La complessità di Isabel Archer, protagonista di Ritratto di signora

Protagonista di Ritratto di signora di Henry James, Isabel è una giovane donna indipendente che parte dall’America per esplorare l’Europa.

Isabel è determinata ad avere una vita in cui dare la priorità alla libertà personale: non tollererà che gli altri le impongano la loro volontà.

La trama del romanzo

Isabel Archer, una giovane donna indipendente e curiosa di Albany, New York, arriva nella campagna inglese su invito della zia materna, la signora Touchett. Non avendo mai incontrato la loro parente americana, lo zio di Isabel e il cugino Ralph la accolgono calorosamente a Gardencourt (la tenuta della famiglia Touchett). 

Ralph, così come il bello e ricco vicino di casa Lord Warburton, è preso dalla bellezza e dal carattere di Isabel, che viene presentata dall’inizio come estremamente indipendente e attaccata alla sua libertà personale

Fin qui potrebbe sembrare una storia alla Jane Austen, ma vi assicuro che il romanzo è una continua scoperta. La protagonista Isabel, il cui prototipo è Daisy Miller, novella di James di cui abbiamo parlato in questa rubrica, ha molte qualità ammirevoli, in particolare per quanto riguarda la sua intelligenza: è arguta, istruita e ha una fervida immaginazione.

Tuttavia, la sua mente intelligente non la esime da una serie di difetti: Isabel è sicura di sé al punto da essere arrogante. Crede ingenuamente di prendere sempre decisioni corrette e quindi commette regolarmente errori nel giudizio. Nel complesso, però, James ritrae Isabel come un personaggio simpatico che cerca di agire in modo sincero e basato su saldi princìpi. Di certo Isabel Archer è un personaggio molto umano. Vediamo bene il perché.

“In alcune circostanze…”

In un famoso passaggio del capitolo 19, Isabel afferma che è il proprio sé a definire una persona, non i vestiti che indossa o i libri che legge. E ci crede davvero, le azioni disapprovate da tutti i suoi cari che compie verso la metà del romanzo è la prova che dà agli altri e a se stessa. 

Tuttavia, la le circostanze sono definite cruciali per il mondo di Ritratto di signora sin dal suo incipit: 

In alcune circostanze, poche ore nella vita sono più piacevoli di quelle dedicate alla cerimonia chiamata tè pomeridiano. Vi sono circostanze in cui, sia che si prenda il tè o no — certo, alcuni non lo fanno mai —  quel momento è in sé delizioso.

Ritratto di signora (Henry James), capitolo I

Con la parola tè, James non intende le foglie della pianta, né l’infuso che ne ricaviamo, ma il rituale intorno alla sua consumazione. “Certo, alcuni non lo fanno mai”: questa frase si riferisce a tutto il mondo nascosto di quella cerimonia, ovvero domestici, camerieri, cuochi, e immediatamente dimostra l’importanza delle circostanze. E quindi condizioni di vita, situazione finanziaria, statuto familiare, classe, sesso, età, salute: questi sono i fattori che ci determinano come esseri sociali nel mondo.

E allora l’affermazione di Isabel che ho nominato prima, che la vede promotrice dell’ideale che a definire noi stessi siamo noi e solo noi, si sgretola. Il potere delle circostanze la travolgerà in pieno e quasi taglierà le gambe alla protagonista, così legata alla sua indipendenza e pensiero libero. Ma Isabel è un’eroina complessa, molto umana, e sorprende il lettore nel finale del romanzo.

Ritratto di Isabel?

È facile lasciarsi ingannare dal titolo del romanzo: l’immagine che Isabel evoca è quella di una signora, una Lady in lingua originale, che posa immobile per un ritratto che la secolarizza in una posizione perpetua. In realtà Isabel è esattamente l’opposto di questa immagine, essendo una donna in costante movimento, che prende la sua vita a piene mani anche nei momenti più oscuri.

L’arte è, certo, una presenza costante nel romanzo, ma è spesso vista in luce negativa: Isabel è paragonata più volte ad un oggetto da collezione da diversi personaggi maschili. L’atteggiamento di alcuni personaggi nei confronti delle loro collezioni d’arte si estende negativamente alle loro relazioni umane, rivelando che la sensibilità e il gusto artistico non sono affatto un indicatore di moralità.

Nulla è come sembra, tutto può ingannare, a cominciare dal titolo. Henry James non intende presentare Isabel come un oggetto da collezionare e osservare, bensì dipinge molti ritratti di Isabel che vanno da una giovane donna ingenua ma indipendente a qualcosa di molto più complesso.

Il film con Nicole Kidman

Nel 1996 è stato tratto un film dal romanzo di James. Diretto da Jane Campion e con protagonista Nicole Kidman, la pellicola ha ricevuto due nomination agli Oscar. Guarda qui sotto il trailer:

Se il romanzo vi ha incuriosito, vi segnalo che è una delle uscite nella collana in edicola di RBA. Per sapere quando potrete prenderla, date un’occhiata qui!

Veronica Bartucca

Leggi l’ultima uscita di Dosi di Eroine:

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