Incontro con Salvatore Cammilleri, l’artista della complessità

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salvatore cammilleri

Salvatore Cammilleri è un artista che catalizza l’attenzione per la sua capacità seduttiva del colore e dei concetti e per creare dei veri e propri “poli d’arte”, progetti interattivi e aperti ai contributi dotati di dinamismo e anarchia espressiva.

Salvatore Cammilleri nasce a Palermo il 17 Aprile 1973. È un artista visivo capace di esprimersi attraverso un’ampia varietà di tecniche e materiali. In linea con un pensiero artistico che si spinge verso territori di avanguardia, l’artista siciliano realizza le sue esperienze artistiche durante i suoi soggiorni a Bolzano e Bologna dove frequenta l’Università DAMS – Cinema.
Realizza numerosi progetti insieme ad altri artisti anche sostenendo la persistenza di benefici derivanti da collaborazioni artistiche, sempre in continuità rispetto al proprio concept natio, quello legato alla presenza/assenza delle ali nel destino di ogni anima.

Tra i suoi più significativi progetti, si distingue la costituzione del MADE in C.L. con l’artista Michele Lombardo che, successivamente, da vita alla bipersonale Anche per oggi non si vola ed al progetto RAW. Nel Luglio 2014 fonda con Caterina Arena l’Associazione culturale Eureka! operante in Sicilia.

Da allora l’artista lavora a Roma dove ha realizzato una lunga serie di prodotti artistici ed è la mente di Ignorarte, manifesto di arte contemporanea.

Siamo di fronte a un artista a dir poco fecondo. Sei un grande “manipolatore”, in senso edificante. Sembra che tu voglia intervenire in maniera personalissima su ogni processo relazionale e fisico.
Hai già detto tutto tu. Potrei aggiungere che mi piace divertirmi con l’arte e sono sempre curioso; questo mi porta a usare svariate tecniche, materiali, metodologie e linguaggi.

Vedo destrutturazioni, concetti ridotti all’osso ma anche accenti generosi nelle tue creazioni. Mi sembra che fuggi il sentimento barocco della tua terra d’origine ma poi ne invochi la carnalità…
Cerco di essere essenziale e comprensibile sia nell’impatto visivo che nel concetto perchè credo in un’arte che si spieghi da sola e che possa emozionare senza orpelli.

Per quanto riguardala la mia terra, la Sicilia, probabilmente c’è del giusto in ciò che affermi, io attingo alla mia memoria in modo istintivo senza cercare i riferimenti più “ad effetto”. Le mie installazioni di Anche per oggi non si vola sono l’esempio più lucido…da sempre vedo panni appesi nel quartiere popolare dove ho vissuto la mia infanzia ed io ho riproposto lo stesso schema, aggiungendo le ali che è un po il mio vedere avanti, da artista.

L’uovo, un elemento che ricorre nelle tue opere. Simbolo cosmico, misterico, metafisico o nulla di tutto ciò?
Semplicemente per me è simbolo di morte e caducità, è la metafora dell’uomo che resta uovo/cellula e che prima ancora di evolversi muore/frigge. Nasce tutto da una mia video art Proteine che proclama: Siamo “tutti fritti!” e che è un po il manifesto di tutte le opere successive. Le stesse opere si completano attraverso i titoli, per esempio Monumento ad un caduto è semplicemente un uovo fritto di cemento, spiaccicato per terra senza questo calembour.

salvatore cammilleriQuanto ti ha influenzato la pop art nell’uso del colore?
In realtà più che la pop art è dai fumetti ed i cartoon che il mio stile esce pop, poi nelle ultime opere, specie quelle con le uova, il mio pop è più nelle forme che nel colore e poi c’è l’elemento luce, che è sempre stato presente nella mia produzione. Credo gli dia quel tocco contemporaneo. Infine Caravaggio e molti artisti del rinascimento ma anche i surrealisti mi hanno molto influenzato, solo che ancora devo capire in che modo…

Cosa pensi dell’arte contemporanea? Non trovi che ormai tutto sia stato dissacrato e il formale possa rappresentare l’ultimo baluardo della trasgressione?
Non so risponderti, posso fare una considerazione. L’arte contemporanea ha bisogno sempre di un qualcosa di nuovo e non tutti quelli che si propongono lo fanno, limitandosi a ripetere ciò che è già esiste; forse bisognerebbe scremare e concentrarsi su ciò che resta.

Apprezzo molto il fatto che crei interazioni. Sei uno dei pochi artisti che conosco che crea format interattivi con colleghi, quasi un “manifesto” creativo che si muove tra gli spazi espositivi della Capitale e non solo.
Non sono uno che “se la canta e se la suona da solo”, infatti da sempre mi piace collaborare con altri artisti, altre menti e credo fortemente che l’arte contemporanea per poter crescere debba essere plurale.

Spesso sei ospite del MAAM con performance, installazioni, e molte tue opere fanno parte del catalogo del museo. Raccontaci del tuo rapporto con una realtà museale unica al mondo e come è nata questa collaborazione.
Sì, posso dire che è un luogo che mi ha accolto bene. In realtà lì c’è solo la mia opera Monumento ad un caduto che è stata accompagnata nella sua presentazione da un happening con performances, video ed interazioni.

Arte da macello nasce da una mia idea installativa ma poi sono stati gli artisti di Ignorarte (di cui sono direttore artistico) a creare le opere che la compongono. La collaborazione è nata in maniera semplice… ho conosciuto Giorgio De Finis, gli ho presentato il mio primo progetto e lui, essendo una persona disponibile ed arguta, lo ha proposto ed abbiamo continuato a collaborare.

Grazie Salvatore, noi di CulturaMente ti seguiamo con interesse, c’è estremo bisogno di artisti come te.

Antonella Rizzo

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