“Museo delle Illusioni” a Milano: imparare divertendosi

Ha aperto a luglio di quest’anno a Milano il primo “Museo delle Illusioni”. 

Un format che arriva nella big city direttamente dalla Croazia: l’idea originale è stata lanciata nel 2015 a Zagabria, e poi è arrivata al Cairo, a Dubai, Chicago e New York e molte altre città per un totale di 33 sparse 5 continenti.

«Milano -afferma Roko Zivkovic, uno dei fondatori  – è il centro del design, dell’innovazione e della moda. La città ha musei e centri culturali importanti. Avere una sede del Museo delle Illusioni qui per noi è sempre stato un obiettivo importante. Riuscire ad aprire in questo momento ha un significato particolare: ci permette di donare alla città un luogo di svago e di formazione per tutte le età come simbolo di ripartenza per la dopo la pandemia».

“Se un’immagine vale mille parole, fidati che un’illusione ne nasconde oltre un milione”.

In via Settembrini, in piena zona “Centrale”, ha inaugurato un museo ricco di illusioni, rompicapi, giochi e attrazioni che coinvolgono lo spettatore attraversando percorsi e facendolo interfacciare con la scienze, la psicologia, la fisica e la matematica.

Settanta attrazioni per mettere alla prova il nostro cervello sperimentando come funziona, per esempio, la prospettiva o la percezione ottica e il tutto in un’ora di tempo.

Si, perché è un’ora il limite di tempo che permette alla mente umana di cimentarsi nei giochi d’illusione con piacere e senza stress. 

Durante il tour si attraversano diverse stanze e in ognuna di queste si provano esperienze variegate che ti lasciano a bocca aperta.

L’obiettivo è duplice: divertirsi, ma anche imparare cose nuove.

In una stanza si può provare l’illusione di essere molto piccoli, in un’altra di avere altezze diverse e in un’altra ancora ci si rende conto che la dimensione percepita di una persona dipende da quella degli oggetti che le stanno intorno.

Continuando nel percorso si raggiunge una stanza in cui si ha la sensazione di poter ruotare su se stessi.

Ma ancora: dall’illusione creata dal Vortex Tunnel, capace di simulare una lotta faticosa solo per fare un passo in avanti attraverso un cilindro rotante su una superficie apparentemente stabile e piatta, alla rotante Stanza del Sottosopra, passando per le leggi della gravità e dal rapporto tra dimensioni nella Stanza dell’Infinito.

Presente anche la Playroom con i suoi giochi e rompicapo educativi. Fino alla collezione di ologrammi.

Un brillante e divertente promemoria del fatto che le nostre convinzioni sul mondo spesso non sono altro che uno spettro d’illusioni.

Nulla di nuovo per gli studiosi di materie umanistiche: La Gestalt (significa in italiano “Forma”) infatti fu la prima scienza psicologica a studiare le illusioni e la forma.

E’ questa una corrente di pensiero fondata nel 1912 dal tedesco Max Wertheimer e sviluppata da Wolfgang Köhler e Kurt Koffka, incentrata sui temi della percezione e dell’esperienza.

Essa sostiene infatti che “Il tutto è superiore alla somma delle singole parti”. 

Secondo la psicologia della Gestalt, ciò che percepiamo non è una somma di elementi, ma una sintesi della realtà. Nella percezione del mondo esterno, insomma, noi non cogliamo delle semplici somme di stimoli sensoriali, ma percepiamo l’insieme, che è qualcosa di più e di diverso della semplice somma degli elementi.

Nel 1923 Wertheimer enunciò le leggi della Gestalt. Dei principi percettivi innati sulla cui base gli stimoli si costituiscono in forme:

  • Vicinanza
  • Somiglianza
  • Continuità
  • Destino comune
  • Figura-sfondo
  • Chiusura
  • Esperienza passata
  • Pregnanza

Sebbene negli ultimi anni del Novecento l’influenza di questa corrente sia andata ridimensionandosi, la teoria della Gestalt resta una pietra miliare della psicologia moderna.

E queste regole restano utili per spiegare diverse illusioni ottiche che si potranno vivere al Museo. Un museo unico, diverso da tutti gli altri e perfetto per adulti e bambini di tutte le età.

Al suo interno, infatti, è permesso ridere, urlare, correre e fare tutto ciò che non è consentito in altri musei. E questo, potrebbe anche risultare liberatorio.

E se siete curiosi e avete voglia di stimolare la creatività dei bambini, non perdetevi la mostra “Montessori-Munari” al Palazzo delle esposizioni a Roma. Al Museo delle Illusioni inoltre sembrerà di vivere in un parco giochi ad alto contenuto instagrammabile.  All’interno infatti ti consigliano il punto esatto dove poter vedere e scattare l’illusione che stai vivendo.

Si sa, gli occhi vedono ciò che il cervello non comprende.

Francesca Sorge

Tutte le immagini contenute nell’articolo sono a cura di Emanuela Sorridi.

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