Lorenzo Lotto, il richiamo delle Marche

Lorenzo Lotto

Lorenzo Lotto, il richiamo delle Marche in mostra a palazzo Buonaccorsi di Macerata.

Lorenzo Lotto torna protagonista nelle Marche con una mostra interessante e ricca di spunti di riflessione. In un percorso di 11 sale, la mostra ripercorrere in ordine cronologico le tappe della vita artistica del maestro veneziano.

Le Marche, lo abbiamo visto anche nel 2018 a Recanati, hanno dato ospitalità per lungo tempo al pittore. Possiamo dunque dire che le Marche e Lotto raccontano una lunga e appassionata storia d’amore.

A palazzo Buonaccorsi sono sopraggiunte opere d’arte provenienti da tutto il mondo. Da Berlino a Londra, da Parigi a Madrid, da Milano alle collezioni private. Insomma, il curatore della mostra, Enrico Maria Dal Pozzolo, non si è risparmiato ed è riuscito nell’impresa di riportare “a casa” opere prodotte per la regione (o in ogni caso legate alle Marche) ma che poi sono finite in giro per il mondo.

Ed è grazie a lui e al suo team che riunite nelle stesse stanze possiamo ammirare i pannelli di San Cristoforo e di San Sebastiano, (attualmente a Berlino, ma inizialmente parte di un polittico realizzato per Castelplanio) o il ritratto di gentiluomo proveniente da una collezione privata. Brilla, tra tutte, la Venere adornata dalle Grazie che viene mostrata per la prima volta dopo decenni.

Come gemme incastonate all’interno di un prezioso gioiello, troviamo documenti autografi di Lorenzo Lotto, che testimoniano l’attività dell’artista: dai libri di conto ai contratti stipulati, la componente documentaristica non è irrilevante.

A conclusione del tragitto, due contrapposizioni che mi hanno molto colpito. La prima, Il San Girolamo nello Studio accostata alla stampa di Durer (di cui Lotto era un profondo estimatore). L’altro confronto suggestivo e affascinante è quello tra la Madonna col bambino del Crivelli in contrapposizione con quella di Lotto. Un incontro di sguardi dei due pittori veneziani che, alle Marche, hanno dato (e ricevuto) davvero tanto.

La mostra rimarrà aperta fino al 10 febbraio e in questi ultimi giorni il consiglio è quello di una gita fuori porta per andarla visitare!

Serena Vissani

 

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