Le Fettuccine Alfredo compiono cento anni nel ricordo della Roma che fu

Le Fettuccine Alfredo compiono cento anni nel ricordo della Roma che fu

Il National Fettuccine Alfredo Day celebra uno dei piatti che più rappresenta l’affetto mondiale nutrito per Roma e le atmosfere della dolce vita

Negli stati uniti addirittura è stata istituita una ricorrenza nazionale dedicata a questo piatto, da ritenersi più Romano che Italiano. Per i suoi fans americani le Fettuccine Alfredo sono un’icona della nostra tradizione gastronomica. Anche la storica sede del Ristorante Alfredo in Via della Scrofa, ha voluto omaggiare i cento anni del celebre piatto.

Una fama che ha raggiunto gli angoli più lontani del pianeta. E’ possibile infatti incontrarle nei menù di mezzo mondo, quasi sempre proposte con disinvoltura nei locali per turisti. Quelli che all’ingresso presentano le tristissime immagini di pietanze dall’aspetto plastico. Da Istanbul a Bangkok molti propongono una loro interpretazione della Fettuccina Alfredo che dell’originale ha solo il nome, spesso scritto anche male.

Prosciutto, panna, funghi, sfregiano il gusto delicato di un piatto che trova la sua dimensione proprio nella semplicità degli ingredienti. Furono ideate da Alfredo di Lelio nel 1907, pensate per la moglie Ines durante la gravidanza. Lo scopo era quello di preparargli un piatto che riunisse in se gusto ed energia.

Gli ingredienti sono solo tre ma di grande qualità. Burro freschissimo alla giusta temperatura e parmigiano, mentre la fettuccina non deve essere una qualunque. Tirata a mano giornalmente e di estrema sottigliezza, richiede grande attenzione nella cottura, necessariamente inferiore ai trenta secondi.

I condimenti adagiati sulla pasta vengono mantecati direttamente a tavola, con l’abilità necessaria a farne “Le Fettuccine Alfredo” e non una qualsiasi pasta burro e parmigiano. Un piatto nato da un pensiero amorevole e che richiede tutta l’attenzione possibile, sono forse questi i suoi ingredienti principali.

Al di la della sua collocazione nei valori della cucina nazionale, la sua virtù è proprio quella di rappresentare cura e passione Italiana per la gastronomia. A renderle famose oltreoceano furono Douglas Fairbanks e Mary Pickford. Divi hollywoodiani che durante la loro luna di miele nella splendida Roma del 1920, si imbatterono in Alfredo a Via della Scrofa assaggiando le sue Fettuccine.

Ne rimasero talmente entusiasti da coinvolgere chiunque nel loro ricordo, che decisero di materializzare attraverso una coppia di posate d’oro da donare al ristorante. Una forchetta e un cucchiaio, ancora presenti tra i tanti cimeli accumulati nella lunga storia del locale.

Alfredo alla Scrofa fu tappa imperdibile anche per la Roma della dolce vita, rimasta immortalata sui suoi muri grazie ad una galleria fotografica di personaggi famosi. Ricordi in bianco e nero di un periodo d’oro, in cui la capitale era al centro della vita mondana internazionale.

Centinaia le foto che ritraggono le personalità della moda e dello spettacolo, politici e regnanti passati almeno una volta tra i tavoli del locale. Persino Jimi Hendrix è stato li. Alfredo alla Scrofa era il locale di riferimento del cinema quando Cinecittà rappresentava la sua massima espressione.

Proprio questo è stato il tema del National Fettuccine Alfredo Day. Un mondo ricco di tantissimi aneddoti, dal mito della Loren allo stuolo di flash in attesa di Brigitte Bardot. Da Tony Curtis finto cameriere, alle cene romantiche di Ava Gardner e Walter Chiari.

Quando il gossip era ancora colore e aiutava la gente a sognare. Atmosfere rievocate nella serata grazie anche alla presenza di personaggi legati alla vita di quegli anni e che gli appassionati intervenuti in massa non hanno voluto perdersi.

Bruno Fulco

Iscritto all’Ordine dei Giornalisti e diplomato presso l’Associazione Italiana Sommelier, da sempre appassionato di enogastronomia come veicolo di scambio e collegamento tra le diverse culture. Viaggiatore entusiasta specie nelle realtà asiatiche e mediorientali. La fotografia completa il bouquet delle passioni irrinunciabili con particolare attenzione al reportage. Ricerca ostinatamente il modo di fondere questi elementi in un unico elemento comunicativo.

2 Commenti

  1. STORIA DI ALFREDO DI LELIO, CREATORE DELLE “FETTUCCINE ALL’ALFREDO” (“FETTUCCINE ALFREDO”), E DELLA SUA TRADIZIONE FAMILIARE PRESSO IL RISTORANTE “IL VERO ALFREDO” (“ALFREDO DI ROMA”) IN PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE A ROMA

    Con riferimento al Vostro articolo ho il piacere di raccontarVi la storia di mio nonno Alfredo Di Lelio, inventore delle note “fettuccine all’Alfredo” (“Fettuccine Alfredo”).
    Alfredo Di Lelio, nato nel settembre del 1883 a Roma in Vicolo di Santa Maria in Trastevere, cominciò a lavorare fin da ragazzo nella piccola trattoria aperta da sua madre Angelina in Piazza Rosa, un piccolo slargo (scomparso intorno al 1910) che esisteva prima della costruzione della Galleria Colonna (ora Galleria Sordi).
    Il 1908 fu un anno indimenticabile per Alfredo Di Lelio: nacque, infatti, suo figlio Armando e videro contemporaneamente la luce in tale trattoria di Piazza Rosa le sue “fettuccine”, divenute poi famose in tutto il mondo. Questa trattoria è “the birthplace of fettuccine all’Alfredo” ( e non il locale di via della scrofa aperto nel 1914, come da contratto di affitto, firmato da mio nonno, che conservo gelosamente).
    Alfredo Di Lelio inventò le sue “fettuccine” per dare un ricostituente naturale, a base di burro e parmigiano, a sua moglie (e mia nonna) Ines, prostrata in seguito al parto del suo primogenito (mio padre Armando). Il piatto delle “fettuccine” fu un successo familiare prima ancora di diventare il piatto che rese noto e popolare Alfredo Di Lelio, personaggio con “i baffi all’Umberto” ed i calli alle mani a forza di mischiare le sue “fettuccine” davanti ai clienti sempre più numerosi.
    Nel 1914, a seguito della chiusura di detta trattoria per la scomparsa di Piazza Rosa dovuta alla costruzione della Galleria Colonna, Alfredo Di Lelio decise di trasferirsi in un locale in via della scrofa, ove aprì il suo primo ristorante che gestì fino al 1943, per poi cedere l’attività a terzi estranei alla sua famiglia.
    Ma l’assenza dalla scena gastronomica di Alfredo Di Lelio fu del tutto transitoria. Infatti nel 1950 riprese il controllo della sua tradizione familiare ed aprì, insieme al figlio Armando, il ristorante “Il Vero Alfredo” (noto all’estero anche come “Alfredo di Roma”) in Piazza Augusto Imperatore n.30 (cfr. il sito web di Il Vero Alfredo).
    Con l’avvio del nuovo ristorante Alfredo Di Lelio ottenne un forte successo di pubblico e di clienti negli anni della “dolce vita”. Successo, che, tuttora, richiama nel ristorante un flusso continuo di turisti da ogni parte del mondo per assaggiare le famose “fettuccine all’Alfredo” al doppio burro da me servite, con l’impegno di continuare nel tempo la tradizione familiare dei miei cari maestri, nonno Alfredo, mio padre Armando e mio fratello Alfredo. In particolare le fettuccine sono servite ai clienti con 2 “posate d’oro”: una forchetta ed un cucchiaio d’oro regalati nel 1927 ad Alfredo dai due noti attori americani M. Pickford e D. Fairbanks (in segno di gratitudine per l’ospitalità).
    Un aneddoto della vita di mio nonno. Alfredo fu un grande amico di Ettore Petrolini, che conobbe nei primi anni del 1900 in un incontro tra ragazzi del quartiere Trastevere (tra cui mio nonno) e ragazzi del Quartiere Monti (tra cui Petrolini). Fu proprio Petrolini che un giorno, già attore famoso, andando a trovare l’amico Alfredo, dopo averlo abbracciato, gli disse “Alfré adesso famme vede che sai fa”. Alfredo dopo essersi esibito nel suo tipico “show” che lo vedeva mischiare le fettuccine fumanti con le sue posate d’oro davanti ai clienti, si avvicinò al suo amico Ettore che commentò “meno male che non hai fatto l’attore perché posto per tutti e 2 non c’era” e consigliò ad Alfredo di tappezzare le pareti del ristorante con le sue foto insieme ai clienti più famosi. Anche ciò fa parte del cuore della bella tradizione di famiglia che continuo a rendere sempre viva con affetto ed entusiasmo.
    Desidero precisare che altri ristoranti “Alfredo” a Roma non appartengono e sono fuori dal mio brand di famiglia.
    Vi informo che il Ristorante “Il Vero Alfredo” è presente nell’Albo dei “Negozi Storici di Eccellenza” del Comune di Roma Capitale.
    Grata per la Vostra attenzione ed ospitalità nel Vostro interessante blog, cordiali saluti
    Ines Di Lelio

    • Speriamo comunque di aver reso omaggio a Suo nonno e al suo piatto ormai di fama internazionale, che incontro in tutto il mondo anche se stuprato nella filosofia e negli ingredienti e spesso chiamato “Fettuccini”. Lo spirito che ho colto nella serata e che ho cercato di restituire, era comunque rivolto a celebrare il piatto in se, il suo legame con la dolcevita e il mondo del cinema anni 60. In nessun modo si è cercato di attribuire ad altri i meriti di suo Nonno che anzi, spero di aver reso nel suo intento amorevole di marito appassionato oltre che di gastronomo d’altri tempi, così come io l’ho immaginato. Più che altro la serata celebrava il ruolo di Alfredo alla Scrofa come riferimento per il cinema e la dolce vita, cosa testimoniata dai suo cimeli fotografici. Sono certo che anche il suo locale non è stato da meno in quegli anni bellissimi per Roma che mi piacerebbe aver vissuto. In tutti i modi la ringrazio per aver voluto condividere con noi queste notizie storiche, che personalmente da appassionato di Roma, di cucina e sommelier Ais ho gradito moltissimo. Prima o poi passerò volentieri a trovarla per approfondire la figura di suo nonno nella Roma dei tempi. Nel caso credo che il suo recapito sia online altrimenti potrebbe contattare la redazione per lasciarlo.
      RingraziandoLa per l’apprezzamento al blog le invio un caro saluto.

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