in generale. Ma si sa il cinico è il più deluso dei romantici. 

Si avvicinano le vacanze e, come al solito, programmo il mio rientro al paese. Parto per questo lungo viaggio, arrivo a destinazione, dispenso baci e bacini (eravamo in era pre COVID) per salutare parenti e amici di infanzia. Come stai? Come non stai? Che racconti e bla bla bla. In realtà non vedo già l’ora di riprendere l’aereo e tornamene a casa mia. Poi il giorno uno arriva l’invito a cena a casa di amici. Esco o non esco? Mi sa che vado. Ciao! Ciao! Sì sto bene sono tornata oggi. E quanto ti trattieni? Una settimana (ma sono appena arrivata scusa già vuoi che vada via?).

E poi … lo vedo. Seduto sul divano, completamente disinteressato a tutto ciò che lo circonda, perso nei suoi pensieri. Non parla con nessuno. Mai visto al paese. Chi sarà? La serata finisce e io rimango con l’interrogativo: dove si è nascosto ‘sto Adone in tutti questi anni? Sono al buio e penso a te, io non dormo e penso a te, io non mangio e penso a te, torno a casa e penso a te. 

La cinica dentro di me però mi dice che tra il paese e casa mia ci sono 900 km, che ‘sto tizio non lo rivedrò mai più e che quindi non potrà indurmi in tentazione. Con questo pensiero rassicurante prendo finalmente sonno. 

È di nuovo sera e sono con le mie amiche in un locale a bevicchiare. Mentre si parla di questo e quel mondo arriva il tizio. Uffaaaa pensavo di essermi liberata di te, che ci fai qui? E il tizio si siede accanto a me. E ora che faccio? Inizia a parlare … di serie tv. E così tra Game of Thrones, Leftovers, The night of passano tre ore ed è veramente ora di andare. Sono a casa e penso a te, io non dormo e penso a te. Inizio a fare il countdown del ritorno alla città. Così non si può andare avanti. Tornerò a lavoro più stanca dopo le ferie, tutto questo non ha senso. 

Che facciamo a Ferragosto? Questo è il tormentone del post-San Lorenzo. Qualcuno mi inserisce in una chat di gruppo. Quest’azione ha due conseguenze importanti: 

• la prima è che lui ha il mio numero e, quindi, se è interessato può scrivermi in privato; 

• la seconda è che io ho il suo numero ed è grave, gravissimo. È come essere a dieta e avere davanti una torta Sacher. 

Quanto è crudele la vita! Evito la chat collettiva come la peste. Ma non serve a niente. Mi scrive lui, mi invia una foto che mi ha scattato la sera delle serie tv. Lo ignoro, prima o poi si stancherà. 

È il 15 agosto e andiamo tutti in villa: ceniamo, mettiamo su un po’ di musica. Perché non andiamo sul tetto a vedere le stelle? E sono salita sul tetto col tizio, io e lui, lui e me. E abbiamo visto una stella cadente. 

Ho espresso il desiderio che ‘sta storia logorante finisse prima che il mio cuore di ghiaccio iniziasse a sciogliersi.

E quando arriva la scossa ci vogliamo abbracciare, arriva l’amore non capisco più niente. È come un sogno incredibile, magari poi non è vero, però adesso ci credo. E non vorrei che finisse con la luce del sole.

Leggi la prima puntata.

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