Tanta roba buona sui banchi di VinNatur

vinnatur 2016

Tra i banchi d’assaggio di VinNatur all’ex cartiera Latina conferme e sorprese di una viticultura che ha sempre più estimatori.

In questi anni sui vini naturali ne abbiamo sentite di tutti i colori, spesso più che giudicati per i loro effettivi contenuti, sono rimasti coinvolti loro malgrado in una sorta di guerra tra bande. Autorevoli pareri hanno riempito pagine e pagine di blog e riviste, schierandosi pro e contro il vino naturale. Vuoi per interesse diretto che per tendenza del momento, il lavoro di chi ha deciso di produrre il proprio vino senza l’utilizzo di chimica in cantina ha suscitato uno dei dibattiti più accesi degli ultimi anni in fatto di vino.

I detrattori ne hanno sempre evidenziato i possibili difetti mentre gli integralisti, sposandone la causa in maniera miope, hanno permesso ai soliti furboni di gettarsi nella mischia e sfruttare il fenomeno proponendo a volte vini al limite del bevibile. Poi finalmente gli eccessi si sono smorzati, portando i vini naturali al di fuori della contesa enoica ed attraendo sempre più appassionati. Nei giorni della manifestazione Romana di VinNatur la curiosità si respirava nell’aria e le aspettative degli intervenuti sono state ripagate.

vinnatur ferrara sardo
Nessun industriale del vino in doppiopetto tra i banchi d’assaggio dell’ex cartiera latina, ma solo viticultori appassionati, pronti a spiegare nel particolare i loro vitigni e come questi interpretano la terra in maniera differente uno dall’altro.
Spesso giovani, che hanno avviato coraggiosi progetti tra difficoltà strutturali e produzioni limitate. Da talebani della qualità come sono, costruiscono  di vendemmia in vendemmia un dialogo  col proprio vitigno, comprendendone il più possibile il carattere per permettergli di esprimersi al meglio. Al primo approccio con i vini naturali molti hanno come la sensazione di assaggiare il cosiddetto “vino del contadino” ma sviluppato all’inverosimile nel gusto.

vinnatur iannucci
Tratto comune è quello spessore che il palato misura come consistenza, un gusto pieno dovuto ai minimi trattamenti che il vino subisce, per niente impoverito da filtrazioni, chiarificazioni o altre operazioni.  Così trattata in maniera per nulla invasiva l’uva dipinge il bicchiere con colori stupendi, specialmente nelle rare tonalità di bianchi e rosati. Più di settanta gli espositori di VinNatur, che da poco si sono dotati di un proprio disciplinare di produzione con lo scopo di mantenere il loro lavoro più naturale possibile.

vinnatur collecapretta
I loro vini dal carattere univoco, traducono le differenze climatiche delle diverse annate in maniera più spiccata rispetto ai vini tradizionali,
come nel ‘nzemmula di Bruno Ferrara Sardo da Nerello Mascalese, che seleziona maniacalmente in vigna acino per acino, oppure i vini da Nero d’Avola di Gueli, Calcareus e Erbatino ottenuti da due terreni diversi che si esprimono nello stesso vitigno in maniera differente. Il Lazio si difende bene con Azienda Agricola Macciocca e la sua sorprendente Passerina, ma anche con Riccardi e Reale e il loro Cesanese di Olevano Romano. Interessante anche il progetto di Cantina Ribelà nel territorio vulcanico del Frascati, una coppia di ragazzi alle prime vendemmie ma già con vini decisamente caratteriali, come il Pentima da vecchie viti di Malvasia e Trebbiano.

vinnatur conestabile della staffa
Da non dimenticare anche la batteria degli Umbri con Conestabile della Staffa e i bianchi di Collecapretta, ma anche la Barbera del Sannio di  Giovanni Iannucci, che del vitigno piemontese ha solo il nome essendo questo un autoctono del beneventano. A rappresentare la passione per la vinificazione naturale anche i rappresentanti di altri territori, tra cui diversi “cugini” Francesi, ma anche la Slovenia è stata degnamente rappresentata da Kmetija Stekar, con cui si è parlato amabilmente di vigna, calcio e concerti. Per la Spagna Barranco Oscuro, azienda nella zona di Granada che coltiva piccole vigne di oltre 30 vitigni diversi, con tutta la difficoltà che comporta rispettarne i differenti ritmi naturali, specialmente in fase di vendemmia. Fatiche però ampiamente ripagate da una straordinaria varietà di vini eccezionali, a partire dalla gamma cromatica che sviluppano nel bicchiere.

vinnatur gueli
Il valore della manifestazione voluta da VinNatur sta anche nel riferimento culturale che l’Associazione vuole offrire a chi si interessa di vino naturale.
In questo senso molto interessanti i dibattiti a margine,  come il confronto tra Sandro Sangiorgi di Porthos e Angiolino Maule, padre dell’organizzazione, sul tema del neonato disciplinare del vino naturale. Incontro che ha catalizzato l’interesse dei presenti, dimostrando come l’attenzione a questa viticultura sia uno dei temi più interessanti del momento.

Bruno Fulco

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