Quattro chiacchiere sui vini Italiani: Il Vermentino della Sardegna

Il vino dei  Vip che si abbina ai sapori di una terra straordinaria e sempre tra i più gettonati specialmente quando si tratta di cucina di mare.

Il Vermentino innesca immediatamente un deciso richiamo alla Sardegna. Ma bisogna sottolineare che viene prodotto anche in Liguria e Toscana con ottimi livelli qualitativi. Ne è un chiaro esempio l’azienda Lunae col suo vermentino omonimo Colli di Luni Doc. L’influenza del mare in alcuni tratti gustativi li accomuna a quelli isolani, ma di espressione caratteriale diversa da questi.

Un lungo viaggio dalla Penisola Iberica

Il vitigno sembrerebbe originario della penisola Iberica o forse dell’Isola di Madera. Arrivato in Sardegna solo in un secondo momento probabilmente transitando dalla Francia e successivamente sul territorio ligure, adattandosi di volta in volta  al territorio. Altra ipotesi è l’accesso diretto dalla Spagna durante la dominazione Borbonica, che certamente ha importato sull’isola il modello enologico.

Il Vermentino di allora coltivato ad alberello, era un vino di forte struttura totalmente diverso dall’attuale. La svolta produttiva è storia  relativamente recente, coincidente più o meno con la Doc riconosciuta nella seconda metà degli anni ’80. Con l’ammodernamento delle tecniche enologiche il Vermentino si è indirizzato verso le preferenza del mercato, con vini più leggeri e freschi apprezzati da subito che evocano l’immagine dell’estate, del mare e del relax.

Suo malgrado è il vino fermo di riferimento nelle estati glamour di Porto Cervo

Diverse le produzioni, dal Vermentino di Alghero a quello di Usini ma le principali sono, il Vermentino di Sardegna Doc e il Vermentino di Gallura, unico vino Docg dell’isola dal 1996 diventato nel tempo quello di riferimento. Champagne a parte è certamente il vino dei Vip in Costa Smeralda, zona del Gallurese un tempo terra di pastori e rivoluzionata dall’intervento imprenditoriale dell’Aga Khan. Oggi punto di riferimento per il jet set internazionale che ogni estate affolla Porto Cervo.

Così il Vermentino appare spesso nei rotocalchi rosa. Immortalato sui tavoli di ristoranti alla moda, ignaro testimone fuori fuoco di intimità paparazzate. È protagonista di un evento che porta il suo nome, il “Rally dei Nuraghi e del Vermentino”, giunto quest’anno alla sua 15ma edizione e tra gli appuntamenti più seguiti negli sport motoristici. Le uve impiegate per la Docg Gallura devono essere Vermentino almeno per il 95%, è ammesso un piccolo saldo di altre uve ma anch’esse prodotte sul territorio.

Nelle diverse zone di produzione, molte le cantine ad aver creduto nella potenzialità del vitigno permettendone la piena espressione del carattere, Dettori, Capichera, Vigne Surrau, Jankara, Chessa, Tondini, Tani, Sella & Mosca, Argiolas, Cherchi e molti altri. I vini prodotti pur nella loro qualità mantengono generalmente un approccio non impegnativo, che li rende molto piacevoli e di largo impiego già dall’aperitivo. Riportano spesso nel gusto la presenza marina, le erbe e le essenze della macchia mediterranea e gli agrumi.

Un vino che consente una grande versatilità di abbinamento

La cucina ideale a cui abbinarlo neanche a dirlo è quella di mare, dove copre agevolmente dagli antipasti ai secondi piatti. Ottimo con crostacei e frutti di mare, dalle cotture al vapore alle grigliate, con il cocktail di scampi, insalata di mare, polpo e patate. Con i primi dal risotto all’astice alla pasta con la bottarga, le vongole o i ricci di mare, spada e pachino, rana pescatrice e pomodorini.

Tra i secondi il pesce arrosto anche accompagnato dalle salse e al cartoccio, crostacei, aragosta alla catalana. Con i piatti di terra bene con le verdure, anche al forno, il pollame e le carni bianche. Dagli arrosti di vitella  alla lonza di maiale. Lo chef Renato Rizzardi lo utilizza nel “Tortello allo stracotto di pecora e Vermentino con fonduta di pecorino, pesto al basilico e pomodorini canditi” un saggio dei sapori sardi.

Bruno Fulco

 

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e diplomato presso l’Associazione Italiana Sommelier, da sempre appassionato di enogastronomia come veicolo di scambio e collegamento tra le diverse culture. Viaggiatore entusiasta specie nelle realtà asiatiche e mediorientali. La fotografia completa il bouquet delle passioni irrinunciabili con particolare attenzione al reportage. Ricerca ostinatamente il modo di fondere questi elementi in un unico elemento comunicativo.

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