Go Wine batte Trump con Barolo, Barbaresco & friends

Nella degustazione di Roma  Go Wine fa il pieno di presenze con la sua selezione dei  vini piemontesi tra i più apprezzati da tutti gli appassionati.

Nemmeno Trump è riuscito a scoraggiare quanti richiamati dall’evento di Go Wine non hanno voluto perdersi l’appuntamento con l’enologia piemontese. Intorno all’Hotel Savoy, nei pressi dell’Ambasciata Americana a Roma vigeva lo stato di allerta.

Per motivi di sicurezza, requisiti tutti i parcheggi delle vie limitrofe e agenti di polizia ad ogni angolo della strada. Un’impresa persino parcheggiare lo scooter. Malgrado questo però gli appassionati non hanno fatto mancare la loro presenza. Del  resto il richiamo del Nebbiolo è sempre troppo forte e val bene qualche disagio.

Come sempre la degustazione organizzata da Go Wine è stata in linea con  i suoi criteri di selezione delle aziende. Considerare il vino come espressione culturale di un territorio, rappresenta da sempre il punto centrale nella filosofia dell’associazione.

La difesa della tipicità da opporre alla standardizzazione del consumo, sempre in agguato in tempi di globalizzazione dei mercati.  Spazio quindi ad aziende che a volte per scelta sono fuori dai grandi circuiti di distribuzione. La degustazione Barbaresco & friends, ha posto la sua attenzione sulle modalità espressive del Nebbiolo fra le Colline di Alba e la zona del Nord Piemonte.

Un territorio dalle caratteristiche variegate del suolo e di grande ricchezza. Insieme a questo, le diverse ore di esposizione alla luce e all’altitudine del vigneto riescono a dare risultati di personalità unica. Una di quelle degustazioni dove veramente ogni azienda presente era all’altezza della situazione. Non è poco in tempi dove gli eventi enogastronomici vengono apprezzati più per il numero di aziende presenti che per la qualità prodotta.

Una grande qualità dei vini in degustazione.

I banchi d’assaggio, hanno dato anche l’occasione di apprezzare quei vini a base Nebbiolo a volte oscurati dalla fama del Barolo. Certamente tra questi quelli di Antichi Vigneti di Cantalupo, nelle Colline Novaresi che produce i suoi ottimi Ghemme Docg, tra i più apprezzati in generale. Sempre dal Novarese ma nel territorio di Boca l’Azienda Le Piane con il suo Boca Doc.

Una bella storia della viticultura italiana a cui tutti gli enoappassionati sono affezionati. Nei suoi vini il manifesto della tradizione. Come La Maggiorina che insieme al Nebbiolo,  impiega oltre dieci vitigni raccolti in vecchie vigne di poca resa ma estrema qualità. Il nome richiama la forma di allevamento utilizzata tre secoli fa. Si tratta di tre viti che si sviluppano nella direzione dei quattro punti cardinali. Oggi tenuti in vita anche per rappresentare la memoria storica del territorio.

Dal Biellese Proprietà Sperino, che nell’antica tenuta tiene alta la bandiera del Lessona Doc. Poi Travaglini e le sue splendide bottiglie di Gattinara dalle omonime Colline della zona di Vercelli. Naturalmente grande presenza di Barolo e Barbaresco, con La Biòca e tanti altri, che però per una volta hanno lasciato la scena a tutte le altre denominazioni a base Nebbiolo di cui sempre troppo poco si parla.

Bruno Fulco

Lascia un commento

Lascia un commento!
Inserisci il tuo nome qui