Quattro chiacchiere sui vini Italiani: Il Gewurztraminer

L’acrobata aromatico che si abbina con successo anche ai sapori della cucina asiatica.

Quasi uscito dal nulla all’improvviso, negli ultimi anni è forse il vino che più di ogni altro ha visto incrementare la sua popolarità. Ma il Traminer aromatico c’è sempre stato, il suo nome è riferito al paese Altoatesino di Termeno, accostato a gewurz che sta per speziato.

Vitigno di confine è oggetto delle rivendicazioni di Alsazia e Valle del Reno, gli altri posti principali dove viene coltivato e che ne reclamano l’origine. Il riferimento a Termeno sembra essere chiaro, probabilmente attribuitogli dai Romani che lo portarono a spasso tra le regioni alpine forse prendendolo della Germania.

L’adattamento al territorio attraverso incroci e mutazioni.

Probabilmente in origine era a bacca nera, mutato poi geneticamente per via della mini glaciazione europea tra il XIV e il XVIII secolo, periodo in cui è possibile si sia incrociato con altri vitigni. La sua prima presenza documentale è datata 1349 e si riferisce al “Libro della Natura” Di Konrad Megemberg decano del duomo di Regensburg. Caduto poi nell’oblio riguadagna i favori del pubblico negli ultimi decenni, diventando uno dei vini Altoatesini più richiesti in assoluto.

Incontra particolarmente l’apprezzamento dei più giovani, specialmente di sesso femminile per cui è spesso il vino di riferimento. Non è quindi casuale la scelta della giovane scrittrice Maddalena De Donato che lo inserisce nel titolo del suo romanzo d’esordio “Diario di una portatrice sana di Gewurztraminer”.

La vicenda narra della protagonista che fermata con tasso alcolemico di 0,80 per due bicchieri di vino, è costretta al percorso di recupero. Tra sedute di gruppo e controlli vari viene trattata da tossica insieme ai veri alcolisti dipendenti. È una Storia di crescita e denuncia, in cui l’innocente Gewurztraminer veicola il messaggio d’inadeguatezza per un provvedimento che così concepito, poco serve alla  necessaria causa del bere responsabile.

il Gewurztraminer in Italia viene vinificato anche in Friuli originando diverse Doc nelle due regioni. Rimanendo all’Alto Adige tra i produttori che raccolgono più consensi si segnalano Tenuta Ritterhof, St. Michael Eppan, Cantina Caldaro, Cantina Tramin, Baron Widmann, Colterenzio, Baron di Pauli, Cantina produttori Cortaccia, Elena Walch.

Vitigno aromatico per eccellenza che ha nel bouquet olfattivo la sua caratteristica primaria.

Il Gewurztraminer è uno dei quattro vitigni italiani classificato ufficialmente come aromatico, caratteristiche confermate dalla potenza del bouquet olfattivo. Un’esplosione multiforme di profumi in cui trovano spazio sia le fragranze floreali con la rosa in evidenza, che le note della frutta matura e tropicale, con il litchi come tratto distintivo e poi fichi, pesche, ma anche gli agrumi, vaniglia, i chiodi di garofano e le spezie dolci.

Tenore alcolico sostenuto, grande persistenza, pienezza di gusto e morbidezza. La sua esuberanza olfattiva richiede un’attenta cura nell’abbinamento necessaria per non sovrastare i cibi. L’impiego migliore  è da dedicare a piatti specifici e difficilmente a tutto pasto.

Così almeno lo interpretano i grandi chef come Massimiliano Alajmo che definendolo un caleidoscopio di profumi lo abbina al suo Risotto allo zafferano con un tocco di liquerizia, descrivendo il risultato come “fuochi d’artificio culinari”. Per Norbert Niederkofler è invece imbattibile in abbinamento ad una variazione su fegato di pollame e d’anatra.

Dalla cucina di territorio a quella Asiatica ma mai a tutto pasto.

E’ ideale per antipasti con crostini e tartine anche di formaggi molli tipo Brie, uova, torte salate tipo Quiche Lorraine. Ottimo su scampi, aragoste, astici, gamberi e crostacei di ogni tipo, meglio al vapore che grigliati, anche accompagnati da salse di  mango avocado e frutta esotica. Oppure con i crudi di pesce. Tra gli abbinamenti di territorio la polenta con lo speck e i canederli con funghi e Puzzone di Moena.

Ideale anche con la cucina asiatica dove l’aromaticità del Gewurztraminer trova conforto nella speziatura dei piatti ad esempio su un tipico Pad Thai Tailandese, un riso fritto alla cantonese, un gustosissimo Amok Cambogiano oppure le rivisitazioni internazionali della cucina Vietnamita.

Bruno Fulco

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e diplomato presso l’Associazione Italiana Sommelier, da sempre appassionato di enogastronomia come veicolo di scambio e collegamento tra le diverse culture. Viaggiatore entusiasta specie nelle realtà asiatiche e mediorientali. La fotografia completa il bouquet delle passioni irrinunciabili con particolare attenzione al reportage. Ricerca ostinatamente il modo di fondere questi elementi in un unico elemento comunicativo.

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