Roma Nascosta: lo Stadio di Domiziano sotto piazza Navona

stadio di domiziano descrizione

Una Roma Sotterranea insolita tutta da scoprire: ecco la descrizione dello Stadio di Domiziano in un breve riassunto!

Roma è in grado di offrire al visitatore infinite e continue sorprese. Sono davvero numerosi infatti i luoghi di interesse storico e artistico presenti in città, che meritano assolutamente una visita: dalle vestigia imponenti della Roma Imperiale fino alle eleganti e sontuose opere di epoca rinascimentale e barocca. Ma vi sono alcuni luoghi di immenso valore che sono ormai nascosti nei livelli sotterranei e tra questi vi è lo Stadio di Domiziano, posto esattamente al di sotto della piazza barocca più famosa del mondo: piazza Navona. La sua particolare forma infatti, un rettangolo con un lato breve a forma semicircolare, si deve proprio all’edificio di epoca romana al di sopra del quale, durante il corso dei secoli, si è venuta a formare la piazza stessa.
 
 
Lo Stadio fu edificato per volere dell’imperatore Domiziano nell’86 d.C. per destinarlo allo svolgimento di una serie di gare ginniche da disputarsi alla maniera delle olimpiadi greche, ogni quattro anni, in onore del Certamen Capitolino Iovi da abbinarsi a competizioni musicali messe in scena in un altro vicino edificio oggi scomparso, l’Odeon.
 
Lo Stadio di Domiziano diventò così il primo e unico esempio di stadio in muratura costruito a Roma e destinato esclusivamente allo svolgimento delle gare ginniche. Queste comprendevano differenti discipline: la corsa, la lotta con varie specialità come per esempio il pugilato e il pancrazio (un tipo di lotta in cui quasi ogni colpo era ammesso), fino al pentathlon, la celebre specialità agonistica suddivisa in cinque prove (lancio del disco e del giavellotto, salto in lungo, lotta e corsa). Questi giochi, ginnici e musicali, erano detti agones. Ecco quindi che non solo la forma della piazza ma anche il suo nome si devono all’antico edificio di epoca romana: da “agone” “in agone”, “navone” ed infine Navona!
 
Domiziano volle far edificare in città un edificio per le gare ginniche per assecondare da un lato la sua passione, dall’altro per incrementare la sua popolarità. L’imperatore infatti amava lo sport e soprattutto l’atletica tanto in voga nel mondo greco a cui era molto legato. Dovette però affrontare una grande sfida: i Romani infatti non erano particolarmente attratti da gruppi di uomini che gareggiavano completamente nudi in prove ginniche alternate a recitazione di poesie e canti!
 
Amavano invece assai più la violenza, la forza, la brutalità e il sangue che certamente i gladiatori e le corse con le bighe trainate dai cavalli potevano offrire. Perfino i grandi intellettuali del tempo erano avversi a queste pratiche: Tacito scriveva preoccupato che queste “raffinatezze” (così chiamava le gare olimpiche) potevano minare gli antichi valori romani e si chiedeva cosa ormai potesse mancare ai giovani se non mostrarsi nudi e gareggiare in quelle prove, invece che pensare al servizio militare! Ma non era l’unico. Cicerone infatti sosteneva che lo scandalo più grande per gli atleti fosse esattamente spogliare il proprio corpo di fronte ai cittadini!
 
Nonostante le avversità, Domiziano però fece costruire lo Stadio, istituì le gare, legandole alle celebrazioni in onore di Giove e riuscendo a renderle di fatto obbligatorie, tanto che lo Stadio rimase in uso fino alla fine dell’impero.
 
L’edificio era veramente enorme e poteva contenere al suo interno fino a 30.000 spettatori: proprio il termine “stadio” deriva dalla parola greca stadion, l’unità di misura equivalente a 600 piedi (180 metri circa) che rappresentava l’esatta lunghezza della pista su cui si svolgevano le competizioni sportive!

 

Con la caduta dell’impero, anche lo Stadio iniziò il suo lento oblio e abbandono. Durante il Medioevo, proprio all’interno di una delle arcate dell’antico Stadio, la giovane matrona romana Agnese, subì un atroce martirio, divenendo una santa molto venerata nella zona, tanto che proprio qui fu costruita una prima chiesa a lei dedicata, divenuta poi la celebre Basilica di Sant’Agnese in Agone. Secolo dopo secolo, esattamente al posto degli spalti dell’antico Stadio, iniziarono poi a comparire tutte le abitazioni, le botteghe e i palazzi che disegnano oggi il profilo di piazza Navona, anche se l’aspetto attuale lo si deve ad un personaggio ben preciso: papa Innocenzo X Pamphilj.
 
Il pontefice infatti, insieme alla spregiudicata cognata Donna Olimpia Maidalchini, incaricò i due artisti più importanti del 1600 – Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini – di abbellire l’intera piazza su cui affacciava il sontuoso palazzo di famiglia, oggi sede dell’Ambasciata del Brasile. Ecco quindi che la Basilica di Sant’Agnese fu completata da Borromini, divenendo cappella dei Pamphilj, mentre a Bernini fu affidato il compito di impreziosire la piazza con due straordinari giochi d’acqua: la Fontana del Moro e la Fontana dei Quattro Fiumi. Ed è così che l’antico Stadio si trasformò nella piazza barocca più straordinaria e celebre del mondo!
 
 
L’Asino d’Oro Associazione Culturale

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