Il segno grafico di Marina Bindella al MLAC

“Marina Bindella, una delle più interessanti artiste contemporanee italiane, è la protagonista della mostra “Finis Terrae” al MLAC (Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”) dal 05 al 28 novembre”

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Marina Bindella è una delle più interessanti e particolari artiste italiane contemporanee. Nata a Perugia nel 1957, si è laureata in Storia dell’Arte all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” ed ha frequentato la specializzazione ad Urbino. Si è inoltre diplomata in Incisione presso la Scuola delle Arti Artigianali di San Giacomo di Roma. Artista molto aperta a tutti i vari aspetti dell’arte contemporanea, ha collaborato con personalità del calibro di Guido Strazza, Carlo Lorenzetti, Enrico Della Torre e Giulia Napoleone. Da sempre appassionata anche dei ritmi delle cadenze poetiche, ha sempre approfondito il linguaggio tra il libro e l’arte. Le sue xilografie dialogano con le opere d’importanti autori come: Marina Cvetaeva, Valerio Magrelli ed Elio Pecora. Nel corso della sua carriera ha vinto diversi premi come quello della III Triennale d’Incisione di Chieri nel 2003 ed ha presentato le sue opere in diverse mostre personali, come: Partitura inquieta nel 2004 alla Galleria Il Bulino di Roma o la mostra Corpi Celesti alla Galleria Porta Latina di Roma nel 2013. Insegna Xilografia e Storia della Grafica all’Accademia delle Belle Arti di Roma.
La mostra dal titolo “Finis Terrae“, allestita al MLAC, che sarà possibile visitare dal 5 al 28 novembre 2015 (lunedì-sabato ore 11.00-19.00), curata da Ilaria Schiaffini e Claudio Zambianchi con l’aiuto degli studenti del Dipartimento di Storia dell’Arte e Spettacolo dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, mette in scena l’evoluzione ed i cambiamenti dello stile di Marina Bindella attraverso 34 opere. La sua arte prende sempre le mosse dal segno, che cesella la superficie in fitte trame luminose e pulviscolari. Pur avendo sempre come punto di riferimento la xilografia, l’artista si è avvicinata ad altre tecniche come: la pittura ad olio, graffito su tavola, il disegno a china e l’acquerello. Crea delle continuità di vari linguaggi. Unendo le varie tessiture, l’artista usa sia tecniche ad incisione che tecniche per adduzione (arti grafiche e pittoriche). Nella pittura ad olio toglie la vernice sulla tavola, che poi reintegra con tratti di colori; negli acquerelli fa in modo che lo sfondo bianco sia capace di accentuare la componente luminosa.
In questi ultimi anni Marina Bindella, attraverso le sue opere, riflette sempre di più sullo scorrere del tempo; l’immagine varia e si trasforma in continuazione.
In alcune serie come: Cronologia o Teorema, l’artista indaga sul concetto di durata, attraverso l’assemblaggio di diverse porzioni di spazio, creando una sequenza.
Finis Terrae
Cronologia
In altre opere, come Finis Terrae, che dà il nome alla mostra, l’artista inserisce delle spaccature simili a faglie tettoniche, che tagliano la superficie delle opere. Molto interessante è Linee di Vita (1995-2001, disegno a china su carta) dal tratto estremamente accattivante ed esotico, che ricorda la stilizzazione tipica dell’arte orientale.
Finis Terrae
Linee di vita
Notevole è anche Contrappunto Nero (2012 – Olio e graffito su tavola), con dei segni che ricordano lacerazioni, forse anche dell’animo.
Finis Terrae
                                                     Contrappunto Nero

Il quadro ad acquerello Frattura II (2015) presenta colori vivaci che s’inseriscono nella tessitura sottostante creando un’unione indistruttibile tra pittura e supporto.
Finis Terrae
Frattura II
Marina Bindella è un’artista che sa emozionare e catturare il pubblico, catapultandolo dentro le sue trame. Da seguire assolutamente nei suoi prossimi sviluppi.
Marco Rossi
(© Foto Marco Rossi – Culturamente.it)

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