Emergenza climatica in letteratura: il boom della “climate fiction”

climate fiction letteratura
[CulturaMente compie 7 anni! Questo articolo fa parte delle uscite "Le magnifiche 7 (penne)", un omaggio degli ex spacciatori di cultura per festeggiare insieme agli attuali spacciatori questo importante compleanno.]

Non si può fare a meno di fare i conti con il cambiamento climatico: fa parte della nostra quotidianità, è diventato una vera e propria emergenza. Qualcuno soffre anche di stati di ansia collegati all’incertezza sul futuro, costretti a fare i conti con una mancanza di concretezza che dà la sensazione di dover affrontare qualcosa di imprevedibile e ingestibile. La letteratura non poteva fare a meno di raccontare questo momento di transizione: libri distopici, che parlano di un futuro più o meno lontano, nel quale l’umanità affronta i mutamenti catastrofici subiti dall’umanità. Si chiama “climate fiction” ed è diventato un vero e proprio genere letterario, che sta raggiungendo un pubblico sempre più ampio grazie a una generazione di scrittori di alta qualità.

5 libri per indagare la climate fiction

Nel 2020 Lydia Millet è stata finalista al National Book Award con il suo “I figli del diluvio”. Protagonisti un gruppo di ragazzi in vacanza con la famiglia che si trovano a dover fare i conti con un diluvio apocalittico dal quale cercano di scampare mettendo in salvo quello che possono, anche a costo di lasciarsi alle spalle il mondo degli adulti.

Gli alberi e la grandiosità della natura sono i protagonisti de “Il sussurro del mondo” di Richard Power che ha vinto il Pulitzer nel 2019: un’opera difficile e visionaria, che è anche un simbolo di resistenza e un inno alla natura. Più recente “I Greenwood” di Michael Christie: una saga familiare che si snoda tra gli alberi delle foreste canadesi. Anche in questo caso lo sguardo è proiettato in un angosciante futuro, dove tutto è stato distrutto e l’aria è diventata irrespirabile, se non in quel piccolo angolo di mondo dove è ambientata la storia.

La natura e il fragile equilibrio ambientale sono protagonisti anche de “La storia delle api” di Maja Lunde. Un romanzo che fa riflettere, ma che è anche molto coinvolgente. 

Il “padre” della climate fiction può essere considerato “Il mondo sommerso” di J.G.Ballard: scioglimento dei ghiacci, temperature roventi, il genere umano destinato all’estinzione. Un libro profetico, che descrive un mondo che speriamo di non dover vedere mai. 

Per affrontare l’ansia da emergenza climatica il mondo migliore è prendere consapevolezza di quello che sta accadendo: Jonathan Safran Foer con “Possiamo salvare il mondo prima di cena” è lo scrittore che riesce a fare la fotografia più coinvolgente dei rischi che sta correndo il pianeta. A metà strada tra un saggio e una raccolta di articoli, è un libro da regalare a ogni negazionista del cambiamento climatico. Perché anche se la letteratura ha ormai già intercettato la grande ansia dei nostri tempi, c’è ancora chi fa tempo che il problema non esista.

Serena Vissani

Giornalista di Prato. Autrice del blog www.parliamodidonne,com

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